TV TCL 2026: SQD-Mini LED è la nuova tecnologia di punta
La gamma TV TCL 2026 introduce la tecnologia SQD-Mini LED, una soluzione proprietaria che segna l’evoluzione dei Mini LED tradizionali ed è inclusa nell'ammiraglia X11L.
TCL ha annunciato la tecnologia che equipaggerà i suoi TV top di gamma del 2026. Dal palcoscenico di Las Vegas è arrivata la conferma di quanto era già nell’aria: non si tratta di Mini LED RGB ma di SQD-Mini LED, una soluzione proprietaria che il marchio cinese aveva già presentato nel mercato interno.
I Mini LED RGB saranno comunque presenti nella nuova gamma, ma rivestiranno un ruolo secondario. A chiarirlo è stato Scott Ramirez, VP of Product Marketing & Development, Home Theatre per TCL USA. In questo articolo spieghiamo le motivazioni di questa scelta e presentiamo tutte le novità che confluiscono nella nuova ammiraglia, un modello dalle prestazioni dichiarate decisamente fuori dall’ordinario.
Sommario
- I limiti dei Mini LED RGB secondo TCL
- La tecnologia SQD-Mini LED
- Le novità di Google TV
- La serie X11L
I limiti dei Mini LED RGB secondo TCL
La gamma 2026 includerà alcuni modelli dotati di Mini LED RGB, come confermato dallo stesso Ramirez, che ne ha però subito chiarito il posizionamento: non rappresenteranno il cuore dell’offerta nella fascia più alta. Per TCL si tratta di una tecnologia interessante, ma non in grado di esprimere il massimo delle prestazioni.
Come tutte le soluzioni attualmente sul mercato, OLED inclusi, anche i Mini LED RGB presentano alcuni limiti. Prima di analizzarli, riepiloghiamo brevemente il loro funzionamento. Nei TV LCD con Mini LED RGB, la retroilluminazione non è più affidata a LED bianchi con fosfori o a LED blu abbinati a Quantum Dot, ma a terne di diodi che emettono direttamente luce rossa, verde e blu (i colori primari). I Mini LED RGB generano una luce più pura già al livello della sorgente luminosa.
Riescono quindi a saturare meglio i colori e raggiungono una copertura più estesa degli spazi colore. A questa caratteristica si aggiunge un ulteriore vantaggio: la possibilità di pilotare separatamente le componenti RGB, introducendo il cosiddetto 2D color dimming. I Mini LED convenzionali gestiscono il controllo della retroilluminazione a zone (local dimming), mentre il 2D color dimming rappresenta il passo successivo, poiché non modula solo l’intensità luminosa ma anche il colore della luce emessa.
TCL riconosce questi vantaggi, ma evidenzia tre criticità principali:
- L’impossibilità di ridurre efficacemente la distanza ottica
- Il Color Crosstalk (o Color Blooming)
- La riduzione della saturazione cromatica in immagini con molti colori adiacenti

La distanza ottica maggiore con aloni (Halo) a sinistra e ridotta senza aloni a destra
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La distanza ottica (OD, Optical Distance) è lo spazio che separa i Mini LED dal diffusore, lo strato che distribuisce la luce sull’intero pannello LCD. Nel corso degli anni l’OD è stata progressivamente ridotta per diminuire lo spessore dei TV e limitare il blooming, ossia gli aloni luminosi che si estendono dalle aree chiare verso il nero circostante.
Una distanza ottica più contenuta ha infatti un effetto positivo sul blooming: avvicinando la sorgente luminosa al punto da illuminare, il fascio di luce risulta più diretto e preciso. Nei TV questo si traduce in una maggiore capacità di concentrare la luce esattamente dove serve, evitando interferenze tra zone adiacenti che “sporcano” il nero.
Nei Mini LED RGB la luce bianca si otteniene sommando l’emissione dei LED rossi, verdi e blu. Questo meccanismo richiede una distanza ottica leggermente superiore, che può quindi aumentare l’incidenza degli aloni. Il blooming è anche alla base del Color Crosstalk, ovvero la sovrapposizione tra i colori generati da zone adiacenti.
