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Welcome back, High End Munich!

Fiere di Redazione , pubblicato il 25 Maggio 2022 nel canale AUDIO

“Un primo assaggio e qualche breve considerazione iniziale sulla più grande rassegna internazionale di alta fedeltà del globo terracqueo che torna dopo tre anni di stop a causa della pandemia; a Monaco quest'anno per AV Magazine eravamo davvero in tanti e vi sorprenderemo con tanti approfondimenti e interviste”


Alan Parsons è stato il testimonial della manifestazione
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L'introduzione di Emidio Frattaroli

High-End Munich è la più importante manifestazione dedicata all'alta fedeltà sul globo terracqueo e torna al MOC Event Center dopo tre anni di stop in seguito alla pandemia. L'evento, organizzato da un'associazione formata da più di 60 aziende produttrici e distributrici di prodotti e soluzione audio, è molto simile al Top Audio che ha avuto luogo in Italia fino al 2012. Con più di 450 espositori per oltre 800 marchi - invero leggermente più 'piccola' rispetto all'edizione del 2019 - a Monaco è impossibile poter visitare e ascoltare tutto e si è costretti fare delle scelte, anche quando si affronta la fiera con una redazione così numerosa. 

 
Nell'impianto Zensati lo spettacolo vero era dietro, non certo davanti...
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Per questa edizione del 2022, visto il nostro rinnovato impegno anche nel settore audio, abbiamo schierato a Monaco praticamente l'intera 'redazione audio'; oltre al sottoscritto e al 'foto-reporter' Claudio Smareglia, c'erano anche Fabio Angeloni, Gian Piero MatarazzoMarco Cicogna e anche una insperata novità chiamata Marco Benedetti.

Aggiungo anche che dei quattro giorni della manifestazione, soltanto nei primi due riservati a operatori e stampa c'è la 'tranquillità' e lo spazio per poter ascoltare i sistemi più interessanti e - soprattutto - per interloquire e scambiare informazioni con i principali produttori, progettisti e distributori. In ogni modo, High-End Munich non è solo 'High-End', ovvero fascia altissima ma è anche 'HiFi', con tantissimi prodotti e sistemi dal prezzo decisamente più terreno.

 
I modenesi di IXOOST con i loro 'smart' speaker automobilistici
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Oltre alle novità, a Monaco abbiamo avuto modo di approfondire la conoscenza con numerosi prodotti già annunciati ma che non erano mai stati presentati. Oltre ai marchi internazionali più famosi e prestigiosi di Europa e Stati Uniti, a Monaco c'erano anche alcuni marchi orientali molto interessanti. La presenza di marchi italiani è stata significativa e ve ne daremo conto in un reportage che sarà molto articolato e che prevede numerosi filmati, interviste e tour degli stand più importanti che saranno pubblicati sul nostro canale Youtube.

 


Il sistema made in Italy con diffusori Diapason
 
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L'introduzione di Marco Cicogna

Trentasei mesi di astinenza dalla grande rassegna audio bavarese sono stati davvero lunghi. Dal 2019 ad oggi molte cose sono accadute e stanno ancora accadendo. Per fortuna che, tra alti e bassi, la crisi derivante della pandemia non ha colpito il nostro settore se non in modo marginale. Per la maggiore presenza in casa imposta dalle restrizioni, molti appassionati avevano deciso che magari era il momento di aggiornare il proprio impianto.


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Altri, che forse appassionati (ancora) non erano, hanno deciso che l'occasione era giunta per investire verso un sano entertainment domestico. Chi ha comprato un divano nuovo, chi uno schermo più performante, chi ha persino pensato alla musica. Qualcuno potrebbe aver fatto tutto questo e semmai di più. L'edizione 2022 giunge allora con molte aspettative e qualche trepidazione.


