Panasonic: stop produzione LCD TV?

Gian Luca Di Felice 18 Ottobre 2012, alle 08:37 Display e Televisori

Dopo aver introdotto nel 2012 una gamma completa di TV LCD, utilizzando per gran parte dei modelli propri pannelli LCD IPS, sembra che i vertici abbiamo ora deciso di interromperne la produzione a favore di pannelli di piccole e medie dimensioni per smartphone e tablet

Secondo quanto riportato dall'agenzia Reuters e diversi organi di stampa giapponesi, Panasonic avrebbe deciso di interrompere la produzione di pannelli LCD IPS di grandi dimensioni e di riconvertire la fabbrica di Himeji (tra le più moderne e avanzate al mondo) per la produzione di pannelli dedicati a dispositivi mobili come smartphone e tablet. I motivi? L'introduzione, nel corso del 2012, di una gamma completa di TV LCD non ha riscosso il successo sperato, mentre Apple sembrerebbe fortemente interessata alla fornitura di pannelli IPS da parte di Panasonic per i propri iPad.


La fabbrica LCD di Himeji

Sempre Reuters aggiunge, inoltre, una probabile ulteriore riduzione della produzione di pannelli al plasma, da sempre fiori all'occhiello della produzione televisiva della multinazionale nipponica. Insomma, un ulteriore cambio di strategia (troppi in questi ultimi anni e con scelte spesso a dir poco tardive - vedi gamma TV LCD) che però non significa totale abbandono delle vendita di TV. Probabile che Panasonic preferisca affidare la fornitura di pannelli LCD per i TV a terzi e nel frattempo continuare ad investire nello sviluppo dei pannelli OLED (in collaborazione con Sony - vedi news qui e qui), che potranno in futuro sostituire degnamente l'attuale produzione di pannelli al plasma. Non ci rimane a questo punto che attendere il prossimo CES 2013 di Las Vegas, per scoprire le ripercussioni che avranno queste decisioni sulla gamma TV 2013 di Panasonic.

Fonte: Flatpanels HD / Reuters

Commenti (58)

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  • aletta01

    19 Ottobre 2012, 21:20

    Originariamente inviato da: Alberto Pilot;3666275
    Pioneer è morta prima di questo scenario, perché il suo prodotto era indiscutibilmente megliore di tutti gli altri, una spanna sopra, ma costava sensibilmente di più ...


    ... e aggiungo che nei processi legati alle fasi produttive Pioneer aveva scarti di lavorazione bassissimi in materia di componentistica nonché resi da clienti, per malfunzionamenti e difetti, che si potevano contare sulle dita di una mano . Sinonimo di grandezza
  • aznable-r

    21 Ottobre 2012, 22:21

    beh ragazzi all'epoca...

    si diceva che pioneer non ce la poteva fare perché stava solamente nella fascia alta, a differenza di Panasonic che copriva più segmenti di mercato e che faceva bene a fare tv più scarsi, ma con volumi più alti.

    oggi il problema di Panasonic è che prende le sberle nella fascia medio-bassa?

    pioneer comunque non poteva fare come bang e qualcosa e quegli altri, che comprano pannelli scarsi a destra e a manca e che impacchettano il tutto; in pratica un'operazione a costo zero.

    pio aveva costi di ricerc e sviluppo notevoli, nonché ingenti investimenti per le fabbriche...non avrebbe potuto campare come quelle marche da fighetti

  • Marco C.

    23 Ottobre 2012, 11:31

    Comunque Panasonic (come Sony del resto), vive principalmente del comparto Broadcast, emmittenti tv, movie camera, etc etc. Almeno cosi mi diceva un rappresentante panasonic tempo fa. Le tv consumer pochi spiccioli.
    Da verificare pero.
    ciao
  • nenny1978

    23 Ottobre 2012, 11:34

    Di certo non vive di TV, visto che ogni anno quel comparto perde miliardi... Però l'obbiettivo sarebbe quello di tornare in attivo anche in quel settore, altrimenti non ci dobbiamo meravigliare se all'improvviso fanno come altri prima di loro e tagliano il ramo secco.
  • Neros22

    23 Ottobre 2012, 12:05

    Io concordo con Alberto e con Nicola.
    Sarò breve perchè non ho tempo, quello che si sta vendendo ora nel settore TV, per adesso con qualche marchio... che è lo stesso che si sta vedendo nel settore Automotive da più tempo è frutto del concetto economico che ci ha portati fino a qui.
    La concorrenza in fatto di prezzi e di costi di produzione, la cosiddetta efficienza. Ora occorrerebbe ricordarsi che l'efficienza è un rapporto, tra prodotto utile ottenuto e risorse spese. Tuttavia in un contesto in cui la domanda non è infinita il sistema ad un certo più si inceppa, perchè coloro che dovrebbero comprare non avranno risorse per farlo se non avranno lavoro e non avranno lavoro perchè l'alta efficienza richiede minori risorse per produrre la stessa quantità di prodotto utile, ormai spesso le risorse utili sono le risorse umane. Ed ecco che il circolo vizioso è nato.

