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Guida astrologica per cuori infranti, stagione 1

Recensione di Fabrizio Guerrieri , pubblicato il 16 Novembre 2021 nel canale CINEMA

“La recensione | La buona idea del romanzo di Silvia Zucca viene sviluppata con qualche incertezza di troppo per un prodotto Netflix. Ma via via che gli episodi scorrono la qualità inizia a crescere, grazie ad attori freschi anche se poco conosciuti, fino a un buon finale che apre le porte a un sicuro seguito.”


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Alice lavora presso la rete televisiva Vera TV che negli ultimi tempi naviga in cattive acque. La sua vita sentimentale è funestata dalla proposta di matrimonio del suo ex Carlo alla nuova ragazza Cristina, per giunta incinta. A questo si aggiunge che al lavoro arriva Davide, un affascinante nuovo collaboratore, assunto in veste di tagliatore di teste. Tutto sembra andare per il peggio fino a quando Alice non incontra Tio, un attore esperto dello zodiaco e delle compatibilità tra i segni. Ne nasce un’amicizia che la porterà ad avventurarsi nel magico mondo delle stelle e la condurrà verso nuove scoperte sia in campo professionale che sentimentale.


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Tratta dal romanzo omonimo di Silvia Zucca, caso editoriale del 2015, brioso, ironico e deliziosamente arrabbiato, arriva su Netflix questa trasposizione seriale dal carattere brillante, comico e gustoso. Almeno nelle intenzioni. Ambientata a Torino, si muove principalmente nella sede lavorativa della protagonista da cui tutto sembra dipanarsi. È qui che Alice deve sopportare la vista del suo collega, amico ed ex ragazzo Carlo e della sua nuova compagna, presto moglie, Cristina. È qui che conosce Tio, un ragazzo simpatico con cui stringe subito amicizia e che le cambierà prospettiva nel campo delle relazioni. Ed è sempre qui che inizia a lavorare sotto lo sguardo vigile di Davide che a causa del calo degli ascolti della rete ha il compito di scegliere tra chi tenere e chi mandare a casa. E poi c’è Paola, l’amica forte che essendo madre e moglie ha le giuste qualità per sostenere e consigliare Alice nei momenti di difficoltà.


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La serie parte dalla buona idea di fondo del libro e ad esso resta adesa. Da questo presupposto, divengono evidenti i vantaggi e gli svantaggi che ne derivano e che favoriscono pregi che la fanno scorrere piacevolmente ma anche difetti che ne bloccano le buone potenzialità. La prima evidenza è il trattamento del succoso soggetto. Che non è sviluppato come avrebbe meritato. La sceneggiatura infatti non ha particolari guizzi, resta al sicuro tra le pareti di un prodotto qualsiasi, invece di aprirsi verso le possibilità dell’ampio respiro dato dallo streaming internazionale. Non c’è un’invenzione scenica particolare, una suggestione interessante che possa far distinguere questa che è una serie tv Netflix, destinata al pubblico di ogni parte del mondo, da una fiction pomeridiana su una rete nazionale. Il primo episodio risulta in diversi punti molto didascalico e rischia di allontanare da subito lo spettatore più esigente. Perfino l’imponente location della Mole Antonelliana in cui si svolge il finale, simbolo della città e da oltre vent’anni sede del Museo Nazionale del Cinema, non gode della cura necessaria a sottolineare il fascino che viene dal contrasto tra un’architettura immobile e l’energia cinetica della settima arte che contiene.


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Diverse incongruenze poi, viziano l’andamento della storia, che avrebbe avuto bisogno di espedienti migliori per sviluppare gli eventi chiave della trama. Una prima forzatura è quella che vede trattare un segno zodiacale ad ogni episodio, come se Alice fosse quasi costretta a cambiare un partner a puntata. Oltretutto sono messi in perfetto ordine, dal primo, l’ariete, proseguendo fino alla vergine. Gli uomini che incontra Alice sono tutti disfunzionali. C’è il vile traditore, il passionale che cambia donne come figurine, quello che al primo appuntamento invece di dedicarsi a lei guarda (e non solo) la ex. E il triste elenco non finisce qui. L’unico che sembra avere le carte in regola per essere quantomeno dignitoso è un indeciso cronico che per questo ha scelto di essere sessualmente fluido. Ma fin qui siamo dalle parti del “va tutto bene”, “ci sta”, “può capitare nella vita reale, ah, se può capitare”. Anche perché la varietà dei personaggi fa colore e dà spessore. Ma alcune altre scelte sono molto discutibili. Come la contrapposizione fra Carlo, l’ex di Alice, che non è orrendo ma neanche esattamente un Adone, con gli altri uomini che sono quasi tutti irresistibili, almeno esteriormente, così da essere sicuri che la protagonista non abbia grandi motivazioni per voler tornare con lui. Cliché decisamente scontato che dà un senso di guida a pilota automatico.