Il grande sistema da dCS, con amplificazione D'Agostino e diffusori Wilson Audio
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Sino alla scorsa edizione c'era un solo giorno, il primo, riservato alla stampa e agli operatori. Oggi le giornate 'professionali' sono diventate due, con il pubblico ammesso al sabato e alla domenica. Il segnale è dunque forte e del resto da anni ormai l'High-End (che qui scrivono ancora e per fortuna nel modo corretto, non 'Hi-End' come mi capita talvolta di leggere) aveva assunto una spiccata impronta professionale che a molti non era sfuggita. In molti abbiamo dunque notato che l'attenzione di questa rassegna è l'operatore professionale, non l'appassionato di HiFi. Le sale suonavano, certamente, ma lo sforzo di alcuni espositori non era verso la musica. Molti allestimenti rappresentavano comunque il meglio della produzione mondiale e non sono mancate le novità. Ve ne daremo conto molto presto, con qualche dettaglio e con le nostre impressioni di ascolto.

 
Tra le novità, i nuovi e italianissimi diffusori Albedo
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Latitante semmai era la Musica che, salvo qualche brillante eccezione, sembrava più un distratto sottofondo che non un vero impegno per una sana e corretta condivisione con gli appassionati. Anche quando c'era qualcuno a dirigere gli ascolti il materiale sonoro utilizzato era spesso deprimente. Tra vinili scricchiolanti dalla dinamica post guerra mondiale (perché tutti questi LP, mi chiedo) a chitarrine evanescenti e cantanti dal tono rauco, mancava il cimento con la musica acustica viva e vitale, dinamicamente impegnativa, timbricamente rivelatrice. Io so perché vi fanno ascoltare queste cose, ma ve lo racconterò nella prossima puntata. Del resto i titolari delle aziende erano impegnati in estenuanti incontri con i distributori e i rappresentanti dei punti vendita più importanti. Come dar loro torto. Questo è un evento dedicato al business e gli impianti vanno fatti ascoltare presso i punti vendita, non alle fiere.

Personalmente ho commesso un grosso errore. In occasione della trasferta bavarese ho organizzato un percorso alternativo che mi ha condotto a Vienna per un ascolto ravvicinato del nuovo organo del Duomo di Santo Stefano e soprattutto per un concerto al Musikverein. Una grande orchestra nel mio posto speciale 1/1 praticamente in braccio ad una splendida violinista, complice la speciale acustica della grande sala d'oro (quella resa celebre dal concerto di Capodanno), ancora una volta mi hanno fatto cogliere il brivido della vera musica. Intensa, corposa, avvolgente e coinvolgente. Il giorno dopo iniziava la mostra di Monaco e per la prima giornata mi sembrava che tutto suonasse artificioso ed asfittico. Persino il grande impianto che l'amico Raveen Bawa della dCS aveva messo a mia disposizione chiedendomi di effettuare delle sessions di ascolto sul primo momento mi aveva lasciato con un vago senso di incompiutezza. Ma solo per un po', poi ci siamo davvero scatenati con la grande musica grazie al supporto di una catena audio d'eccellenza e (soprattutto) una selezione musicale da far tremare i polsi.

Ancora una volta penso che il punto di forza di tali eventi sia la partecipazione, incontrare sotto lo stesso tetto non soltanto i prodotti, ma le persone che di questo settore sono protagonisti, l'incontro con i colleghi della stampa, la condivisioni delle esperienze e delle sensazioni. Anche le strette di mano, bandite dal galateo degli scorsi due anni, sono tornati in auge (magari dopo usavi il gel disinfettante elegantemente celato nel taschino interno della giacca. Splendida come sempre l'organizzazione della High End Society organizzatrice della mostra. Sobria ma efficace la sala stampa nella quale ancora una volta abbiamo potuto scambiare, tra un caffè ed una torta golosa, opinioni, sensazioni e qualche dritta per una golosa serata gastronomica. Altro che stinco e cotoletta, Monaco da anni offre sensazioni culinarie di alto livello.

