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Zarathustra...e dintorni

Recensione di Marco Cicogna , pubblicato il 05 Settembre 2022 nel canale AUDIO

“dal vivo come in disco il più celebre tra i poemi sinfonici di Richard Strauss descrive un affascinante viaggio nel suono della grande orchestra”


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Lo so che andrete tutti a “scaricare” subito la prima traccia dello “Also sprach Zarathustra”, quella celebre introduzione alla più famosa pagina di Richard Strauss che dipinge con suoni possenti il sorgere del sole. Questo brano è diventato universalmente noto per essere stato utilizzato nel film di Kubrik “2001 Odissea nello Spazio”; ma vi assicuro che c'è ben altro. Questi 90 secondi di musica sono utilizzati nelle demo audio più ardite ed è giusto ascoltarle nel modo migliore. Perchè rinunciare ad una raccolta di diverse esecuzioni visto che la musica in file audio consente di acquistare anche una singola traccia dell'album?


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Bychkov e la Philharmonia Orchestra

Emidio Frattaroli ed io spesso ci troviamo a confrontare diverse edizioni di un brano musicale cercando quella che “suona meglio”. Notate il virgolettato: prima o poi affronteremo questo tema. Vi svelo intanto quale è la versione preferita dal nostro direttore, così definiamo il primo disco consigliato. Si tratta della incisione Philips del 1989 con Semyon Bychkov alla testa della Philharmonia Orchestra. Bychkov è un grande interprete che sa come far suonare un'orchestra e lo slancio qui è davvero portentoso, con il passaggio sui timpani reso in modo notevole (anche se un po’ troppo riverberante), ma è l'acustica tipica della sala dove suona questa formazione londinese. Solo formato CD o comunque Flac 16/48. Può bastare...per iniziare.

Ma torniamo a Strauss e a “Zarathustra”.

È un perfetto esempio del linguaggio sinfonico di fine Ottocento; con Strauss la voce orchestrale si fa raffinatissima, dotata di smalto inarrivabile grazie al sapiente trattamento della strumentazione (lo vediamo anche con la portentosa “Eine Alpensinfonie”). La struttura sonora è parte integrante del messaggio musicale, modellato ed articolato con cura per timbro, resa espressiva e dinamica. Strauss (Richard s’intende, quello di Monaco di Baviera non la famiglia viennese nota per walzer) si conferma un “classico” per tutte le stagioni. Tutti possono ascoltare almeno il “Zarathustra” senza imbarazzi, godendo sino in fondo di un affresco sonoro in cui ciascuno potrà sperimentare la propria sensibilità. Puro suono, senza neppure aver bisogno del riferimento programmatico, anche se nel passaggio intitolato “delle Gioie e delle Passioni”, mi fa venire i brividi il virtuosismo che disegna i grandi ideali del Superuomo di Nietsche. In altre parti la scrittura si fa intimista, i tratti quasi cameristici, si delinea l’intervento dei solisti dell’orchestra chiamati ad esprimersi come in un “concerto per orchestra”. Commovente il ruolo evocativo del primo violino nella sezione centrale, che dimostra la raffinatezza della scrittura di Strauss anche negli episodi più “tranquilli”.

Nella rievocazione musicale del mito del Superuomo, Strauss non manca di chiamare in gioco masse sonore sfavillanti, con frasi impervie affidate agli ottoni. A dispetto della strepitosa introduzione, Also Sprach Zarathustra non esibisce un finale roboante; l’applauso nasce dopo un lungo episodio che conclude in chiave intimistica le sorte del brano.


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Zarathustra in Video

Ci piace, sulle pagine di AV Magazine, segnalare edizioni di musica in video. Per quanto riguarda Strauss e più in particolare lo “Zarathustra” non c’è molto in formato fisico. Interessante tuttavia il Blu Ray con Nelsons ed il Concertgebouw di Amsterdam, lettura centrata e registrazione valida. Preferisco andare sulla piattaforma della Digital Concert Hall dei Berliner Philharmoniker. Qui troviamo diverse concerti con lo Zarathustra e segnalo Mariss Jansons, Andris Nelsons e soprattutto Gustavo Dudamel. Perché proprio Dudamel? La sua è una lettura intensa, ben resa e ben registrata, la trovate anche in solo audio su CD Deutsche Grammophon oltre che in file 24/96.


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Tra le mie preferite. Trovate proprio l'introduzione anche su youtube nel video appena sotto. Questo teaser video non è importante per il suono, ma le immagini consentono di seguire l'azione musicale, con una regia che non nasconde il ruolo del timpanista che proprio in questa introduzione diventa assoluto protagonista. Sull'ultimo colpo di timpani si innestano in perfetta sincronia le trombe come non mi sembra di ricordare in nessuna altra registrazione. Inoltre scoprirete quali strumenti (non soltanto il basso sulla pedaliera dell'organo come si favoleggia) realizzano quel tappeto di basse frequenze sul quale si innesta il tema delle trombe. Più ancora fa impressione osservare la reazione del pubblico seduto a nemmeno due metri dietro gli ottoni e le percussioni che nel momento del fortissimo (un vero orgasmo musicale, dovreste ascoltarla qualche volta dal vivo, magari a Berlino o a Vienna) appaiono sobbalzare sulla sedia.

Come dovrebbe suonare “Zarathustra”?

