Ok...Non ditemi che ci risiamo vi prego!!!

Ciao BARXO, secondo il mio parere un pannello LCD da 100" con stanza illuminata ha anche lui i riflessi, non solo il videoproiettore con l'ambiente in stanza oscurata, l'angolo di visione degli LCD con schermo VA degli orientali non Giapponesi è ottimale o spostandoti come angolo di visione il contrasto e colori sbiadiscono, non tutti hanno lo spazio per far entrare e posizionare uno schermo di quel genere, la riparazione deve essere effettuata onsite, altrimenti devi fare un trasloco per spostare la TV, non è fonotrasparente.

Ma al di là dei pregi e difetti delle due differenti soluzioni per guardare uno schermo, personalmente li vedo sempre come due cose separate, uno completa l'altro, ma ben venga il dubbio della scelta, prima non c'era la possibilità.

Per la durata viviamo un periodo di usa e getta, non siamo piu' all'epoca dei CRT che duravano 20 anni, e li potevi pure rigenerare, cosa che con i pannelli digitali ce lo scordiamo, anzi vista la costruzione se ti durano qualche anno è già molto, e qui mi viene da pensare un pannello da 100" quando lo devi spostare.

Se in futuro si presenteranno pannelli componibili o comunque piu' versatili di quelli odierni, sostituiranno i proiettori, ma dire che un TV batte su qualsiasi parametro un videoproiettore, è a mio parere non corretto.

Edit Ciao Luca, abbiato scritto insieme, concordo con quanto hai scritto.
 
Ultima modifica:
Ma anche no. Cioè è vero che i nuovi VPR hanno un rapporto di contrasto ON/OFF molto alto (lo ottengono spegnendo il laser), però questo parametro non indica sostanzialmente nulla del contrasto realmente percepito in normali condizioni di visione. Un LCD con local dimming ha una contrasto percepito (o se vogliamo utilizzare una parametro misurabile..........[CUT]

Ovviamente non parlavo di un contrasto on/,off visto che quello è ottimo anche sui proiettori laser DLP che poi hanno un contrasto reale basso. Non so se hai mai avuto a casa un proiettore DLA JVC, io ne ho uno preso usato che ha più di 10 anni, quindi a lampada che non viene spenta nelle scene scure e che non ha nemmeno l'iris dinamico, quindi il suo contrasto è frutto solo delle matrici, e posso dirti avendo a casa altri 3 proiettori che vedi in firma, che la differenza è abissale, il contrasto che ottengo col JVC su un normalissimo schermo bianco gain 1.0 in un ambiente living non trattato è simile al TV plasma GT60 che ho nello studio. Ti parlo di un contrasto reale di 20.000:1. Non c'è paragone con gli Epson o con i DLP. Neanche io credevo che un proiettore potesse avere un nero e contrasto simile visto che avevo provato diversi modelli sia 3lcd che DLP e nessuno mi aveva mai nemmeno sfiorato un risultato simile. Sicuramente un LCD o meglio un miniled di ultima generazione eguaglia questo risultato e magari lo supera pure, ma se parliamo di un TV da 100" di 2000 euro non credo che sia migliore di un proiettore JVC. Poi ovviamente il TV lo puoi vedere senza oscurare l'ambiente, non hai bisogno di impianto audio separato ne di schermo e rispetto ai JVC che sono proiettori puri, non hai bisogno di fonti esterne. Però hai i problemi di trasporto, movimentazione ed eventuali riparazioni citati da Oceano60. Ma soprattutto almeno per me un film visto su un ottimo proiettore è sicuramente la cosa più vicina al cinema.
 
Ultima modifica:
Il dubbio del thread non è tanto VPR vs LCD, quanto cina vs giappone...
Semplicemente il tempo passa, la tecnologia si evolve e le nazioni si sviluppano.

La nostra generazione è abituata a considerare i prodotti giapponesi all'avanguardia della tecnologia. Eppure in pochi si ricordano quando il Giappone era una nazione in via di sviluppo che copiava prodotti e design dagli altri paesi. Quando le prime motociclette giapponesi arrivarono in Europa negli anni 60, i produttori europei non si preoccuparono: erano motociclette di piccola cilindrata a prezzi bassi. Sappiamo come è finita.

Quasi 300 anni fa un certo Adam Smith scrisse "La ricchezza delle nazioni", teorizzando che gli Stati si sviluppano sfruttando un minor costo di produzione legato ai salari più bassi rispetto ai paesi già sviluppati. Ne è passata di acqua sotto i ponti dal 1700, eppure questo principio è valido ancora oggi, ed è la strada che ha seguito l'Italia, il Giappone, poi la Corea del Sud (nel 1993 Leone di Lernia cantava ancora "Ho fame, era meglio che me ne stavo in Corea a far le bomboniere" :D), ora la Cina.

Per cui mettiamoci l'animo in pace, il Giappone ormai ha perso il treno sull'elettronica di consumo, e non si tratta solo di prezzo. Ma questo è davvero un male o solo la normale evoluzione del mondo?
 
Ultima modifica:
Come discorso economico hai perfettamente ragione, i giapponesi sono stati fatti fuori dai coreani, i coreani saranno fatti fuori dai cinesi. Ma a livello di qualità ne i cinesi ne i coreani sono ancora a livello dei giapponesi, certo vendono molto piu di loro, ma solo perchè hanno prezzi molto piu bassi ma se vuoi un prodotto di qualità non compri un tv cinese.
 
Quasi 300 anni fa un certo Adam Smith scrisse "La ricchezza delle nazioni", teorizzando che gli Stati si sviluppano sfruttando un minor costo di produzione legato ai salari più bassi rispetto ai paesi già sviluppati.

E' la pura realtà...
Così però entriamo in politica e io sono un po' di parte...:)
Non amo particolarmente la Cina, per vari motivi diciamo...sociologici...
Non amo il loro approccio vs. la vita (se è per questo non amo neanche i jappa con le loro follie personali)

Questa tipo di tematica l'abbiamo studiata a scuola.Parlavamo di protezionismo e soprattutto di concorrenza sleale.
Poi è arrivato il teorema dell'apertura mentale, del siamo tutti una grande famiglia, del mercato globale senza limiti.

Che potrebbe anche avere un senso, ma manca l'ingrediente principale.
I costi (salari e tasse) ma soprattutto le leggi sul lavoro devono obbligatoriamente essere allineate tra i vari paesi.
Altrimenti ci ritroviamo una produzione locale diciamo "evoluta" con attenzione ai lavoratori, sicurezza, antiinquinamento...
Ed una produzione con bambini di 6 anni che lavorano tutta la settimana (Bangladesh ad esempio)
I nostri investitori portano i capitali in queti luoghi, e diamo un bel colpo di spugna a tutte le conquiste della sx e dei lavoratori da 50 anni a questa parte.
E la cosa bella che è una mossa di estrema dx che viene spacciata per sx...


Io credo fortemente nei dazi.
Non tanto economicamente (ormai la situazione è fuori controllo) quanto sociologicamente, per riabituare le persone ed i nostri giovani a ragionare in modo concreto e non astratto.

Scusate la divagazione...:)
 
Top