Dico la mia ...
Nel nostro paese vige una legge, mai abrogata, cosidetta del "decoder unico" che regola la materia:
La citata legge stabilisce che gli operatori (le emittenti) sono libere di scegliere il Multicrypt o il Simulcrypt.
L'articolo 3 della delibera 206 del 2000 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 21 aprile 2000, n.94 infatti recita:
" Gli operatori di accesso condizionato anche in possesso di un titolo abilitativo alla trasmissione televisiva digitale a pagamento, indipendentemente dai mezzi di trasmissione, sono tenuti a garantire agli utenti la fruibilita', con lo stesso decodificatore, a qualunque titolo detenuto o posseduto, di tutte le offerte di programmi digitali con accesso condizionato e la ricezione dei programmi radiotelevisivi in chiaro. A tale scopo essi utilizzano il sistema simulcrypt secondo le norme del DVB o, in alternativa, il sistema multicrypt secondo le norme definite dal DVB".
Nella fattispecie la stessa delibera sul significato delle definizioni all'art. 1 tra le altre cose chiarisce:
"Simulcrypt": possibilita' per le emittenti di trasmettere un programma criptato con molteplicita' di chiavi di accesso relative a differenti sistemi di accesso condizionato;
"Multicrypt": possibilita' per il ricevitore di accettare, tramite un alloggiamento (slot) normalizzato, chiamato interfaccia comune (ndr. traduzione letterale dall'inglese di Common Interface), l'inserimento di moduli che decodificano chiavi di sistemi di accesso condizionato differenti;
Ricapitolando e cercando (io stesso) di capire il senso di queste norme:
L'operatore e' libero di scegliere se utilizzare piu' sistemi di codifica permettendo a chiunque di usare un ricevitore di proprieta' o a noleggio (esattamente la situazione attuale).
In alternativa, consentire a chiunque di poterlo dotare di un modulo esterno di accesso condizionato che consenta comunque la decodifica (e questo lo aggiungo io: anche in presenza di un unico sistema di codifica).
E chest'e'
