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Per un pugno di dollari - Il restauro della discordia

Certo, Lucio, comunque il discorso si può traslare anche su "Per un pugno di dollari". Il tema del contendere è sempre il color grading, e le differenze accomunano i due restauri, così come le caratteristiche delle riprese, pellicole comprese.

Per inciso, io i dubbi, però, li nutro nei confronti del primo restauro ;)
 
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Ci stiamo incartando :D

Certo, ti pare bene: quello è l'assunto. Ma quale dei due non è corretto? Io, appunto, i dubbi li ho sul primo e ho cercato di motivarne il perché ;)
 
Sono tre secondo me le analisi da fare. La prima riguarda il color grading per simulare come è stato visto al cinema nell'anno in cui uscì in distribuzione. Poi c'è da considerare il color grading per simulare lo stato di un positivo con qualche anno di conservazione sulle spalle. Infine c'è anche da considerare una ulteriore possibilità: visto che con il digitale è possibile scegliere, direttore della fotografia, regista e colorist, se avessero potuto, come avrebbero effettuato la color correction?

Magari qualcuno che potrebbe rispondere a queste domande si potrebbe ancora trovare...

Io potrei provare a contattare direttamente Tonino Valerii che ha collaborato direttamente con Leone per i primi due film della trilogia del dollaro e autore di alcuni bei film come "Il mio nome è nessuno" (tra i miei preferiti e con qualità video superiore rispetto ai primi film di Leone). Vedo di organizzarmi.

Emidio
 
Ma quale dei due non è corretto? Io, appunto, i dubbi li ho sul primo e ho cercato di motivarne il perché ;)
Io invece per quanto riguarda "Il buono, il brutto e il cattivo" i dubbi ce li ho su tutti e due i restauri: troppo freddo il primo, ma davvero troppo innaturale il secondo. E non mi venite a dire che le facce degli attori, anche sul 35mm, sono così gialle. E' chiaro che in questo secondo restauro hanno cercato di riparare i danni fatti con il primo, ma purtroppo il solito pressapochismo ci ha messo lo zampino :p
 
visto che con il digitale è possibile scegliere, direttore della fotografia, regista e colorist, se avessero potuto, come avrebbero effettuato la color correction?

Hai centrato perfettamente il punto, di solito si chiama il regista o il direttore della fotografia che in pratica fa una "rivisitazione migliorativa" sfruttando le tecnologie odierne. Esattamente come ha fatto Spielberg per il primo Indiana Jones per esempio...

Se si vuole fedeltà assoluta alla proiezione dell'epoca non si dovrebbe mai partire dal negativo ma dall' IP con color correction fotochimica (come fa la Warner per i film dal 1975 in poi). Dovendo rifare la color correction non sempre il risultato é simile a quello della sala: anche i film di James Cameron come Terminator o Titanic hanno colori diversi ma sono di gran lunga superiori alle copie dell'epoca...
 
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Dovendo rifare la color correction non sempre il risultato é simile a quello della sala: anche i film di James Cameron come Terminator o Titanic hanno colori diversi ma sono di gran lunga superiori alle copie dell'epoca...
Su questo personalmente non mi sento per niente d'accordo: restaurare un film significa cercare di riportarlo per quanto possibile alle condizioni originarie. I "miglioramenti", se vogliamo chiamarli così, non possono che essere un tradimento dell'opera d'arte, proprio perché l'arte nasce dal confronto fra l'autore e i mezzi espressivi che ha a disposizione. Poi un discorso è se Friedkin vuole ritoccare un suo vecchio film (è comunque discutibile, ma il risultato è pur sempre una variante d'autore, quindi come tale interessantissima), un altro discorso è se qualche stagista della Cineteca di Bologna vuole rimettere le mani sul colore di Per un pugno di dollari per renderlo "più moderno"... :eek:
 
Io potrei provare a contattare direttamente Tonino Valerii che ha collaborato direttamente con Leone per i primi due film della trilogia del dollaro e autore di alcuni bei film come "Il mio nome è nessuno" (tra i miei preferiti e con qualità video superiore rispetto ai primi film di Leone). Vedo di organizzarmi.

Tonino Valerii??? :eek: Mitico!
Di sicuro Valerii le risposte è in grado di fornirle. Grazie, Emidio, sarebbe un colpaccio! :ave:
 
Hai centrato perfettamente il punto, di solito si chiama il regista o il direttore della fotografia che in pratica fa una "rivisitazione migliorativa" sfruttando le tecnologie odierne.

