Come promesso, ecco qualche risposta
Local dimming, numero di zone ed effetto halo.
Il DX900, come da specifiche, ha
circa 500 zone distinte e sono tante. Sono tante, quindi i cluster sono piccoli. Piccoli ma non infinitesimi. ogni zona, se fosse quadrata, avrebbe quasi 130 pixel di lato. Viene da sé che servono algoritmi per gestire potenza e selezione delle zone da retroilluminare. Nell'immagine scattata da sasadf si vedono chiaramente un efetto halo con uno "squadrettamento" con luminosità ben distinta. In pratica è come se l'algoritmo lasciasse accese anche zone adiacenti alla zona da illuminare anche se non c'è nulla. Secondo me si tratta di una impostazione da verificare nel menu immagine. Ecco perché vi chiedo di pazientare e di lasciarci tempo di approfondire con un'analisi più verticale.
Se ben controllate, 500 zone possono essere davvero ottime per aumentare vigorosamente il rapporto di contrasto intra-frame senza troppi artefatti.
Altra cosa importante è l'angolo di visione rispetto all'effetto halo, specialmente con pannelli VA. Ebbene, probabilmente l'angolo tra l'obiettivo della camera e il pannello può avere ulteriormente accentuato l'evidenza dell'effetto halo.
ADDENDUM
Dopo qualche calcolo "spannometrico" ho sovrapposto quelle che potrebbero essere le dimensioni dei cluster ad un particolare della scritta fotografata da sasadf. Mi sembra anche abbastanza chiaro che la scritta "SAMSUNG" sia proprio a cavallo tra il confine di due zone. Però rimane il fatto che le linee di cluster più in alto e in basso in teoria non dovevano essere accese invece sembra che lo siano, sebbene ad un livello sensibilmente più basso rispetto alle due file centrali.
Voi cosa ne pensate?
Nell'articolo vero e proprio vedrete foto diverse, proprio per esaltare dimensioni e confini dei cluster. Spero vi piaceranno.
Massima luminanza, HDR e gamma dinamica effettiva.
Non c'è dubbio che 1.000 NIT (oppure 10.000, se prendiamo il "container" Dolby Vision a 12 bit per componente che viene utilizzato nel settore professionale) potrebbero essere effettivamente troppi
in alcune condizioni, poiché la gamma dinamica "intraframe" (mi si passi il termine) e senza adattamento della visione fotopica del sistema occhi-cervello, è un po' più bassa di quanto sbandierato dai signori del marketing. E non è un argomento da post sul forum...
E non è neanche corretto fare comparative tra HDR ed SDR con due display affiancati, uno da 100 NIT e l'altro da 1.000 NIT (anche 2.000 NIT) perché è chiaro che l'occhio si "tara" sulla massima luminanza e il display meno luminoso sembra "rotto". La comparativa andrebbe fatta prima con il display da 100 NIT e poi con quello da 1.000 NIT. E in questo caso la storia sarebbe diversa.
A questo punto, dopo queste due premesse, potreste pensare che stia per concludere che l'HDR e i 1.000 NIT sono inutili. Eppure non è così. I 1.000 NIT non servono per riprodurre la partita di calcio formattata in SDR ma sono lì solo ed esclusivamente per riprodurre quelle informazioni extra che il colorist ha inserito. Tutto il resto dell'immagine avrà una luminanza molto, molto più bassa. Anche in questo caso il concetto è un po' più complesso per essere riassunto in un post.
Posso soltanto anticipare che almeno qualche centinaio di NIT sono molto utili in ambiente oscurato per riprodurre contenuti HDR formattati in maniera seria. Se la visione è in ambiente illuminato ne servono molti di più. E 1.000 forse neanche bastano.
Ed è questo il problema: il fatto che molto spesso (forse dovrei dire "sempre"), i progettisti di TV, i colorist e chi fa gli standard, non hanno alcuna idea di come funzioni la fisiologia dell'occhio umano. Non posso ancora giudicare e mi riservo di verificare i primi contenuti HDR e i primi TV HDR di Sony, Panasonic, LG e Samsung di nuova generazione che mi capiteranno sotto mano (per non parlare del proiettore Sony VW520 e dei nuovi JVC).
Opportunità di pubblicare il first look di sasadf
In privato ho ricevuto qualche critica sul fatto di aver pubblicato un articolo redatto da un "non professionista". Prima di tutto, io non ho nessuna patente, se non il tesserino da Giornalista Pubblicista, che poco può dirvi sulle mie capacità di analisi di un prodotto di elettronica di consumo. Non ho una laurea in Ingegneria e neanche una specializzazione in illuminotecnica, benché abbia competenze in fotometria probabilmente più vaste e articolate di molti professori universitari.
Calmi: ho detto molti, non certo tutti
Tornando ai contenuti di sasadf, ho anche anticipato le sue pagine con una premessa piuttosto esplicita in cui ho spiegato in parte le ragioni di questa pubblicazione. Posso aggiungere che mi sembra un ottimo "gioco", quello iniziato con sasadf e con tutti voi che ci porterà molto lontano e ci farà crescere tutti. Non dimenticate che avmagazine non è soltanto una rivista online. Ma anche - e soprattutto - un forum di discussione aperto al confronto. Ed è proprio quello che sto vedendo a corollario di questo articolo.
E ne sono estremamente felice.
Emidio (dal PC di Franco)