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Essendo concentrata in soli sei episodi, questa prima stagione avrebbe dovuto avere facilità nel risultare frizzante e densa. Ma in più di un momento si avverte una certa insicurezza, concentrata particolarmente sulla protagonista Claudia Gusmano che viene relegata al luogo troppo comune della carina impacciata che non riesce a trovare l’amore e anzi, più ci prova, più fallisce. Ma questo è il minore dei problemi. Quello grosso è la riduzione delle sue capacità a due o tre faccine ricorrenti, prima fra tutte quella attonita. Un vero peccato visto l’estro dell’attrice (basta andare sulla sua pagina facebook per scoprire di cosa è in grado la ragazza). Una responsabilità pesante, in parte della sceneggiatura ma per la maggior parte della regia, che fatica a darle il giusto spazio artistico. Così come vengono sottoutilizzati due bravi attori come Maria Amelia Monti che interpreta la madre di Alice e soprattutto Bebo Storti, l’indimenticabile e dissacrante Conte Uguccione con la Gialappa’s Band, che qui è un dimesso papà cui vengono affidate poche inconsistenti battute.


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Per fortuna non mancano alcuni pregi che hanno fatto in modo che la serie entrasse, anche se timidamente, nella Top 10 di Netflix per qualche settimana. La spinta arrivata da chi ha letto il romanzo e ha voluto vedere in che modo è stato tradotto in immagini ha portato a conoscere i personaggi in versione tridimensionale. Nonostante non abbiano avuto esperienze internazionali di rilievo, gli attori che compongono il cast principale di Guida astrologica per cuori infranti funzionano bene. La già citata protagonista Claudia Gusmano illumina lo schermo coi suoi sorrisi, a volte anche amari, i due fari dei grossi occhiali dietro cui si muovono vispi i suoi occhi curiosi, e le botte di follia divertentissime che le causano qualche altrettanto spassosa e inevitabile figuraccia. Anche Lorenzo Adorni, che interpreta Tio, sa come rendere il suo personaggio piacevole e simpatico senza cadere nel banale. Positivo ma anche lui coi suoi bei problemi, sprona la neo amica a confrontarsi col mondo circostante, restando in alcuni momenti vittima dei suoi stessi consigli e dovendosi mettere a sua volta in discussione. Michele Rosiello nella parte del tenebroso Davide Sardi riesce a coniugare il ruolo professionale del personaggio con quello privato e sensibile non appoggiandosi troppo al fascino che indubbiamente possiede, nonostante la strada del capo bello e impossibile sia già stata ampliamente battuta. Anche se in preda a qualche eccesso di enfasi, Emanuela Grimalda nel ruolo della presentatrice Marlin De Rose risulta fresca e un po’ svampita, dando il giusto smalto e una certa dose di frivolezza che non guasta. Ed Esther Elisha nei panni dell’amica Paola mostra un carattere molto determinato, forse a volte troppo, ma il suo essere complementare ad Alice la rende non un tassello ma un pilastro fondamentale, sia per le sorti della protagonista che per l’intera storia.


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Dalla metà della stagione gli episodi iniziano a prendere una forma più risolta e questo fa sì che tutto scorra con maggiore slancio e venga il desiderio sempre più forte di andare subito a vedere l’episodio successivo per scoprire cosa succederà ad Alice. Buono l’ultimo episodio su cui tutto converge e da cui partirà la seconda stagione che andrà a scoprire, analizzare e probabilmente mettere alla berlina i sei segni mancanti. Si ripartirà dalla bilancia, che è quello della protagonista che dovrà quindi guardarsi allo specchio, per passare al temibile scorpione, quindi all’ambizioso sagittario e al razionale capricorno (segno e ascendente della showrunner della serie), finendo nell’anticonvenzionalità dell’acquario e nella fantasia e sensibilità dei pesci. Le riprese sono già state effettuate per cui si tratterà di attendere poco tempo prima di poter assistere al secondo capitolo. Ricordando che il termine commedia è sinonimo di leggerezza non di mancanza di impegno artistico e augurandoci di conseguenza che come la prima parte prende il volo dopo un po’, la seconda possa brillare e mettere ancora più in luce i diversi aspetti positivi della serie, magari azzardando qualche invenzione estrosa in fase di post produzione che di questi tempi di grandi cambiamenti sarebbe certamente ben accetta.


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VALUTAZIONI

dal trailer all’intera serie
Aspettativa 7 Potenziale 8

soglia d’attenzione
Scorrevolezza MEDIA Impegno MEDIO/BASSO

visione
Intrattenimento 8 Senso 6 Qualità 6
Giudizio Complessivo 6,9

Guida astrologica per cuori infranti | stagione 1
commedia, sentimentale | Italia | 27 ott 2021 | 6 ep / 34 min | Netflix

ideatrice Bindu De Stoppani regia Bindu De Stoppani, Michela Andreozzi

personaggi interpreti
Alice Bassi Claudia Gusmano
Tiziano “Tio” Falcetti Lorenzo Adorni
Davide Sardi Michele Rosiello
Paola Costa Esther Elisha
Carlo Baresi Alberto Paradossi
Cristina Chioatto Lucrezia Bertini
Marlin De Rose Emanuela Grimalda
Enrico Crippa Fausto Maria Sciarappa
Giordano Bodrato Giancarlo Ratti
Andrea Magni Alberto Boubakar Malanchino
Barbara Buchneim Euridice Axen
Guido Bassi Bebo Storti
Ada Bassi Maria Amelia Monti

critica IMDB 7,1 /10 | Rotten Tomatoes nd | Metacritic nd

aspect ratio 2 : 1

 

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