Girmi,
comincio dalla fine: è evidente che una recensione sia diversa da una messa a punto casalinga, e quindi che lo Spyder sia sufficiente per molti non ci sono dubbi. Su questo siamo totalmente d’accordo: il limite sta nella accuratezza di quello che viene misurato e dell’uso (e quindi dell’interpretazione) che se ne da’.
Appunto per questo ritengo la risposta spettrale assolutamente indispensabile per comprendere cosa “stia facendo” il proiettore. Mi è capitato svariate volte di avere una risposta RGB piatta, praticamente perfetta, e di vedere che c’era qualcosa che non andava: dalla analisi della risposta spettrale era evidente una componente bluastra, che, al mio “occhio D65”, dava fastidio…
Penso tu abbia sufficiente spirito critico ed esperienza per farti una domanda semplice: ma se oggi molti, moltissimi proiettori hanno una risposta RGB quasi perfetta, perché non si vedono tutti uguali?
E questa domanda, strumenti sofisticati o meno, penso che se la facciano tutti quelli che vedono due proiettori di prestazioni simili (con grafici uguali) comportarsi in modo diverso.
Perché? Se dovessi analizzare la risposta delle più di 200 macchine che ho calibrato negli ultimi anni e trarre delle conclusioni dalle coordinate cromatiche e dalla risposta RGB, direi che spendere più di 800 Euro è una follia, perché… sono tutte uguali!
Non pretendo di avere la parola definitiva, ma di certo la risposta spettrale è uno dei parametri che fa la differenza.
Ce ne sono altre, e servirà sviluppare altre misure per capire: a me, ad oggi, non è ancora del tutto chiaro.
La certificazione delle coordinate cromatiche, che tu citi, è qualcosa che funziona benissimo, e forse è indispensabile, per altre applicazioni.
Non per l’Home Theater.
Così come il grafico del triangolo di Gamut sul piano CIE, che rappresenta per me una forte semplificazione del problema. Diciamo che la definisco la classica condizione (forse) necessaria ma (certamente) non sufficiente per dare un livello iniziale (molto iniziale) di valutazione di un proiettore.
Quindi questo è il motivo per il quale uso senza dubbio un spettroradiometro per le misure (ma tu che ne pensi? “Radio” o “foto”metro? A me Mark Hunter sostenne la tesi – di provenienza Gretag – per cui avendo un’estensione oltre il visibile, anche se di poco, sia più corretto “radio”; di certo lo usiamo nel visibile, quindi forse “foto” è meglio… boh!), e non un colorimetro, che sostanzialmente si ferma al… banale!
L’angolo di lettura (ti confesso che non ho capito la storia della pupilla del proiettore, ma onestamente non ho tempo per cercare di azionare i 4 neuroni rimanenti nel mio cervello, perché penso che il problema stia tutto da un’altra parte e preferisco andare lì):vediamo un po’.
Una sonda come un colorimetro (4, 5, 6 o 7 sensori) viene usata tipicamente (a prescindere dal software) o usata attaccata al monitor, oppure ad una certa distanza (che io non ti ho specificato, quindi come fai a dire che non capisci come ottengo letture affidabili?

) dalla sorgente. Per quanto abbia cercato sul sito della Datacolor, al di là di affermazioni qualitative, nessuno ti da’ le specifiche di funzionamento, ovvero il range nel quale il prodotto è certificato.
Nel post precedente ho riportato dei semplici numeri presi da un paio di monitor: è evidente che la emissione luminosa sia piuttosto elevata. In questo range, i suoi 7 sensori se la possono anche cavare: purché la luce rimanga tanta.
Se io vado a fare una lettura per riflessione, mi pare evidente che l’emissione luminosa sia inferiore, e non credo che ci sia bisogno di tanto per capirlo (la tua trattazione penso si possa semplificare in due parole: le cd/mq misurano un flusso, ovvero un’energia attraverso una superficie: questo concetto è indipendente dalla distanza. Basta fare due misure per dimostrare praticamente che è vero oltre che facilmente intuibile!).
Inoltre l’angolo di lettura così ampio può facilmente finire fuori dal pattern bianco: è vero che potresti evitare di usare un window pattern, ma i rischi che tu vada a cogliere delle zone non uniformi (con un angolo di lettura del genere) sono elevati.
Prendiamo un LCD e vediamo quanto questo è “davvero” bianco, e non presenta delle chiazze che sono visibili a tutti. Se vado a leggere lì dentro, la mia risposta quale sarà, a 35° di cono di lettura? Rossa, un po’ blu o la media? Nella foto che hai messo nel post precedente a me sembra che i 35° caschino in pieno nell’ombra dello strumento stesso: o no? E cosa sta leggendo quel poveretto, in quella condizione? Forse dall’altro lato “becca” anche il limite della finestra, o forse no… Come facciamo ad esserne sicuri?
Aggiungi anche che, non avendo nessuna informazione sull’accuratezza dello strumento, quando vado al 100% magari riesco anche, stando vicino, a rimanere nei limiti dello strumento, e questo legge bene. Se scendo, non ho NESSUNA garanzia che il colorimetro stia facendo il suo mestiere. Se è progettato per l’analisi delle coordinate cromatiche e per certificare i triangoli di Gamut, come tu stesso dici e che fino a prova contraria sono rilevati al 100% e non al 40 od al 20%, chi ci dice che la sua risposta sia accurata in basso,in QUELLE condizioni di funzionamento? Se non si azzarda nemmeno il produttore…
Non ti ricordo poi, perché l’ho già fatto, quanto sia numericamente diversa la lettura di un proiettore business molto luminoso da uno da Home Theater: universi paralleli che non si toccano!
Completamente diverso è il comportamento del Gretag, che di gradi di lettura ne ha o 2° o 6° (non me lo ricordo mai, ma di certo è un altro ordine di grandezza): con uno strumento del genere “beccare” il massimo dell’emissione è facile e certo, non un terno al lotto.
Il fatto di avere una precisione maggiore (se non altro certificata) al di sotto di una certa soglia, mi comporta anche che la curva del gamma, che di certo è un parametro mooolto importante, sia di livello più affidabile e credibile.
Questi sono i motivi, a mio avviso, per cui una sonda come un colorimetro è inadatta ad un uso Home Theater: perché sarà pure certificata per le coordinate cromatiche, ma queste NON sono quello che serve per analizzare e comprendere il comportamento di una macchina da Home Theater.
Ora perdonami se non proseguo oltre la discussione, ma quello che penso possa avere senso (per me) l’ho detto, e se non rispondo non è per scortesia ma solo perché ho praticamente scritto un articolo, e di scadenze sull’argomento ne ho parecchie…
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