Buongiorno a tutti.
Qualche esempio.
Santoro era indiscutibilmente un talentuoso e preparato conduttore. Le sue inchieste sulle collusioni tra politica e mafia, clientele, sullo sfascio sociale eccetera, erano proverbiali ben realizzate e curate dal punto di vista dei riferimenti. Una potenza di fuoco impressionante: una redazione di abili redattori preticamente siamesi a Michele. Una forza d'urto dormiente pronta a scattare. Ci fu un periodo di rottura proprio in anni dominati da governi certamente non di destra, in cui le sue inchieste infastidirono forse un tantino la classe dirigente con come conseguenza il suo allontanamento dalla Rai: ci credereste? fu allontanato dalla Rai proprio per le stesse motivazioni ma diametralmente opposte. Ma per carità, nessuno scandalo, allora. La cosa passo sotto silenzio a causa del frastuono che fece il suo passaggio a Mediaset. Con al seguito tutta la cavalleria fatta da decine di giornalisti. "Condizione essenziale". Qui, fece una versione adeguata alle condizioni di una emittente commerciale del suo programma. In diretta, ma alle condizioni legate alle tempistiche degli spot publicitari: del resto la sua redazione costava cara, il suo contratto pure, e qui non si paga il canone. Non si capisce perchè, ad un certo punto, "le condizioni" divennero strette e se ne andò. Vi faccio grazie delle inutili notizie legate a quela scelta riassumendo la cosa in

er i giornali di sinistra se n'era andato per aspri dissapori con la Direzione, per quelli di destra evidentemente per ragioni opposte, ma in sostanza, non gradiva almeno due cose: le continue e necessarie interruzioni pubblicitarie, e secondo me, dopo essere stato "avvicinato " da ambienti di sinistra, un ripensamento di tipo ideologio tanto naturale quanto comprensibile: l'essere sul libro paga di un avversario politico evidentemente non deve essere un gran che. Anche se qui in Mediaset, ve lo giuro, in giro per sale di montaggio non è difficile vedere manifesti del Che appesi sui muri, foto di manifestazioni; è pieno di operatori macchinisti e dirigenti dichiaratamente di sinistra e assolutamente avversi a Berlusconi.Ma come dicevo in qualche mail addietro, è un'Azienda commerciale che deve fare bene il proprio mestiere se vuole stare a galla, indipendentemente dalgli orientamenti politici di chi la guida e di chi ci lavora. Insomma, il Nostro ritornato in Rai comincia la sua Crociata ideologica. Ha un chiaro obiettivo: dare voce alle sue opinioni in modo indiretto utilizzando le sue capacità di moderatore che sapientemente modula le dinamiche degli interventi, e novità assoluta, gradisce enormemente le interruzioni pubblicitarie. Almeno per un motivo: nel momento in cui dà voce all'opposizione e le cose cominciano a dissisparsi dalla nebbia mistificatrice posta in opera faticosamente fino a quel momento, ZAC, pubblicità, " a dopo" con buona pace della comprensione dei concetti che dovevano essere sviluppati dal Destroso di turno. Una tecnica perfetta che attrae spettatori come un foglio moschicida, ma che non sfugge agli addetti ai lavori. Essere il capo di un'arena mediatica, ti consente di far giungere a casa a chi guarda "solo" ciò che preferisci. Una tecnica usata anche da un altro maestro, quel Costanzo che interrompeva in modo certamente meno elegante gli interventi indesiderati degli ospiti presenti nel "suo" teatro. Questo non è poco, credimi. Manipolare i tempi dell'intervento del tale ministro, togliergli la parola o parlarci sopra, fare inquadrature di compassione mentre quello parla al fine di creare ilarità, prendere in giro il discorso in atto, insomma gestire il programma in modo sapiente con argomenti tipo " sia breve che sta per scadere il satellite..." oppure, "non si preoccupi, lei avrà modo di dire ciò che crede, ma dopo la pubblicità"; peccato che quando si rientrava in studio, passava un servizio di quattro minuti su di un argomento collaterale a quello discusso dal "destroso" che poi quando finalmente gli veniva ridata la parola, nemmeno si ricordava di che cosa stava parlando. Figuriamoci a casa.
p.