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Registi "impegnati" e "disimpegnati"

ieri sera ho visto "quo vadis baby?" di SAlvatores.....

sta diventando (o meglio lo è sempre stato...) un regista eccezionale....

una storia alquanto scialba nella sua tristezza (una tragedia alla Edipo Re), è stato reso in maniera magistrale...

ho visto citazioni di decine di altri registi...e tocchi veramente unici...
la protagonista è perfetta per il ruolo.....

bello, bravo Salvatores!!NOn ne sbaglia uno!!


walk on
sasadf
 
mirco821 ha scritto:
caro Psychorunner
non avevo inteso nessun fine polemico nella tua risposta...

;) ;) ;)

mirco821 ha scritto inoltre:
...non sono sicuro di essere d'accordo con la seconda parte della tua disanima . Ognuno poi è sicuramente libero di scegliere il tipo di film...

Mi trovi perfettamente d'accordo su questo aspetto allorquando si tratti di cinema nel suo significato di "opera"; ma non è esattamente ciò che ho inteso evidenziare contestualmente al mio precedente post: in quell'ambito, le mie personali argomentazioni si riferiscono non al cinema-prodotto (quindi all'opera cinematografica, all'effetto, al cinema-risultato o cinema-significato che dir si voglia), bensì al cinema inteso come arte cinematografica significante (ossia, alla causa generatrice di quell'effetto limitatamente su cui, poi, influisce la nostra personale scelta).
Ebbene, in questo contesto concettuale si inserisce la mia argomentazione che il cinema-arte abbia la forza di sottrarsi al libero arbitrio dei suoi stessi artisti (operai nell'opificio del Cinema), costituendo una unità concretamente individuabile nello spazio e nel tempo, una unità che gode di una propria esclusiva autonomia che sarebbe limitativo assoggettare al solo svago di chi ne fruirà.
Ed è giusto tale affascinante autonomia, che io riconosco al cinema-significante, a suggerirmi l'accostamento di esso al concetto di autopoiesi di Maturana e Varela: credo che l'oggetto cinematografico, alla stregua di quelli letterario e musicale (ed artistico in genere), in certa misura sia assimilabile ai sistemi autopoietici.
L'oggetto cinematografico è sistematicamente organizzato come una rete di processi di produzione (quindi di trasformazione e distruzione) di componenti. Queste componenti, a loro volta, attraverso le loro interazioni e trasformazioni rigenerano continuamente la rete di processi che le ha prodotte. Non solo, ma queste componenti costituiscono quella rete di processi come una unità concreta nello spazio.
Il cinema, dunque, si autoscrive/autorealizza/autocritica/autodistrugge.
 
acc. lo sapevo che a mettermi con uno che porta il tuo avatar e il nome Psychorunner avevo solo da rimetterci . ok ok accetto in pieno quello che hai scritto , in pratica rinuncio a capirlo, e ti faccio le mie scuse se ho osato alzare un lieve disaccordo che naturalmente ora rifuggo e giuro che perdindirindina non lo farò mai più.
ciaoooo e mi pento ancora di quel che ho osato
:confused: :eek: :D ;) :p
 
mirco821 ha scritto:
acc. lo sapevo che a mettermi con uno che porta il tuo avatar e il nome Psychorunner avevo solo da rimetterci . ok ok accetto in pieno quello che hai scritto , in pratica rinuncio a capirlo, e ti faccio le mie scuse se ho osato alzare un lieve disaccordo che naturalmente ora rifuggo e giuro che perdindirindina non lo farò mai più.
ciaoooo e mi pento ancora di quel che ho osato

Addirittura :D ...

Il confronto (tra galantuomini, nella ipotesi che mi piace considerare minimale :p ) è costruttivo e guai se venisse affrontato con pregiudizio ;) .

Come affermo da quando ho iniziato a frequentare questo meraviglioso cantuccio di cyberspazio, siamo tutti qui per imparare, gli uni dagli altri ;) .

Con simpatia :) .
 
ok ok è tutto risolto
ti perdono , almeno cosi' mi ha detto di dirti il mio analista dopo che ti ho conosciuto.

;) ;) ;)
 
Psychorunner ha scritto:
;) ;) ;)



Mi trovi perfettamente d'accordo su questo aspetto allorquando si tratti di cinema nel suo significato di "opera"; ma non è esattamente ciò che ho inteso evidenziare contestualmente al mio precedente post: in quell'ambito, le mie personali argomentazioni si riferiscono non al cinema-prodotto (quindi all'opera cinematografica, all'effetto, al cinema-risultato o cinema-significato che dir si voglia), bensì al cinema inteso come arte cinematografica significante (ossia, alla causa generatrice di quell'effetto limitatamente su cui, poi, influisce la nostra personale scelta).
Ebbene, in questo contesto concettuale si inserisce la mia argomentazione che il cinema-arte abbia la forza di sottrarsi al libero arbitrio dei suoi stessi artisti (operai nell'opificio del Cinema), costituendo una unità concretamente individuabile nello spazio e nel tempo, una unità che gode di una propria esclusiva autonomia che sarebbe limitativo assoggettare al solo svago di chi ne fruirà.
Ed è giusto tale affascinante autonomia, che io riconosco al cinema-significante, a suggerirmi l'accostamento di esso al concetto di autopoiesi di Maturana e Varela: credo che l'oggetto cinematografico, alla stregua di quelli letterario e musicale (ed artistico in genere), in certa misura sia assimilabile ai sistemi autopoietici.
L'oggetto cinematografico è sistematicamente organizzato come una rete di processi di produzione (quindi di trasformazione e distruzione) di componenti. Queste componenti, a loro volta, attraverso le loro interazioni e trasformazioni rigenerano continuamente la rete di processi che le ha prodotte. Non solo, ma queste componenti costituiscono quella rete di processi come una unità concreta nello spazio.
Il cinema, dunque, si autoscrive/autorealizza/autocritica/autodistrugge.

Ma chi sei? Sgarbi? ;)
Stasera a casa con calma rileggo il tutto........ciao!
 
monster ha scritto:
Ma chi sei? Sgarbi? ;)
Stasera a casa con calma rileggo il tutto........ciao!


non cascarci lascia perdere io ho dovuto prendere un peperoncino di soverato, piccante cosi' piccante , per uscirne;) ;)
ciaooo
 
hobsbawm ha scritto:
...2)Truffaut...

A prescindere da numerosi altri titoli eccezionali, L'uomo che amava le donne (1977), è un vero e proprio portento ;) .

Credo che (almeno) due cari amici del Forum si riconoscerebbero nel bizzarro e poetico protagonista :D ...
 
registi

Stanley Kubrik
George Lucas
Ridley Scott
Kathryn Bigelow (una donna-regista con le p...e! )
Charlie Chaplin

Non in ordine di importanza, ma per come mi sono venuti in mente.
 
come registi di film VERI, cito i miei due preferiti:

Francis Ford Coppola
Sergio Leone

altri registi che ho apprezzato moltissimo per le loro opere:

Stanley Kubrick
James Cameron
Christopher Nolan
Tim Burton
Clint Eastwood
Sean Penn (memorabile "La Promessa")
 
Stanley Kubrick
Clint Eastwood
Darren Aronofsky
Jan Luc Godard
Francois Truffaut
Claude Chabrol
Alain Resnais
Luc Besson
David Slade
Christopher Nolan
Spike Lee
Quentin Tarantino
 
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