 


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L'introduzione di Fabio Angeloni

Davvero inusuale, questa edizione dell'High End Munich 2022. Innanzi tutto è stata la prima che ha interrotto l'abitudine di aggiungere ogni anno, iterativamente, un numero ordinale al precedente. È stata anche la prima ad aver subìto al contempo gli effetti di un lungo 'shortage' mondiale di componentistica elettronica, dovuto a guerre commerciali tra grandi blocchi politico-economici, assieme a quelli del Covid, che ancora non si sono del tutto esauriti; è stata anche la prima, dopo l'ISE di Barcellona della settimana precedente, a tenersi in un'Europa nel cui seno si sta svolgendo addirittura una guerra, evenienza fino a poco tempo fa relegata tra i fatti pressoché impossibili.


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Tutto questo ha senz'altro concorso a rendere una manifestazione gioiosa e rutilante (si tratta pur sempre di seriosi giocattoli per adulti) un po' meno briosa e scintillante del solito. Abbiamo anche assistito, forse per la prima volta, ad una diminuzione degli espositori e del pubblico, probabilmente dovuta al non essere riusciti a convincere del tutto coloro che sono ancora spaventati e lievemente storditi per quanto avvenuto. È stata però senz'altro una manifestazione ricca di prodotti, che ha potuto beneficiare di una generalizzata voglia di voltare pagina, per tentare di lasciarsi alle spalle i guai e mettere in moto una vigorosa ripartenza.


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I gufi, ancora una volta, hanno avuto torto e per fortuna un pubblico di appassionati, quasi completamente 'smascherato', con provenienza geografica eterogenea, si è dato appuntamento a Monaco affollandone i grandi saloni, con la malcelata speranza di poter sentire, vedere e toccare con mano i propri prodotti preferiti.


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Rispetto agli anni passati, ho notato solo qualche assenza di rilievo tra i 'grandi' marchi. Per via del normale ricambio fisiologico, alcuni storici marchi hanno abbandonato le grandi sale (come mbl e TAD), qualcuno ha deciso di non partecipare (come Sonus Faber, KlipschMcIntosh e CineMike), ma di sostanza ce n'era davvero tanta, al punto che - come sempre - per me visitare l'esposizione in tre giorni ha continuato a rappresentare un'impresa davvero complessa.


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Eviterò di parlare del miglior set della mostra: esercizio piuttosto banale e forse anche improprio, visto che siamo tutti dotati di occhi, orecchie e capacità di elaborazione mentale diversi: durante le nostre piacevoli cene tra 'redattori', il principio ha avuto - se possibile - un'ennesima conferma.


Marco Cicogna nella sala dCS
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Su un giudizio, però, mi sbilancio con molto piacere. Se c'è qualcuno che possa aspirare alla palma di miglior mediatore tecnologico, questi è senza dubbio il nostro caledoiscopico Marco Cicogna per le sue due demo giornaliere del set stellare composto da device di dCS, Wilson Audio, Dan D'Agostino e Transparent.

 
A sinistra, teoria di B&W serie 800; a destra un sistema con diffusori Wilson Audio
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Quali brand ne escono vincitori? Tra i diffusori senz'altro Bowers and Wilkins, che ha piazzato speaker della serie 800 D4 in tante sale, ma anche Wilson Audio, che ha visto la presenza dei suoi splendidi altoparlanti all'interno di molti altri set di lignaggio elevatissimo. 


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Chi ha perso? Molte sale, per composizione del set squilibrata, scelta di un livello sonoro sbagliato, mancanza di trattamento ambientale, programma non consono, mediatore tecnologico incompetente e/o non poliglotta, assenza totale di informazioni sulla composizione del set in ascolto. Una per tutte? Mi duole rammentare la sala Chord (dove si teneva la presentazione del nuovo preamplificatore analogico Ultima 3)