    Occorre ripensare l'economia, occorre ridare agli oggetti il giusto valore aggiunto... ricordo che è con quello che le risorse umane guadagnano e fanno continuare l'economia e come utenti finali o acquirenti dobbiamo accettare di poter acquistare meno e a prezzi più alti, ma per il bene di tutti soprattutto del futuro.

    Sono tanti i settori che si stanno infilando in questa situazione, almeno agli occhi di noi Europei, e i nuovi mercati non riescono ancora a produrre un substrato medio di acquirenti sufficienti, perchè è vero che hanno ricchezza ma è ancora troppo mal distribuita nella maggior parte dei casi.

    Da qui il concetto e l'esigenza di una Nuova Economia, un'economia dove ognuno fa i suoi sacrifici... dove non c'è la ricerca del maggior guadagno immediato, ma la sostenibilità nel tempo, dove si guadagna meno... lavorando meno... ma si lavora tutti e soprattutto dove il prodotto è realizzato e venduto sul territorio, altrimenti il concetto del PIL, ormai ampiamente superato, non avrà più alcun significato.

    Credo che questo sia il panorama attuale, questo è il nocciolo della questione... la crisi nasce da questo, la causa scatenante è stata un'altra, ma quella causa ha solo fatto saltare il sistema di falsità e mascherature che era in piedi da ormai 30 anni, quello della falsa ricchezza generata dall'economia del debito, che fu quella che portò al boom economico ma che fu figlia della fine dell'alleanza tra imprenditori e lavoratori, quando con l'inizio dell'internazionalizzazione venne meno quella simbiosi tra chi offriva salario e chi lo domandava, dando in cambio lavoro.

    Quelle che sono le scelte attuali sono frutto della situazione, un tentativo di ricercare l'efficienza attuale in attesa che si trovi una soluzione per il futuro. Certo il mondo non può portarci tutti ad essere ricchi e la produzione industriale, in molti settori, attuale richiede volumi di vendita tali che sembrerebbe presupporlo.
  • AlbertoPN

    23 Ottobre 2012, 16:20

    Originariamente inviato da: Neros22;3669161
    Io concordo con Alberto e con Nicola.


    E ci mancherebbe anche altro .....


    eh eh eh eh eh scherzo, eh ? !!
  • aletta01

    23 Ottobre 2012, 17:09

    Originariamente inviato da: Neros22;3669161
    Ora occorrerebbe ricordarsi che l'efficienza è un rapporto, tra prodotto utile ottenuto e risorse spese.


    Esatto !! per evitare di disperdere così tante considerazioni .... io aggiungerei ...
    che l'efficienza senza la correlativa efficacia è come quel memorabile slogan pubblicitario della fortunata campagna pubblicitaria dell’agenzia Young & Rubicam di Londra:

    la potenza senza controllo è nulla

    .. quel Brand di pneumatici ha rinsaldato positivamente le sue posizioni in un mondo dove la concorrenza è spietata (vedi tra l'altro la fornitura di gomme nel mondo della F1 se non erro e l'incremento dei volumi a livello mondiale). Quella campagna pubblicitaria affiancata da notevoli investimenti, nel tempo, ha sortito i suoi molteplici effetti !!
    *
    Difatti, se passiamo all'aspetto pratico del concetto di efficienza, sarebbe opportuno ricordare che nel mondo delle aziende questo termine, spesso abusato, significa concretamente fare le cose nel miglior modo possibile e al minor costo possibile utilizzando le risorse disponibili per cui l'efficienza al di là delle formule che ritroviamo nei processi economici aziendali è correlata anche all'obiettivo prefissato che deve coincidere con quello programmato e atteso, in questo caso subentra la correlata efficacia (termini, efficienza ed efficacia, che nella pratica aziendale tentano ad incollarsi" :

    Esempi:

    * quota di mercato da conquistare,
    * nuove quote di mercato da valorizzare,
    * volumi produttivi da realizzare,
    * difettosità da eliminare,
    * quantità di prodotti da garantire,
    * tempi di processo e di consegna da rispettare,
    * qualità (media) totale,
    * prezzi da commercializzare,
    * clienti da soddisfare... ecc.

    Panasonic nel settore video è riuscita a conseguire tutto questo ?? la risposta stante l'attuale situazione sembra orientata al NO !!

    ritorniamo nuovamente alla considerazione iniziale citata nell' articolo:

    .. Reuters aggiunge, inoltre, una probabile ulteriore riduzione della produzione di pannelli al plasma, da sempre fiori all'occhiello della produzione televisiva della multinazionale nipponica. Insomma, un ulteriore cambio di strategia (troppi in questi ultimi anni e con scelte spesso a dir poco tardive - vedi gamma TV LCD) che però non significa totale abbandono delle vendita di TV....
  • rossoner4ever

    24 Ottobre 2012, 10:28

    Post errato
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