Ecco, su questo io dissento totalmente. L'utilità di queste operazioni è nulla. L'opera andrebbe presentata con le stesse caratteristiche originarie dell'epoca in cui ha visto la luce. Il top sarebbe, eventualmente, offrire entrambe le versioni; in caso contrario dovrebbe essere almeno dichiarata l'intenzione di una rivisitazione.
Ovviamente, siamo nel campo delle opinioni e questa è solo la mia ;)


Se si vuole fedeltà assoluta alla proiezione dell'epoca non si dovrebbe mai partire dal negativo ma dall' IP con color correction fotochimica (come fa la Warner per i film dal 1975 in poi)

Corretto; infatti il tuo discorso è una logica conseguenza del mio precedente ragionamento :)
C'è sempre da considerare, però, lo stato di conservazione dell'IP.
Molto tempo fa, ho letto un trattato sul restauro. Partiva dalle motivazioni per poi arrivare alla parte tecnica. Corredato di esempi pratici, formule e grafici, era molto completo quanto ostico (almeno per me :D), tanto che ne ho assimilato soltanto qualche nozione generale; per esempio, ricordo che c'era anche un riferimento al procedimento per risalire alla corretta esposizione originaria del negativo, cioè un metodo basato sull'analisi della densità minima e massima del tipo di pellicola, relazionata alle specifiche caratteristiche della stessa rilevate dalle schede tecniche d'archivio del fabbricante, di solito Kodak. Però, come sappiamo, non è detto che l'esposizione del negativo coincida con quella della stampa. Insomma, la tecnica è importante ed aiuta, ma lo è altrettanto il coinvolgimento di testimonianze direttamente interessate, a vario titolo, nella produzione del film (meglio se autorevoli).

Stiamo trattando un argomento assai complesso, difficile, in molti casi, determinare la correttezza filologica di un restauro.
 
E non mi venite a dire che le facce degli attori, anche sul 35mm, sono così gialle.

Magari no... però ho "divorato" parecchi "spaghetti" nel cinema parrocchiale di quartiere :D ; ovvio che i ricordi sono ormai del tutto svaniti, però ti assicuro che certe fotografie erano molto, molto calde.... tra l'altro, sono riuscito ad assistere all'inizio degli anni 80, in una sala di prima visione (prima che venisse trasformata in un bingo :cry:), all'inusuale proiezione di "Soldato blu"... (anche lì il giallo non scherzava :D)
Bei tempi!
 
Su questo personalmente non mi sento per niente d'accordo: restaurare un film significa cercare di riportarlo per quanto possibile alle condizioni originarie. I "miglioramenti", se vogliamo chiamarli così, non possono che essere un tradimento dell'opera d'arte, proprio perché l'arte nasce dal confronto fra l'autore e i mezzi espressivi ch..........[CUT]

Hai portato il concetto all'estremo, per questo restauro (Per un Pugno di Dollari) hanno interpellato il direttore della fotografia del film non é che uno stagista ha cambiato il film a piacimento. C'è anche dietro la Film Foundation di Scorsese cioé non é proprio un lavoro da 4 soldi.

Ho dimenticato il soggetto nella mia frase "sono di gran lunga superiori" intendevo la qualità video complessiva non i colori che francamente io faccio fatica a ricordare perché in moltissimi casi non ero neanche nato...
 
....non i colori che francamente io faccio fatica a ricordare perché in moltissimi casi non ero neanche nato...
Onore a te...abituato alla frase password di tanti post e anni su questo forum"Assolutamente fedele a quanto visto in sala":D(mi riferisco a film vecchi ovviamente)...finalmente uno che dice ...non mi ricordo o non c'ero...
per questo restauro (Per un Pugno di Dollari) hanno interpellato il direttore della fotografia del film ...
Che era Massimo Dallamano ehm...morto nel 1976.Credo sia improbabile abbia potuto partecipare in alcun modo(terreno si intende:D) a qualsivoglia restauro...se poi ti riferisci a Larraya è morto nel 1998...:D
 
Non venirmi a raccontare che Scorsese era in laboratorio a supervisionare il grading perché ti spernacchio ;)

Ma no ci mancherebbe, intendevo che ci hanno investito un sacco di soldi...

Per direttore della fotografia intendevo Ennio Guarnieri (lo so che non lo era di questo film) comunque un esperto in materia...
 
Con i colori di C'era una volta in America secondo me una mezza cantonata l'hanno presa.

Veramente anche in quel caso le ultime due edizioni mostrano palesemente dei colori decisamente più affini allo stile di Leone.
Quindi in definitiva se te sei contento con le prime edizioni, nessuno ti dice niente, ma di fatto non hai il meglio che quei film possono offrire ;)
 
Veramente anche in quel caso le ultime due edizioni mostrano palesemente dei colori decisamente più affini allo stile di Leone.
Per me il problema con C'era una volta in America (al di là del pessimo encoding in BD) è che la colorimetria non mi sembrava molto stabile, con inquadrature che cambiavano tonalità anche all'interno della stessa scena. Ho notato qualcosa di simile anche nel restauro bolognese di Sandokan, ma lì parliamo di un negativo 16mm, quindi magari la situazione era compromessa fin dall'inizio. Per la cronaca, mi dicono che ci sarebbero problemi simili anche su Giù la tesa e Profondo rosso, entrambi recentemente restaurati dal laboratorio di Bologna, ma questi due non li ho visti per cui non posso esprimere pareri. Ci sarebbe comunque da concludere che i restauri realizzati a Bologna da questo punto di vista sono quasi sempre discutibili (e secondo me lo sanno anche loro, visto che a pochi anni di distanza hanno completamente cambiato il grading di Il buono, il brutto e il cattivo).
 
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