Social Buttons AV Magazine su Facebook AV Magazine su Twitter AV Magazine RSS AV Magazine Newsletter

Supertest OLED 4K LG 65E9

di Emidio Frattaroli , pubblicato il 28 Agosto 2019 nel canale 4K

“Il nuovo OLED 4K serie "E9" di LG Electronics porta con sé sensibili miglioramenti rispetto ai TV della passata stagione che non si limitano agli ingressi HDMI 2.1 oppure a qualche miglioramento sulle elaborazioni delle immagini e che "rischiamo" di ritrovare anche nella serie "C9"...”

Le novità della Gen 9: gamut, dinamica, APL


Macro-fotografia ai sub-pixel dei pannelli AMOLED LG di settima, ottava e nona generazione
- click per ingrandire -

LG ha sempre aggiornato anno-dopo-anno i suoi pannelli AMOLED e basterebbe un'analisi "grossolana" alla struttura dei sub-pixel dei TV di differente generazione per averne una conferma diretta. L'analisi dello spettro di emissione dei vari sub-pixel con uno strumento adeguato, sarebbe ancora più interessante. Qui in alto potete osservare la struttura dei pannelli delle ultrime tre generazioni. Le immagini sono state scattate in momenti differenti e in modalità diversa; in altre parole le dimensioni relative potrebbero essere non comparabili. Grazie ad Adriano Lolli, dal prossimo settembre saremo in grado di catturare immagini dei sub-pixel (di TV, notebook e smartphone) con risoluzione e dettaglio sensibilmente più elevati e con indicazione delle dimensioni direttamente in calce.

  
- click per ingrandire -

Il campione che è giunto nel nostro laboratorio è stato rodato con materiale video SDR, in 16:9 e con APL al 50%, per 16 ore complessive. Un'analisi visiva mi ha permesso di constatare condizioni eccellenti sia per assenza di burn-in che per uniformità, anche alle basse luci. Il TV, alimentato con tensione stabilizzata da 230 volt, è inserito in un ambiente perfettamente oscurato, climatizzato, con temperatura compresa tra 24 e 26 gradi e umidità compresa tra il 30% e il 50%. Tutti gli strumenti di misura utilizzati (OceanOptics USB 650, Sencore OTC 1000, Minolta LS-150), sono verificati mensilmente per coerenza dei risultati e incertezza di misura.


- click per ingrandire -

Iniziamo col dire che il rapporto di contrasto non è misurabile con la nostra strumentazione. Il Minolta LS-150 che utilizziamo per la misura della luminanza assoluta, può scendere fino a 0,001 NIT, ben al di sotto della soglia di visibilità scotopica dopo più di 60 secondi di adattamento. Avrebbe poco senso andare al di sotto di questo valore, senza contare che servirebbe comunque un fotometro con filtro che segua la curva di sensibilità scotopica e non quella fotopica che invece è utilizzato nella strumentazione tradizionale. Per approfondimenti sul tema vi consiglio questo articolo, in particolare questa pagina..


- click per ingrandire -

Disabilitando tutte le "protezioni", nella modalità predefinita "Cinema" e con segnali REC BT.709 e utilizzando un "bianco al 100%" sull'intera superficie del pannello, è possibile misurare 187 NIT (consumo di 288 watt), che diventano 191 NIT (consumo di 290 watt) dopo 60" e che iniziano a scendere inesorabilmente dopo 90" fino a 45 NIT dopo circa 8 minuti. Il consumo massimo con il massimo livello di uscita (191 NIT) è di 290W. Con area più contenuta e sfondo completamente nero, il massimo livello di luminanza sale, fino ad arrivare a 270 NIT per area al 5%.

Sempre in modalità Cinema, ma con segnali HDR10 e utilizzando un "bianco al 100%" sull'intera superficie del pannello, il livello di luminanza vale 153 NIT, quindi più basso rispetto a quello che viene erogato con segnali SDR. La cosa straordinaria però è il valore del picco di luminanza in funzione dell'area del pannello, che sale fino a 920 NIT per area dell'1% ma che rimane incredibilmente elevato per superfici più generose. In alcuni TV, soprattutto in quelli OLED, il massimo livello di luminanza varia a causa del circuito di ABL (Automatic Brightness Limiter) e il nostro 65E9 non fa eccezione.

 

Il gamut nativo è straordinariamente esteso e sfiora il 98% dello spazio DCI se utilizziamo il grafico CIE uv 1976 che è percettualmente più uniforme rispetto al CIE 1931. In quest'ultimo caso, ovvero nel grafico CIE 1931, il gamut del nostro DUT sfiora il 97%. Segnalo inoltre che la fase dei colori primari è perfetta, specialmente per il BLU che va ben oltre i limiti dello spazio DCI-P3.