In realtà non è una tecnica che agisce sul voltaggio (se così fosse, si potrebbe modulare rendendo l'intervento progressivo e quindi molto difficile da rilevare ad occhio nudo) ma un metodo che agisce sul numero di cicli di inizializzazione delle cellette. In pratica, con bassa luminosità media adotta un solo ciclo di inizializzazione, con luminosità più elevata 2 cicli, portando circa ad un raddoppio dell'emissione luminosa nelle aree scure. E' quindi una tecnica "on/off" che non si può modulare e che sarà sempre visibile, specie quando i contenuti sullo schermo sono caratterizzati da continue transizioni chiaro/scuro proprio nell'intorno della soglia di intervento dell'algoritmo, nel qual caso si hanno continui passaggi on/off che distraggono dalla visione.
Nel mio 50G20 il fenomeno è nettamente visibile con tutte le fonti anche in presenza di una soffusa luce ambientale. Si tratta del difetto più grave del televisore (al secondo posto, con netto distacco, ci metto il color banding che affligge specialmente le sorgenti SD) che altrimenti rasenterebbe la perfezione (nella sua fascia di prezzo ovviamente). Ed è ancora più grave che sia una "feature" che poteva essere semplicemente implementata con uno switch per attivarla o disattivarla a piacimento, così come è stato fatto per l'Eco mode, ad esempio, che poteva causare problemi simili. Probabilmente in Panasonic esiste un ufficio complicazione affari semplici che compete con quello che gestisce la burocrazia del nostro paese.