Se a scuola volessi far passare un certo concetto o messaggio celato nel film "Accattone" mi basta anche una VHS
per me questo non ha molto senso, nel discorso che si sta facendo. E' chiaro che dalla scuola non ci si aspetta che vi sia disponibilità di lettori blu-ray e dischi in alta definizione. Va bene pure la videocassetta, per le finalità che ci si propone. Però poi abbiamo lavagne elettroniche, registro elettronico e altri casi CLAMOROSI di spreco, quindi secondo lo stesso criterio dovrei dire, e infatti lo dico, anche la lavagna di pietra lavica e il registro cartaceo bastano e avanzano.
Quindi lasciamo stare la scuola, che deve fare i conti con i budget e con la politica, ed è a mio avviso (nella sua forma pubblica e obbligatoria) destinata ad un ripensamento radicale. Non la cultura, secondo me, dev'essere il fine della scuola, ma l'
istruzione, anche se i due termini sono usati troppo spesso come sinonimi.
Quindi parliamo di cultura (in senso lato). Che la gente non senta il bisogno di vedere "Accattone" in alta definizione dipende da un motivo solo: e cioè che la gente non sente il bisogno di vedere "Accattone", punto. E' questo l'handicap culturale del Paese, inutile girarci intorno. Se in italia esistesse una cultura (cinematografica, in questo caso), se amare il cinema volesse dire qualcosa di più e di diverso che ricoprire di milioni Checco Zalone (con tutto il rispetto, a me piace pure), se la gente insomma, volesse vedere "Accattone", se lo ritenesse importante, se lo
amasse (la cultura è amore), è verosimile che vorrebbe vederlo nel miglior modo possibile. Ne
deriverebbe un'attenzione e un interesse per le nuove tecnologie (il blu-ray e l'alta definizione, in questo caso), mentre oggi accade l'esatto opposto: la tecnologia interessa
di per sé, non per quello che può darci. Il feticismo tecnologico è la caratteristica della nostra epoca, ed è, come ormai è assodato, non un segno di modernità ma un sintomo di decadenza, anzi, una vera e propria emergenza culturale, per come la vedo io.
Ma se, tornando al nostro esempio, la gente "Accattone" non vuole vederlo, nessuno glielo dà, facile. E il mercato italiano è quello che è, cioè un mercatino pidocchioso.
Poi i film, tra i prodotti culturali, sono quelli più facilmente copiabili/piratabili, e sebbene io creda che la pirateria come "male supremo del mercato e dell'economia di settore" sia in gran parte un falso problema e un mito infinitamente strumentalizzato, è pur vero che in Italia, proprio perché non c'è cultura/amore, comprare i film è considerato dalla massa come un affronto, un furto perpetrato
in danno della gente, come pagare il canone della Rai.
Insomma è una questione
culturale se la gente fa l'abbonamento a Sky per lo sport e NON per il cinema. E' una questione
culturale se c'è una passione debordante per gli smartphone e per i tablet ma NON per i lettori blu-ray. E' una questione
culturale se i display HD (rigorosamente led, anche questa preferenza è "culturale") la gente li compra per vederci le partite di pallone o la Formula 1, ma NON i film (che infatti le gente vede in divx sui propri pc, o persino su detti pannelli HD, orrore degli orrori). E' una questione
culturale se i film sono scomparsi dalla televisione generalista, lasciando campo aperto alle fiction, ai programmi di cucina e ai talent-show. E' una questione
culturale se il mercato dei blu-ray si regge sui cinefumetti e sui "Fast'n'furious" ed è praticamente priva di qualsiasi alternativa artisticamente rilevante.
Quindi direi che il discorso è falsato alla radice: non si possono risolvere i problemi di questo particolare settore se non si interviene con una massiccia riforma culturale su vasta scala. Su come e chi dovrebbe farla, ovviamente, non mi pronuncio, probabilmente è una cosa che non rientra nelle possibilità di nessuno, ma forse rientra anche nelle possibilità di ciascuno, nel suo piccolo. Sono comunque assai pessimista, sul punto.