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Star Wars Episodio III - La vendetta dei Sith

di Alessio Tambone , Edoardo Ercoli , pubblicato il 25 Maggio 2005 nel canale CINEMA

“In uscita mondiale contemporanea arriva l'ultimo episodio della saga di Guerre Stellari. AVMagazine si sdoppia e analizza proiezioni in pellicola e in digitale. Ecco il nostro giudizio tecnico e artistico su Star Wars Episodio III - La vendetta dei Sith”

Il confronto tra 35mm e DLP

La pellicola che abbiamo visionato era assolutamente nuova. Si trattava quindi del primo passaggio in assoluto: i sigilli della DELUXE sono stati rimossi proprio in questa occasione. Il proiettore utilizzato è un Cinemeccanica Victoria 8 , lanterna Zenith ZX4000 con lampada orizzontale da 4000 W, obiettivi anamorfici Schneider Cinelux Premiere e schermo da 10m di base. Il proiettore Cinemeccanica è stato tarato allo stato dell'arte: fuoco perfetto, taratura ottimale del rocchetto croce di malta per una eccellente stabilità d'immagine e otturatore in fase perfetta.


Il proiettore CInemeccanica Victoria 8 con lanterna Zenith 4000

La fase dell'otturatore, in particolare, se trascurata è responsabile di una notevole perdita di dettaglio che si presenta come una specie di "effetto persistenza", più visibile nei titoli di coda bianchi su fondo nero. In poche parole, la visione della copia in pellicola è stata quindi effettuata in condizioni ideali.

Il primo aspetto che colpisce è la grana della pellicola, messa in evidenza dallo spietato obiettivo Schneider. E' piuttosto fina e non dà molto fastidio. L'immagine è tra le più stabili ottenibili col 35mm ma le microvibrazioni sono comunque presenti, anche in senso orizzontale. Per quanto il Victoria 8 sia forse il cineproiettore più stabile al mondo, questo difetto è insito nel trascinamento meccanico della pellicola.

Il problema potrà essere attenuato al massimo ma non si può eliminare del tutto. I colori sono ottimi e ben saturi, specialmente durante il duello tra la lava del pianeta Mustafar. La sensazione di definizione generale invece è piuttosto bassa, sensibilmente lontana da altre pellicole come Il signore degli anelli.

La visione in Digital Cinema

La visione in D-Cinema è avvenuta nella sala Energia del Multiplex Arcadia di Melzo. Il proiettore utilizzato è un Christie CP2000X con tre chip DLP da 2048x1080 punti di risoluzione. Il film digitale da 150 GB è contenuto in un server Avica Filmstore: il primo server per D-Cinema certificato THX e già utilizzato per il secondo episodio di Star Wars: "L'attacco dei coloni".

La proiezione è avvenuta su schermo perlux in formato 2,35:1 da 30 metri di base. Il sistema di riproduzione audio utilizza diffusori Electrovoice. La versione in D-Cinema, al contrario di quanto avviene per la pellicola, può contare su una traccia audio multicanale non compressa, con qualità nettamente superiore.

Il risultato generale è realmente strepitoso! La sensazione di dettaglio è esattamente la stessa della pellicola osservata poche ore prima. La luminosità è eccellente: il livello del nero è piuttosto contenuto ed il rapporto di contrasto in alcuni casi sembra superiore a quello ottenuto con la pellicola. La messa a fuoco è praticamente perfetta su ogni centimetro quadrato dello schermo.

I pixel del videoproiettore DLP non sono assolutamente percepibili, anche da metà sala. Registriamo solo qualche piccolo artefatto di aliasing (scalettature) soltanto su particolari secondari (spada di Obi-Wan appesa alla cintura,  luci della città sullo sfondo), più evidenti se di colore rosso acceso e uniforme. Il dettaglio in sostanza è molto elevato, molto più di quanto i 2 milioni di punti originali facciano pensare.

La proiezione in DLP è vincente per la totale assenza di grana che avevamo evidenziato nella pellicola. Anche la stabilità del quadro è nettamente superiore nella proiezione con D-Cinema. L'unico macroscopico difetto l'abbiamo notato nelle zone più scure all'interno di immagini con contrasto medio ed alto. Le zone più scure erano letteralmente inghiottite dal nero. Gli stessi difetti sono presenti anche sulla pellicola 35mm, benché in forma leggermente minore. Probabilmente si tratta di un limite delle telecamere HDTV utilizzate per la ripresa cinematografica.

In sostanza, l'immagine in D-Cinema è risultata più godibile sia per la stabilità del quadro ma anche per l'assenza di grana e per la maggiore pulizia generale delle immagini. Il dettaglio invece è sostanzialmente lo stesso ma ancora inferiore alle copie di film registrati direttamente in pellicola.