La maggior parte degli audiofili sa che il tono profondo in apertura è prodotto dalla nota bassa azionata dalla pedaliera dell'organo. Nelle mie demo chiedo di ascoltare con attenzione e di scoprire quali altri strumenti siano chiamati in causa. Rappresenta una sorta di oscurità primordiale prima del levar del sole. Si tratta di un pezzo che tutti gli appassionati conoscono e mi aspetto che la maggior parte sappia identificare (oltre al Do basso dell'organo) almeno il tappeto dei contrabbassi su corda grave e il rullante della grancassa. C'è persino il controfagotto, il grande strumento della famiglia dei legni che suona all'ottava bassa del fagotto e offre un sostegno quasi impalpabile al tessuto connettivo in gamma bassa. Scena muta! Audiofili che colgono le differenze tra un cavo e un altro non sanno identificare quali strumenti stiano suonando in un pezzo tanto celebre. Ovviamente l'invito è ad ascoltare ben oltre che il solito inizio e apprezzare questo capolavoro giovanile dello Strauss tedesco, che si dipana in una mezz'ora di musica tra le più espressive che in più punti disegna il limite tecnico ed umano delle sonorità di una grande orchestra sinfonica. Mi sono stancato di ascoltare incisioni di 60 anni fa nelle mostre audio (Reiner e Co. per intenderci). Con tutto il rispetto per le grandi letture del passato (e allora ci metto l’immancabile Karajan, un grande con la musica di Strauss) mi piace assaggiare carne più fresca.


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La mia scoperta: Paavo Jarvi a Tokyo con Zarathustra

Incontrata da poco sulle piattaforme digitali c'è la bella edizione diretta da Jarvi per la RCA con l'orchestra NHK di Tokyo. Questa suona davvero bene e offre una ulteriore e sempre diversa “fotografia” sonora di un momento musicale apparentemente ben conosciuto dall'immaginario degli audiofili.  Si trova in eccellente PCM 24/192. In questa serie anche un notevole “Quadri di un’esposizione” che vi invito ad ascoltare.

Potrebbe essere la migliore in assoluto in termini di resa sonora ed è anche una notevole esecuzione sotto il profilo artistico. Se volete acquistate soltanto la prima traccia con la celebre introduzione e fate un veloce confronto. Resto in attesa dei vostri commenti.


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Strauss Alliance – L'integrale sinfonica di Richard Strauss con Andriss Nelsons

Recente la pubblicazione in sette CD della parte più significativa della produzione orchestrale di Strauss, di fatto tutti i poemi sinfonici con la sagace direzione di Nelsons. Oltre a Zarathustra c’è “Don Juan”, “Till Eulenspiegel”, la Sinfonia delle Alpi, il “Macbeth”, la “Sinfonia Domestica”, il “Tod und Verklarung”, la suite dal “Rosenkavalier”, il “Don Quixote”, “Ein Heldenleben”. Sono presenti tutti i grandi poemi sinfonici. Nelsons ha dalla sua due orchestre con le quali dirige abitualmente, il Gewandhaus di Lipsia e la Boston Symphony. Nello brillante “Preludio Festivo” (grande orchestra con organo) le due formazioni di Lipsia e Boston suonano assieme, riprese in un live del novembre 2019 nella Symphony Hall di Boston. Il titolo del box “Strauss Alliance” appare dunque azzeccato.

Nelsons è uno dei più autorevoli tra gli interpreti attuali e riesce bene a rappresentare i sentimenti più nobili della scrittura di Richard Strauss cogliendo il senso descrittivo ed emotivo del mito del superuomo e le tensioni del confronto con la natura stessa. La disponibilità del programma come file audio Flac 24/96 (e in streaming) consente ancora una volta di valutare prima di acquistare, con una accessibilità alla sorgente discografica un tempo impensabile. Se voleste fare un confronto “audiofilo” nessuno vi criticherà se andrete a scaricare per prova la prima traccia dello “Zarathustra”, l’incipit audiofilo a tutti noto.


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Chailly dirige Strauss al Festival di Lucerna

Lo trovate in CD ma anche come file audio PCM 24/96. Il programma si apre con una solida esecuzione del “Così parlò Zaratustra” e prosegue con contenuto generoso. Questa incisione Decca documenta il notevole smalto dell'Orchestra del Festival di Lucerna, formazione speciale che raccoglie prime parti dalle migliori orchestre europee. La conosciamo bene per averla ascoltata nel ciclo delle sinfonie di Mahler nei Blu Ray di Abbado. Attendibile e coinvolgente lo Strauss presentato dal nostro Chailly.

Risale all'estate del 2017 la registrazione di questo concerto che offre alcune tra le pagine più significative di Strauss. Avevo ascoltato Chailly dirigere qualche anno fa a Lipsia uno splendido “Zarathustra”; qui c’è anche il poema sinfonico “Morte e Trasfigurazione”, il suggestivo “Till Eulenspiegel” e il sensuale episodio della “Danza dei sette veli” dall'opera “Salomè”. Nell'insieme un conciso florilegio della produzione di Strauss che Chailly dipinge con cura certosina, smalto raffinato, archi dal timbro morbido e levigato, finemente scandagliando anche le trame più profonde nella gamma bassa nelle parti più delicate. Il rispettoso (e dunque silenzioso) pubblico di Lucerna consente di cogliere la dinamica di questi brani nella piena risoluzione anche ai bassi livelli di segnale. Da notare l'estensione in gamma bassa della famosa introduzione del Zarathustra, con l'impatto devastante di piatti e grancassa sul fortissimo ritenuto di organo e orchestra. Forse eccessiva la presenza dei timpani nel fortissimo? Giudicate voi stessi e fateci sapere.

Le prime parti dell'orchestra di Lucerna si confermano di altissimo profilo e Chailly un sensibile interprete che domina anche gli episodi più sfarzosi

 

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