Bella sta discussione
concordo con Enzo.
Quasi tutti i chip DAC attuali sono delta-sigma e quindi convertono il flusso PCM in una sorta di DSD.
Non è esattamente così, in realtà, perché tanti chip fanno conversioni delta-sigma in multibit (mentre il DSD è mono-bit)..questo per
Qua purtroppo si apre un mondo.. perchè poi ci sono i dac che convertono il dsd in pcm e poi di nuovo in pseudo-dsd (per consentire regolazioni di volume digitali, oppure di applicare filtri anti-alias sempre in digitale, ecc...). oppure che lo inviano diretto alla sezione delta-sigma... e qua parliamo SOLO del chip DAC..
confronti sensati tra i formati è difficile farne, a meno che non ci si metta nelle migliori condizioni possibili.
che significa anche avere dei file fatti bene.
per bene intendo tecnicamente.
un flusso DSD non è "editabile" in studio di registrazione (ogni operazione su quel genere di bitstream restituisce un risultato multi-bit che sarebbe poi da riconvertire in DSD...anche la semplice somma), quindi si usa il PCM. chi lavora con l'obiettivo di prodotto finale DSD, solitamente usa il formato DXD (che non è altro che un PCM a 24bit e 352.8 kHz o 384 kHz).
dalla registrazione multitraccia DXD si fa un mix
analogico e poi si registra il flusso stereo risultante in DSD ed in parallelo anche in PCM ad alta risoluzione.
poi confrontando questi due flussi su due sorgenti che ottimizzano al massimo il rispettivo formato... si può iniziare a capire qualcosa
io credo molto in questo formato (specialmente nel DSD128 che toglie molti problemi a valle della conversione..), però come potete immaginare da questo minuscolo riassunto, la cosa non è semplice (non basta un dac con la scritta dsd, per intenderci).
attenzione ai confronti sui bitrate, perché parliamo comunque di meccanismi di descrizione digitale del dato differenti (in particolare se andiamo ad analizzare la risposta all'impulso).
ciao,
edo