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Il D-Cinema italiano in stallo?

di Edoardo Ercoli , Emidio Frattaroli , pubblicato il 21 Maggio 2009 nel canale CINEMA

“In queste ultime settimane sono tante le sale cinematografiche italiane già passate al digitale che propongono film in 3D. Nello stesso tempo stiamo assistendo alla quasi totale scomparsa della proiezione di film tradizionali in digitale 2D, con una battuta d'arresto senza precedenti”

Meglio digitale o pellicola?

I vantaggi del digitale rispetto alla pellicola sono schiaccianti da qualsiasi parte si voglia osservare la faccenda. Dal punto di vista della qualità, una buona edizione distribuita e proiettata in formato digitale 2K è caratterizzata da una risoluzione e qualità d'immagine che è nettamente superiore rispetto alle proiezioni in pellicola 35mm. La maggiore risoluzione del 35mm rispetto al 2K si riferisce in realtà soltanto al negativo originale poiché la risoluzione effettiva delle copie che arrivano in sala è molto bassa e nettamente inferiore al digitale 2K.

Anche sul fronte audio il digitale vince sulla pellicola: il D-Cinema porta con sé tracce multicanale non compresse che hanno una qualità superiore a quelle compresse che accompagnano le edizioni in pellicola. Per fare un esempio, il Dolby Digital del 35mm ha un bitrate leggermente superiore ai 300 kbps in cui sono allocati 5.1 canali discreti mentre con il DTS si arriva a 1,5 Mbps. Nel cinema digitale si hanno a disposizione 6 canali con risoluzione 24/96 senza alcuna compressione.

Il vantaggio maggiore riguarda gli aspetti economici legati alla produzione e distribuzione delle copie. La produzione delle copie in pellicola da 35mm ha un costo piuttosto elevato, compreso in media tra i 1.500 e i 2.000 Euro per copia. Inoltre una copia in 35mm è caratterizzata da volumi e pesi (25-30 kg) che incidono sui costi per logistica e magazzino. Una copia digitale viaggia generalmente su un hard disk che ha costi trascurabili. Per la distribuzione di un film "importate" con più di 600 copie, il risparmio del digitale sarebbe superiore al milione di Euro, senza considerare il pagamento dei servizi alla S.A.C. (servizi ausiliari cinema), attuale monopolista della gestione dell'immagazzinamento e della consegna delle copie positive ai cinema.

L'unico svantaggio del digitale è l'elevato investimento per adeguare le sale che devono dotarsi di proiettori e server costosi e che, fino ad oggi, è stato a carico quasi esclusivo degli esercenti. Inoltre, se consideriamo il numero e la frequenza di edizioni digitali disponibili rispetto a quelle in 35mm, gli ingenti investimenti a carico degli esercenti sono più che altro un suicidio economico. Anche perché i notevoli risparmi economici del digitale - quando il D-Cinema sarà a regime - saranno comunque a vantaggio delle case di distribuzione che non bruceranno più soldi (ed energia) nel 35mm.