Ciao Mauro,
maurocip ha scritto:
non sono riuscito proprio a capirla la tua posizione, ma non perchè in controtendenza (odio la parola audiofilo), ma perchè non ho capito il contenuto, o meglio la soluzione...
Che approccio stai suggerendo? scusa se te lo chiedo, ma visto che Andrea condivide le tue posizioni, vorrei capire quali sono....
p.s. evidentemente non sono un "buon intenditor"...
hai ragione, manca una premessa fondamentale. Ho un modo un po' talebano di intendere la locuzione "alta fedeltà", che interpreto nel senso più stretto di "accuratezza nella riproduzione del suono", dove a sua volta il termine "accuratezza" è inteso nel senso stretto che viene attribuito in teoria della misura. Come vedi da nessuna parte appare la parola "musica".
Non è una ennesima eresia nei confronti della "religione audiofila"
("la musica è quello che conta!", non so quante volte l'ho sentito dire) ma semplicemente il frutto di una semplice constatazione: la musica è emozione che si forma nella nostra mente, influenzata da mille fattori, tra cui sicuramente quello principe è il suono prodotto dagli strumenti, ma a cui si aggiunge anche l'amosfera del momento, la vista degli strumentisti, etc.
Ora, dato che di tutti questi elementi i nostri benedetti impianti audio sono in grado di riprodurne solo uno, ossia il suono, il miglior servizio che si può rendere alla musica è riprodurre al meglio quello, e quando si parla di suono non si parla più di musica, ma di un fenomeno fisico che va maneggiato con gli strumenti della scienza o, più modestamente, della tecnologia.
Sono il primo ad ammettere che si tratta di una visione un po' rigida, forse fuori luogo data la "leggerezza" dell'argomento, ma se si accetta tale visione non si può fare a meno di accettarne le conseguenze, e le conseguenze sono che quanto fino ad oggi noto ci dice quello che ho già ribadito: ottenere la completa trasparenza dell'intera catena che va dai morsetti di uscita dei microfoni a quelli di ingresso dei diffusori non è tecnologia aerospaziale d'avanguardia, ma giusto poco più che ordinaria amministrazione. Se si vuole migliorare, e di margine di miglioramento ce n'è davvero tanto, bisogna guardare altrove.
Naturalmente nessuno vietà di prenderla un po' più alla leggera, senza farsi troppi problemi, come indica "massimoan". Quello che invece non riesco proprio a digerire è l'atteggiamento un po' supponente da "guru dalle orecchie d'oro" (che io *molto* provocatoriamente chiamo "audiofigo"), che riesce a sentire le differenze tra il cavo appoggiato a terra e quello sollevato di 10 cm, guardandosi bene però dal dimostrare queste sue supposte facoltà uditive al limite del paranormale, e rifiutando, questa volta davvero come se fosse un'eresia, qualunque metodo che possa mettere alla prova le sue affermazioni. Ben oltre il limite dell'ipse dixit.
Chiudo qua, non ti voglio annoiare oltre con le mie fissazioni da paranoia audio. Aggiungo solo che per il discorso del "falsificabile" bisognerebbe tirare in ballo Popper, filosofo della scienza nonché premio Nobel. Non ho certo i titoli per mettermi a spiegare Popper, mi ritengo già fortunato per essere riuscito bene o male a capirlo. Se cerchi su Internet trovi materiale in abbondanza, spiegato molto meglio di quanto potrei fare io sotto stupefacenti.
Saluti,