I Mini LED convenzionali emettono luce sempre blu: l’inquinamento causato dalla luce proveniente da diodi contigui può quindi manifestarsi solo come un alone luminoso. I Mini LED RGB colorano la luce in modo diverso: la sovrapposizione tra triplette adiacenti può portare, ad esempio, alla somma di rosso e blu in uno stesso punto, generando un terzo colore. Questo tipo di inquinamento luminoso è a tutti gli effetti un alone colorato, da cui la definizione di Color Blooming.
L’ultima limitazione riguarda la saturazione dei colori in condizioni di utilizzo reale, con immagini che presentano molti colori vicini tra loro. Immaginiamo, ad esempio, un pappagallo tropicale dal piumaggio variopinto, con diverse sfumature di rosso sulla testa. I Mini LED RGB sono TV LCD: non controllano i singoli pixel, ma suddividono la retroilluminazione in zone, in numero molto inferiore agli oltre 8 milioni di pixel di uno schermo Ultra HD.
Torniamo al pappagallo: i pixel che compongono la testa sono suddivisi tra più zone e in ciascuna di esse il colore non potrà mai essere perfettamente uniforme. Ogni zona può però generare un solo colore per volta; la corretta riproduzione è demandata ai filtri colore presenti in ogni pixel.
L’azione di questi elementi ha però un risvolto negativo: la fedeltà cromatica può risultare incostante, perché il controllo dei Mini LED RGB si somma a all’effetto dei filtri colore. Per tutti questi motivi, TCL ha deciso di adottare una tecnologia diversa per i suoi prodotti “senza compromessi”.
Aggiungo una breve nota prima di continuare: queste valutazioni, pur basandosi su considerazioni tecnicamente corrette, riflettono una precisa strategia aziendale. I Mini LED RGB presentano pro e contro, come qualsiasi tecnologia, e vanno valutati caso per caso insieme ai prodotti che li adottano, senza farsi prendere da facili entusiasmi o da un eccesso di scetticismo.
La tecnologia SQD-Mini LED
La soluzione individuata da TCL per superare le criticità dei Mini LED RGB è SQD-Mini LED, un’evoluzione dei TV Mini LED con Quantum Dot. La base rimane quella di un pannello LCD con Mini LED blu e nanocristalli che convertono parte della luce in rosso e verde.
La prima novità riguarda proprio i Quantum Dot, che diventano Super Quantum Dot (SQD). TCL ne ha modificato la composizione per ottenere colori più saturi e una copertura completa dello spazio colore BT.2020. La luce generata da Mini LED e SQD attraversa poi il nuovo Ultra Color Filter, progettato per aumentare ulteriormente la purezza cromatica. Il filtro è stato sviluppato da China Star Optoelectronics Technology (CSOT), una controllata di TCL.
Il terzo elemento è l’Advanced Color Purity Algorithm, un’elaborazione software che ottimizza i colori generati dal pannello, garantendo maggiore coerenza e precisione. L’insieme di queste tecnologie costituisce il Deep Color System.
La gestione del colore è abbinata all’Halo Control System 2026, articolato in tre aree principali:
Retroilluminazione
La luce blu è generata dai Powerful Light-emitting chip, diodi ad alta potenza capaci di raggiungere valori di luminanza molto elevati. I chip lavorano in sinergia con le Super Condensed Micro Lens e con lo Shadowless Uniform Light Support, elementi ottici che concentrano la luce in punti precisi dello schermo in modo uniforme.
La distanza ottica è stata ulteriormente ridotta rispetto alle generazioni precedenti. TCL non fornisce dati numerici, ma parla di Minimized Micro OD.
Software
Gli SQD-Mini LED gestiscono la retroilluminazione con un controllo a 26-bit, garantendo una regolazione molto più fine dell’emissione luminosa. È importante non confondere questo dato con il numero di sfumature che il pannello può riprodurre: sono due cose completamente diverse (i pannelli sono sempre a 10-bit).
L’elettronica si occupa anche di preservare ogni dettaglio nelle parti più scure delle immagini, uno dei punti più critici dei TV Mini LED. Per questo motivo TCL ha sviluppato una funzione specifica chiamata Shadow Detail Optimization.
Pannello
Gli SQD-Mini LED utilizzano i WHVA 2.0 Ultra Panel di CSOT, LCD di tipo HVA (una variante dei VA). La “W” indica “Wide”, cioè un angolo di visione più ampio rispetto alla media dei pannelli VA, che senza l’ausilio di filtri dedicati, non brillano (anzi…) da questo punto di vista.