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e al contempo dove le belle e sofisticate macchine britanniche ancora una volta venivano fatte suonare in modo semplicemente assurdo, con un programma palesemente inadeguato, in una sala non trattata che determinava un suono a tratti addirittura ululante con i numerosi mediatori tecnologici del marchio che se ne stavano impalati e inani nel bel mezzo della disastrosa tempesta, dando l'impressione di essere lì per caso, prestati al mestiere ma provenienti da tutt'altra formazione merceologica. Mentre, paradossalmente, negli stessi momenti il loro ottimo DAC Dave dava ottima prova di sé in varie altre sale. Al contrario, Burmester si è del tutto ripresa dall'epic fail del 2016 e ha presentato un eccellente set inserito in un ambiente ad acustica perfettamente controllata, seppure illustrato da un mediatore tecnologico anacronisticamente, ostinatamente germanofono.

 
A sinistra il notorio 'pallone' dell'edizione del 2019; a destra l'edizione attuale
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Concludo osservando che il deciso cambio di passo dello show è emerso anche dalla furia iconoclasta che ha colpito il mitico grande pallone che sovrastava l'ingresso principale, lì dove garriscono le bandiere. Mi ha colpito la visibilissima assenza di quella vera e propria stella polare che ha sempre indicato la via agli aficionado di tutto il mondo, perché ad essa - in fondo - ci eravamo tutti un po' affezionati. Evidentemente non sono più tempi di icone e di miti, anzi - come detto - quando si volta pagina una volta per tutte non ci si deve girare indietro a guardare cosa si lascia alle spalle: la ruota del tempo gira in un senso solo.

 

L'introduzione di Gian Piero Matarazzo

Se dovessi passare una notizia come al telegiornale di quello che, secondo il mio parere, ha espresso il Monaco High End 2022 potrei scrivere un trafiletto di questo tipo: "Fiera ancora molto grande ma in leggera caduta di affluenza, con la scelta suicida di allungare a due i giorni per gli operatori e due per il pubblico. Anche gli espositori sono stati di meno, con le Halle, le stanze di esposizione comune,  che avevano numerosi spazi vuoti. Ovunque in alcune sale e in alcuni stand ho trovato, e me ne meraviglio, una sorta di menefreghismo per le qualità musicali dei prodotti in esposizione. Quasi ovunque gli stessi operatori  parlavano ad alta voce con amici e potenziali clienti rendendo quasi impossibile l’ascolto della musica. L’imperativo categorico era vendere e non dimostrare"


Il grande sistema Estelon a 'geometria variabile'
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Dal punto di vista della qualità degli ascolti, con alcune eccezioni i grandi marchi sono generalmente in discesa quasi netta: da Focal a Dynaudio posso dire di essere rimasto discretamente deluso per la resa di diffusori che costano cifre notevoli ma che sono sistemati male e sonorizzati ancora peggio. I marchi di importanza minore sono in crescita ed hanno proposto nuovi modelli e nuovi altoparlanti di prestazioni notevoli.


Il ritorno di Zingali, all'interno della sala Esoteric
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Grande attenzione sia per gli ascoltatori e giornalisti e grande cura per il posizionamento e la resa del sistema. In questo aiuta certamente la costruzione degli ambienti. I costruttori italiani, conosciuti o meno conosciuti, hanno espresso delle potenzialità eccellenti. Ovunque piccoli upgrade e nuovi prodotti presentati con cura e garbo.


I nuovi diffusori Yamaha da pavimento con rapporto Q/P elevato che arriveranno a settembre
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Sta riemergendo, anche se a fatica, la gamma di diffusori di medio livello, non economicissimi ma nemmeno del costo di un appartamento di medie dimensioni. Credo chequesta fascia di prodotti si inserirà nel mercato internazionale con più rapidità e comunque, nel giro di qualche anno, ciò accadrà anche da noi. Ho comunque molte cose da raccontarvi: stay tuned!

 

 

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Commenti (1)

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Commento # 1 di: stazzatleta pubblicato il 26 Maggio 2022, 13:09
Bravissimi, il video in auto con GPM è mitico