Grazie Tony NL anche da parte mia.
Vediamo se ho capito: bisogna provare ad impostare il gain del Subwoofer in modo che YPAO restituisca valori ottimali come indichi tu da -3db > 0db? Ad esempio, avendo YPAO del mio 2020 settato a +2db significa che devo alzare il gain del mio Sub affinchè YPAO si avvicini a 0db?
Bellissima questa cosa..........[CUT]
Beh se stai così vicino a 0dB, non è necessario alzare per forza il gain del subwoofer. Però, ci sono subwoofer di cui si dice di suonare meglio se il gain è alzato un po' e il livello del sinto per compensare un po' attenuato. Puoi fare un esperimento con l'SW10, a "che ora" sta il gain adesso? Se per esempio sta "alle 11" o "mezzogiorno", puoi dare "un'ora" o "due ore" in più, rifare YPAO che forse lo mette a -1 o -3 chissà, e sentire se il sub piace di più. In base un livello YPAO a +2dB io sarei contento, ma dipende anche al gain del SW10.
Le "scene" sono un tipico esempio di tecnologia per i consumer che provviene dalla divisione di Pro Audio di Yamaha. Da quando Yamaha ha introdotto i mixer digitali per studio, 25 anni fa, e quelli per live negli anni '00, ci sono sempre state queste "scene" in cui il sound engineer può salvare i settaggi come livelli, patch degli ingressi e delle uscite, equalizzazioni dynamics ecc. ecc., per poter cambiare subito dall'una band all'altra, o nel caso di un musical poter aprire e chiudere i vari microfoni degli artisti dipendente dalla... scena (appunto perché si chiama "scene" e non "preset"). Realizzando che i sintoamplificatori diventavano sempre più complessi con tanti ingressi, tipo di DSP, livelli di casse diverse, videosettings, audiopassthrough sì o no, le scene sono anche introdotte su questi prodotti, 4 per i sintoamplificatori entry/mid-level (oggi gli RX-Vx75), e 12 per gli AVENTAGE dal RX-A10x0 in poi. (Per me è sorprendente che soltanto 1 concorrente l'ha copiato) Quando premi ON SCREEN vai alla voce SCENE e puoi scrollare a dx e sx alle varie scene. Premendo ENTER lo carichi subito, invece con la freccia in alta puoi vedere i dettagli della scena, e, in ogni scena indipendentemente, vedere quale caratteristica vuoi che venga caricato sì o no. Oltre dare un nome personalizzato con icone ovviamente.
Per quanto riguarda il PURE DIRECT. Certamente questa impostazione suona diversamente (senza che io voglio dire "meglio", che è una cosa indipendente da "diverso") che 2CH STEREO, perché per prima non c'è il subwoofer quindi tutto viene mandato ai diffusori FRONT. Spesso le persone che fanno le prove con un tipo di amplificazione diretta, escludendo i DSP e Room Correction, dicono che sia meglio la diretta, perché il vero audiophilo vuole sentire tutto al più "puro" possibile. Io invece non sono così sicuro di questo. Perché quasi nessuno che non ha una sala dedicata per l'ascolto stereo ha veramente la possibilità di creare una situazione ottima sia per i diffusori che per il punto d'ascolto. Un sistema Room Correction come YPAO, ma anche MCACC, Audyssey o altri sistemi può almeno parzialmente compensare i difetti acustici di uno spazio non ideale.
Nel caso del YPAO del RX-A2020 AVENTAGE, l'amplificatore riesce non solo a compensare per eventuali sbalzi nella risposta di frequenza del sistema al punto di ascolto, ma anche compensare per i primi riflessioni con l'R.S.C., e di allargare lo "sweet spot", carino se non ascolti la musica soltanto da solo. Il risultato di ciò spesso è che sembra che i bassi sono meno potenti, ma è anche una cosa logica perché non sono diminuite le risonanze dello spazio quindi il basso può essere più asciuto, che spesso viene percepito come "meno presente". Dipende sempre di come sei abituato ad ascoltare. Un amplificatore senza Room Correction suona sempre più simile al PURE DIRECT di un sintoamplificatore, ma ripeto che non significa che il risultato finale è più fedele, anche se allo stesso momento può essere PREFERITO dall'ascoltatore.
Bi-amping.
Nell'audio professionale io preferisco e consiglio sempre e senza eccezione Bi-, Tri- o Quadamping, perché nel Pro Audio ci sono circostanze diverse che nel consumer audio, tra i più importanti:
1) lo sforzo costante che deve fornire il sistema: nel Pro Audio spesso al massimo della capacità degli amplicatori dove parliamo anche di oltre 2000W per un diffusore, nel consumer audio spesso si usano mediamente meno di 20W.