Il rapporto di contrasto statico - senza local dimming - arriva fino a 7.000:1, un valore molto elevato per un LCD. CSOT ha inoltre eliminato la matrice nera lungo i bordi, consentendo all’immagine di occupare quasi interamente la superficie frontale. Sul pannello è infine integrato un trattamento antiriflesso.
Le novità di Google TV
Le novità TCL non si limitano alla qualità audio e video, ma coinvolgono anche la piattaforma Smart TV. L’azienda ha da tempo scelto Google TV, una collaborazione che porterà alcune funzioni in anteprima sui prodotti TCL.
Si parte con Gemini, l’assistente basato sull’intelligenza artificiale che ha sostituito Google Assistant. Gemini mira a un’interazione prevalentemente vocale, riducendo il più possibile l’utilizzo del telecomando, poco pratico in molte situazioni, come l’inserimento di testo.

Le foto modificate da Gemini con Nano Banana
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L’utente può chiedere di aumentare la luminosità dello schermo o di regolare l’audio perché la telecronaca di un evento sportivo risulta poco chiara. Il riconoscimento del linguaggio naturale è il fulcro dell’esperienza: non servono comandi predefiniti, l’assistente interpreta le richieste dal contesto.
Google sostiene che Gemini semplifica l’utilizzo dei TV: non c’è bisogno di scavare tra le tantissime voci dei menu, è l’assistente a fare da intermediario tra utente e impostazioni. Arriva anche l’AI generativa: tramite il modello Nano Banana è possibile modificare le foto presenti su Google Foto, creare animazioni o generare immagini da zero. Debutta infine sui TV TCL l’app Xbox Game Pass, il servizio cloud gaming che consente di giocare ai titoli inclusi nell’abbonamento senza collegare console o PC da gioco.
La serie X11L
Tutte le tecnologie descritte trovano la loro massima espressione nella serie X11L, l’ammiraglia di TCL per il 2026, si presenta con un design dal forte impatto. Lo spessore è uniforme e limitato a soli 2 centimetri, una soluzione ideale per l’installazione a parete.
Sotto la scocca si nasconde una dotazione di altissimo livello: il local dimming arriva fino a 20.000 zone di controllo indipendenti, un numero altissimo, così come il picco di luminanza dichiarato, che tocca i 10.000 nit. Ovviamente si dovrà poi capire a cosa si riferisce questa misura: quanto è grande l’area coperta e se si tratta di un picco istantaneo o di un valore sostenibile nel tempo.

Il TV visto di lato: lo spessore è di circa 2 cm
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Anche se il dato reale fosse più basso - come capita quasi sempre - resterebbe comunque impressionante. La maggior parte dei contenuti non richiederebbe più alcun adattamento da parte del TV. Il cuore della serie X11L è il processore TSR AI, che ottimizza colori, contrasto, nitidezza, upscaling, audio e fluidità delle immagini.
Il sistema audio integrato è piuttosto sofisticato,, nonostante lo spessore molto ridotto: è curato da Bang & Olufsen e comprende tre coppie di diffusori a emissione frontale lungo il bordo inferiore, due speaker laterali e due coppie di woofer sul retro.

Lo speaker Dolby Atmos FlexConnect Z100
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Questa configurazione si può espandere aggiungendo un subwoofer wireless dedicato e due o quattro speaker Dolby Atmos FlexConnect (modello Z100). X11L è inoltre tra i primi modelli a supportare Dolby Vision 2 Max, che sarà attivato tramite aggiornamento firmware: il formato è ancora in fase di definizione.
Questa caratteristica rivela un altro dettaglio rilevante: il SoC è un MediaTek Pentonic 800, attualmente l’unico compatibile con questa tecnologia Dolby. Completano la dotazione quattro ingressi HDMI 2.1. Il lancio partirà dagli Stati Uniti, per poi proseguire in Europa. I modelli annunciati e i prezzi per il mercato americano sono i seguenti:
- 75 pollici: 6.999 dollari
- 85 pollici: 7.999 dollari
- 98 pollici: 9.999 dollari
Sommario
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