Esagerato!
Andrea Manuti ha detto:
... il Minolta lo usavamo pochino pochino davvero perché era essenzialmente un luxmetro per scopi fotografici...
... Spero che ricorderai che queste misure siano state prese con il CP288 (che era l’unico a disposizione) girato verso il proiettore; anche perché tu hai contribuito in maniera determinante a svilupparle...
... c’era già l’equilibrio cromatico, l’uniformità e la linearità in funzione del livello di illuminazione, altresì detta gamma (allora misurata rispetto a 2.5 e normalizzata al 50%...
... E la camera CCD venne almeno un paio d’anni dopo!
Con un po' più di tempo a disposizione, cercherò di portare avanti il discorso, partendo dalle misure che facevamo quando eravamo insieme, sulle pagine di Digital Video.
Sinceramente non capisco dove tu voglia arrivare discutendo di cose che sappiamo benissimo entrambi e su cui siamo entrati in polemica privatamente tante volte. Sarò più chiaro: credi che in pubblico la mia posizione possa cambiare?
In ogni modo, visto che insisti così tanto, cercherò di essere il più preciso possibile.
Prima di tutto, all'inizio dei tempi (Gennaio 2000), tornasti dal CES fresco di corso ISF con sonda CP288 al seguido e da lì partimmo per sviluppare le prime misure, con la supervisione di Fabrizio Montanucci, direttore tecnico delle riviste Technipress. In laboratorio erano a disposizione il generatore video
Fluke 5400, la cui qualità era stata verificata con lo stesso waveform monitor utilizzato per le analisi sulle sorgenti video (introdotte su Digital video già alla fine del 99). In dotazione c'era già il luxmetro Minolta (se non erro si trattava del modello
CL200, o comunque qualcosa di equivalente). La camera CCD per applicazioni astronomiche arrivò più tardi.
Come ho detto all'inizio, non riesco a capire che senso abbia parlare pubblicamente delle modalità di misurazione che abbiamo adottato negli anni, quando collaboravamo alla testata Digital Video.
Detto questo, ovviamente mi ricordo benissimo tutto, dalle nottate a casa tua a verificare le formule matematiche, alle lunghe sessioni di misura ai vari proiettori. Chissà quante centinaia di volte avremo tarato e calibrato i tuoi Barco: ho perso il conto!
Ricordo benissimo che all'inizio (2000) abbiamo utilizzato solo il cp288, prelevando esatttamente quello che veniva indicato dal software Sencore, con il limite di poter pubblicare solo misure relative (solo luminanza in nit e bilanciamento del bianco con indicazione delle componenti blu e rossa in relazione al verde).
In seguito c'è stata una rapida evoluzione, siamo passati a misure con le unità di misura più opportune (lumen, bilanciamento del bianco con coordinate L*a*b, etc. utilizzando anche il Minolta). Nel frattempo, anche la reportistica ha subito un cambiamento significativo, con grafici più leggibili, introduzione del gamut, uniformità al 40% e 100%, etc.
Detto questo, non mi va di svelare pubblicamente
in che modo posizionavamo strumenti e prodotti sotto esame, in modo da mantenere l'incertezza di misura su valori accettabili, poiché frutto di molte notti insonni e di duro, durissimo lavoro. E non vorrei aiutare gratuitamente la "concorrenza", che invece è ancora rimasta a misure "relative".
Più avanti, mentre eri a Cuba, mi preoccupai di far ricertificare il CP288 e fu ampliata anche la dotazione del laboratorio. Ma questa è un'altra storia...
Andrea Manuti ha detto:
... sono perfettamente d’accordo che chi ha un proiettore installato in ambiente abbia necessità di rivolgere lo strumento di misura verso lo schermo.
Il problema è COSA gira verso lo schermo...
... Tu dici che le specifiche dello Spyder ci sono: davvero non le riesco a trovare (tranne l’accuratezza sulle coordinate x,y, che però, come dici tu, conta pochino…),
... di uno strumento abbiamo necessità di conoscere il range di misura e la sua accuratezza nella misura, nonché la sua ripetibilità nel tempo.
Se vai sul sito della Gretag, della Ocean Optics di cui ti servi, o della PhotoResearch di cui sono diventato acquirente io, i numeri li trovi subito. Sono lì ...
Ma con le sonde tipo Spyder la cosa è diversa.
In altri termini: posso avere un fondo scala a 0.01 cd/mq, ma se l’accuratezza dello strumento è di +/- 0.5 cd/mq, che valore ha quello che leggo?!
Prima parentesi, tanto per mettere un po' di puntini sulle "i".
