I problemi erano limitati a poche sequenze, in partricolare nella sequenza iniziale a volo d' uccello.
Il resto del film non aveva alcun problema e sembrava allegramente girato a 24fps.
Ribadisco la mia idea riguardante i movimenti di camera che se realizzati a 24fps hanno qualche problema nel caso siano realizzati in modo maldestro o semplicemente oltre i limiti.
Questo non lo ho notato certamente la prima volta con "lo Hobbit" ... si vedeva molto bene anche in film più tranquilli, ad esempio ricordo molto bene un pan "sbagliato" in un interno di "La guerra di Charlie Wilson" ... durante un tranquillissimo dialogo la cinepresa esegue un movimento rotatorio verso SX con inquadratura di J. Roberts in controluce, risultato disastroso in termini di motion blur e "saltellamenti" e qui non centra nulla la computer grafica e il motion blur "artificiale".
Il 24p è una coperta corta in scene medie il motion blur maschera parzialmente il numero di fotogrammi che mancano per ottenere una fluidità naturale, io personalmente ne noto i problemi pur senza cercarlo... e accade frequentemente con i movimenti di camera o di variazione della focale.
Ad ogni modo questi limiti riconosciuti dai registi (diversamente l' HFR non avrebbe ragione di esistere) pongono dei limiti che si riflettono comunque nel modo in cui possono essere girate alcune scene e potenzialmente ne limitano le possibilità (come qualunque limite tecnico), per esperienza ampliare le possibilità può, alla lunga, portare solo benefici.
Di sicuro ci sarà una possibilità di evoluzione del linguaggio, alcune "regole" andranno discusse, riscritte e "digerite" esattamente come accade in altri campi con la naturale evoluzione tecnologica e come è accaduto per i film in 3D (spero di non essere l' unico che ha notato che in molti film ci sono sequenze fatte ad arte per esaltare proprio lo stacco dei piani o i pop out possibili solo con il 3D).
Un singolo film pioneristico, per quanto siano sati utilizzati i migliori mezzi attuali, non può IMHO portare comunque a giudizi definitivi, i corti girati con mezzi ancora inferiori meno che meno.