2) la possibilità di avere un crossover attivo, e quindi l'obbligo di poter bypassare il crossover passivo all'interno del diffusore
Nel Pro Audio vorrei sempre avere un amplificatore separato per gli alti. Un amplificatore che pilota anche i bassi andrà sempre in clip perché spinge troppo sulle basse frequenze (che consumano la maggior parte dell'energia erogata dall'amnp). Clippare significa mandare armoniche ultrasoni che possono uscire solo dai tweeter che poi si rompono. Se invece ho un amplificatore separato per le alte frequenze, posso mandare in clip quello delle basse senza che clippa quello delle alte e quindi non rompo i tweeter, oltre che la qualità sonora rimane intatta, appunto perché evito clippare. Questo vantaggio esiste anche quando con un sintoamplificatore biamplifico i miei diffusori frontali e suono sempre al massimo. Una situazione che però nel consumer audio succede raramente e se sì sono contento di non averlo come vicino in un condominio...
Sempre nel Pro Audio posso cambiare resa del diffusore se posso bypassare il crossover interno per poterlo tagliare con un crossover attivo, solitamente un speaker processor digitale o preferibilmente liberatamente configurabile come uno Yamaha DME24N. Per esempio guarda il retro del diffusore professionale Yamaha IF2115, un diffusore che posso biamplificare fino a circa 3kW:
http://www.yamahaproaudio.com/common_pa/images/photolibrary/speaker/photolibrary_speaker_iseries_image27.jpg. Si vede chiaramente una leva che posso scegliere "Passive" (nel professionale significa con crossover interno) o "Bi-amp" (significa escludere il crossover interno). Su un diffusore consumer solitamente non si trovano queste possibilità e quindi non posso scegliere io come gestire i vari componenti dal sintoamplificatore (tanto neanche gli AVENTAGE hanno un crossover attivo anche se lo posso simolare con gli equalizzatori parametrici).
Per questa ragione sostengo che il Biamping non ha un'influenza negativa sul suono del sistema consumer, ma un vantaggio si ottiene solo quando il sistema suona sempre al collo. Se si usa speakercable troppo sottile per la distanza amp-speaker, bi-wiring avrà lo stesso effetto e migliorerà l'audio notevolmente indipendentemente dai miei punti appena scritti.
EXTERNAL FRONT AMP
Per un RX-A3020 devi mettere un amplificatore stereo molto carino per ottenere un miglioramento notevole, non penso un A-S500 possa farlo. Inoltre non si può collegare un A-S500 non essendo un integrato separabile come A-S1000 e A-S2000 (vedete Petshopboy). Ho potuto fare un confronto l'anno scorso con due AVENTAGE e dei finali consumer, di cui un Rotel RB-1070, per me un finale di ottimo livello. In PURE DIRECT però era impossibile dire se suonava "meglio" il Rotel che l'amp interno del RX-A3010, anche se su dettaglio sembrava di esserci una piccola differenza, però difficilissimo da individuare e non metto la mano nel fuoco l'avrei potuto riconoscere in un test ABX. In più dipende anche dal diffusore come va l'amp. Penso che nel caso di un sistema omogeno per quanto riguarda i diffusori, non vorrei avere amplificazione troppo diversa, proprio per mantenere questa omogenità. Se invece avessi ancora il vecchio Bryston 4T, certo l'avrei messo, anche se non sentissi nulla di meglio, è lo sfizio che ho da entusiasta di questo hobby!

Se si possiede un amplificatore anche di un livello non molto oltre quello del sintoamp, ma che si sposa particolarmente bene con i diffusori che tieni questa combinazione già per anni essendoci affezionato, fallo pure! Questo hobby è per costruire un sistema che piace a TE e decisamente non a quello che piace agli altri su facebook o il forum.
MATERIALE VINTAGE
Non ho molto materiale "classico" e quindi poca sperienza con un DSP. Un reviewer americano ha scritto che per i film in bianco/nero, il DSP "MONO MOVIE" "
crea un ambiente credibile per questo tipo di film". Qualche volta l'ho messo quando vedo un vecchio film di Totò in TV, ma in generale la qualità sonora della digitale terrestre è talmente scarsa che ho difficoltà di giudicare se un DSP va bene o no. Comunque il DSP "MONO MOVIE" non è inteso per creare da Totò un surroundtrack da Avatar, ma per creare la sensazione di stare in un vecchio cinema negli anni '40 dove si proiettano i film di quell'epoca. Forse è questo quello che ha inteso anche il reviewer adesso che ci ripenso...