Non è corretto parlare di accuratezza. In questo caso si DEVE parlare di incertezza. Se un produttore mi dice che il suo strumento ha un errore del 2%, ebbene sta parlando di incertezza. Altimenti dovrebbe dire che lo strumento è accurato al 98%.
Per quanto riguarda l'incertezza di misura dichiarata dai produttori di strumentazione, stavolta mi costringi ad anticipare i contenuti di un mio prossimo articolo. Poco male. Tanto qui siamo davvero in pochi.
Per quanto riguarda lo Spyder2, se avrai letto il link che ti ho girato, le ottime specifiche si riferiscono a condizioni ben precise e solo a quelle: 80 nit per i CRT e 160 per gli LCD e non viene indicato nulla per misure con luminanza superiore o inferiore.
Inoltre, l'incertezza è riferita allo strumento campione Minolta che viene citato (anche questo con una sua incertezza di misura). In sostanza, Datacolor non ci dice qual'è l'incertezza di misura ai vari livelli di luminanza, sia per l'illuminamento che per le coordinate cromaatiche x e y.
Se datacolor non ce lo dice possiamo scoprirlo da soli. Basta confrontare le letture dello Spyder di turno con uno strumento di riferimento ai vari livelli di luminanza e a vari target diversi. Ed è proprio seguendo questa strada che Datacolor è stata in grado di selezionare una classe speciale di Spyder2 (presumo anche di Spyder3), che poi è la stessa che veniva venduta in bundle con il software "Colorfacts".
Addirittura, syando alle specifiche, gli Spyder2 selezionati sono ancora più precisi dei nuovi SPyder3!!!
http://spyder.datacolor.com/s3compare2.php
La mia è ovviamente una provocazione. Ma non ho ancora finito...
Passiamo ora al tanto osannato spettrofotometro Gretag/x-rite i1 Pro. Ti chiedo: cosa dichiara il produttore sul foglio che accompagna ogni i1?
Visto che l'i1 è uno spettrofotometro che funziona principalmente per riflessione, il produttore dichiara giustamente la deviazione nella misura di una superficie bianca di riferimento secondo le specifiche DIN 5033.
In altre parole, visto che "noi" lo utilizziamo in modalità emissiva e non riflessiva, queste indicazioni non servono assolutamente a NIENTE. Sappiamo solo che il "range" di misura è compreso tra 0,2 cd/mq e 300 cd/mq.
Ti faccio una domanda più precisa: hai detto che
"...Se vai sul sito della Gretag ... i numeri li trovi subito...". Ebbene: quanta è l'incertezza di misura dell'i1 a 0,2 cd/mq in termini di luminanza, illuminanza e coordinate cromatiche? E a 300 cd/mq? A 10 cd/mq?
Ebbene, io non sono riuscito a trovare queste informazioni da nessuna parte. Visto che ti ho indicato le specifiche dello Spyder2 potresti provare a ricambiare il favore. Aggiungo anche che la "risoluzione" spettrale dell'i1 è piuttosto bassa, l'attendibilità al di sotto delle 2 cd/mq è tutta da dimostrare e che non c'è nessun tipo di "aiuto" per capire dove si sta mirando.
Attenzione: con questo non dico che l'i1 sia un cattivo strumento: al contrario!
Lo stesso discorso sull'incertezza di misura posso farlo anche sul Photoresearch. Prendiamo uno dei modelli più venduti: il modello
PR-655.
A leggere bene le specifiche, l'incertezza di misura dichiarata si riferisce SOLO a condizioni molto stringenti, relative alla misura dell'illuminante "A" (per chi non lo sapesse si tratta di una lampada di riferimento con uno spettro simile a quello di una classica lampadina a incandescenza), con luminanza di uno solo footlambert, senza che venga indicata l'incertezza di misura ai vari livelli di luminanza.
Ma anche in questo caso, non dico che i Photoresearch siano cattivi strumenti: al contrario!!! Sono un riferimento.
Vediamo ora il Minolta
CS2000. In questo caso i giapponesi dichiarano l'incertezza di misura a partire da 0,003 cd/mq fino ad arrivare a 5000 cd/mq...
Per il momento mi fermo qui.
Quello che voglio dire è che sono d'accordo con te quando dici che bisogna fare attenzione a cosa di utilizza per calibrare un proiettore o un televisore. Ma non è neanche giusto affidarsi solo ai dati dichiarati dai vari produttori.
Statisticamente, è dimostrabile che la precisione sale con il costo dello strumento. Per fare un esempio - sempre rimanendo nel territorio dei colorimetri - un Klein è sinceramente più preciso rispetto ad uno Spyder ma costa 100 volte di più.
Ma è anche vero che è possibile selezionare uno spyder, verificandone la deviazione dal riferimento, che in un certo range di misura si avvicinerà moltissimo allo stesso Klein...