Shading: cos'è e come (cercare di non) riconoscerlo
Ringrazio innanzitutto Gherson, Mammabella, Aler, Sasadf e fabio2678 per i graditissimi complimenti: ho spesso l'impressione che sia necessario sbilanciarsi e scrivere cose esagerate ed esasperate per rendere interessante la lettura, ma non è nel mio carattere. Mi fa piacere, dunque, raccogliere qualche consenso sulla forma, ferma restando l'assoluta sindacabilità dei contenuti.
Innanzitutto una rapidissima replica a...
DS scherzi elettronici ha detto:
l' Utente Enrico.p da LECCE, che a quanto leggo non è proprio daccordo con me su alcuni punti (non su tutti) (cut)
l'argomento sul quale non sono d'accordo con te è uno solo: la presunta "scarsa definizione" o "eccessiva morbidezza" o "impossibilità di fuoco" del Panasonic. Non credo di averti contraddetto su nulla altro. Oltre a ciò, ho solo rettificato la
definizione del difetto che hai descritto, confermandone anzi l'ampia casistica.
sasadf ha detto:
Mi spieghi infine gentilmente le due frasi citate? (...)
...ed è proprio lo
shading l'argomento di questo mio post: ho ricostruito a memoria, esagerando volutamente, la
mappatura del difetto, così come l'ho potuto osservare sul PT-AE3000 di Belfiore. Supponiamo adesso di proiettare un semplicissimo grigio chiaro, diciamo un 80 IRE, così come lo potremmo trovare su uno dei tanti dischi test. Ci aspetteremmo di vedere una schermata uniforme, e invece...

(Ripeto:
non è una foto, ma una simulazione un po' esasperata del difetto)
Cosa è successo? Ciò che vediamo è ottenuto, come sempre, dalla sovrapposizione dei 3 canali, relativi ai colori primari
Red,
Green e
Blue (non a caso si si parla di "sintesi additiva").
Supponiamo adesso di osservare
singolarmente i 3 canali, uno alla volta, come se in un tritubo andassimo a schermare 2 lenti frontali per volta:

<= il canale del rosso,

<= quello del verde,

<= ed infine quello del blu.
Spero che le irregolarità sul rosso e sul verde siano abbastanza distinguibili, come spero che sia abbastanza chiaro che
la prima immagine di un grigio "variegato" non è altro che la sovrapposizione (la "somma di luminosità")
delle successive 3.
Quella tenue banda verticale rosata è provocata da un leggero calo di luminosità nella zona corrispondente, sul canale del verde; e ciò è a sua volta ascrivibile ad un difetto di omogeneità della corrispondente matrice LCD: un localizzato aumento di densità che, per essere più chiaro, potrei definire "minor trasparenza". Questo locale "calo di verde" dà luogo ad una dominante di segno opposto, ed il colore complementare al verde è, appunto, il magenta che vediamo al centro della schermata.
Stesso discorso per la banda verticale cyan all'estremità destra dello schermo: un calo di luminosità sul rosso e quindi una dominante di segno opposto, ossia appunto cyan. Solo che in questo caso, avendo osservato la stessa banda verticale azzurrina su almeno 4 Panasonic diversi, sarei portato a pensare più ad una lacuna nell'illuminazione della matrice rossa (per un piccolo difetto progettuale) che ad un problema della matrice stessa: statisticamente impossibile, direi!
Effetti pratici dello shading:
E difficile stabilire un soglia di tollerabilità/accettabilità o contestabilità del difetto, come potrebbe invece esser fatto, ad esempio, col conteggio degli eventuali dead/hot pixels. Tanto più che la percezione è strettamente personale e legata alla sensibilità individuale. Io, per mestiere, ho l'occhio allenato e ho dovuto per questo rinunciare alla visione di film in bianco/nero sul mio VPR (peraltro con shading entro o sotto la media), dirottandoli sul plasma.
Già... perchè è sul bianco/nero che il difetto diventa davvero insopportabile per i miei occhi, nel senso di "totalmente distraente": impossibile trattenermi dalla ricerca spasmodica delle chiazze colorate ad ogni cambio di inquadratura! Vi ricordate negli anni '80 quella versione colorizzata di Metropolis (Fritz Lang), musicata da Giorgio Moroder? Ecco... ogni volta che metto su un film b/n, mi sembra di assistere allo stesso scempio! (Vabbè, dai... ogni tanto esagero anch'io

)
Questo è il risultato (sempre simulato!) dell'applicazione della stessa mappatura di shading su un immagine in bianco nero:
Di contro, il difetto diventa assai più difficile da riconoscere (e meno... deturpante!) nella normale visione
a colori:
Solo nel primo dei 2 Mitsubishi HC5000 che ho avuto, lo shading era talmente esasperato da riconoscersi ad esempio sui cieli, oppure sui volti in close-up.
Il mio consiglio è di
non cercarlo, evitando di ricorrere ad apposite schermate uniformi di vari livelli di luminosità, a meno che non siate in fase di valutazione di un acquisto, magari di un usato.
Non cercatelo perchè, come per i c.d.
dust-blobs, quando vedete lo
shading sul vostro VPR, non ve lo togliete più dagli occhi ed iniziate a vederlo anche dove non c'è! E, a differenza della polvere, lo shading "non si cura": l'unico rimedio sarebbe la sostituzione della macchina, ma non esistono chiari limiti contrattuali al di sopra dei quali tale drastica misura possa essere pretesa... rischiereste di aprire un contenzioso dagli esiti sempre incerti!
Posto che le uniche macchine
totalmente immuni dallo shading per così dire "cromatico" sono i DLP
monochip (*), faccio un breve cenno alla mia ristretta casistica: come ho già espresso in precedenza, mi sembra di poter affermare con certezza che, tra la matrici Sony, JVC, Texas Instruments ed Epson, queste ultime hanno le... tolleranze costruttive più ampie. Viceversa, mi sono stupito dell'uniformità degli ultimissimi Sony (l'80 ed il 10), ma l'esiguità del campione statistico realmente valutato (n=2) lascia il tempo che trova...
Adesso è tutto chiaro, Salvatore?
Enrico
(*): lo shading eventualmente riscontrabile su un monochip è infinitamente meno distuinguibile ad occhio perchè consiste in una semplice variazione a zone della
luminosità e non coinvolge minimamente la cromia, perchè R, G e B passano tutti dalla stessa matrice. Di una forma in un certo senso simile di "Luma-shading" soffrono ad esempio tutti gli LCD e, in misura minore, i plasma: i giornali lo misurano regolarmente, ma nessuno se ne avvede o, tanto meno, lamenta.