Originariamente inviato da Michele Spinolo
Renato allora avevo capito bene e non sono ASSOLUTAMENTE daccordo.
Michele. non è come l'hai intesa, dico cose leggermente diverse.
Quando misuriamo la differenza che il NOSTRO OCCHIO osserva fra lo stesso schermo X e Y, non stiamo misurando Y, e neppure X, stiamo misurando le differenze che il nostro sistema sensoriale riesce a cogliere, è diverso. Se siamo fatti male, se restiamo ingannati quando un colore ci sembra più scuro perchè è su un fondo chiaro, se abbiamo 1000 stranezze, se valutiamo certe difformità come ininfluenti, altre come drammaticamente inaccettabili, tutte queste cose le dobbiamo accettare, e non le possiamo trascurare, nè possiamo modificarci il nostro sistema visivo. Non dobbiamo dopo la misura rigorosa arrivare alla conclusione che i nostri occhi fanno schifo, e sarebbe meglio curarseli o farsi trapiantare uno spettrofotometro. Non credere che le uniche differenze fra noi e gli strumenti di misure siano che oltre una certa frequenza non vediamo o sentiamo. Ci sono altre 1000 modalità diverse di percepire i fenomeni che ci appaiono. Trascurare questo e sbagliato, allo stesso modo di dire che l'apparecchio audio x va molto meglio di quello y perchè misurando ho scoperto che oltre i 165.000Hz le differenze sono eclatanti. Errori di questo tipo se ne fanno un sacco, perchè partiamo dal presupposto (sbagliato) che siamo uguali allo strumento, o perchè (nel caso più saggio) chi fa le misure ancora non riesce bene a comprendere ( o simulare) i nostri sensi.
Ripeto, qui stiamo misurando quello che il nostro occhio, con tutti i suoi pregi/difetti e capatteristiche peculiari percepisce, non stiamo misurando X per sapere come è fatto, lo stiamo misurando per sapere quanto il nostro occhio lo vede diverso da Y. Se per esempio, in una situazione particolare, il nostro occhio si "distrae" perchè il colore vicino lo confonde, o perchè non è capace a cogliere la differnza per altre ragioni, lo strumento di misura dovrà tenere conto di questo se vorremo fare dei confronti seri. Altrimenti avremo risultati sballati che ci indicano risultati precisi che però non ci servono.
La scienza spiega i fenomeni. Qui stiamo misurando quanto i nostri sensi vengono illusi, non quanto i nostri sensi abbiano problemi, o come sia fatto lo schermo X in assoluto.
Seguendo il tuo discorso lo strumento ideale dovrebbe essere tale per cui ricalca addirittura gli stati d'animo delle persone, che, come sai, influiscono tantissimo sul piacere provato nell'ascoltare musica o vedere film.
Non fraintendere, cogli la differenza. Non parlo di stati d'animo, di suggestione, queste sono cose che rientrano nelle valutazioni soggettive, e che purtroppo sono il limite di questo tipo di misura, assieme all'impossibilità di quantificare, come ho già detto. Ciò di cui parlo, è che i nostri sensi funzionano a modo loro. E gli strumenti in un altro modo. Guai a pensare che non importa, tanto sono più precisi. IN QUESTO CASO devono funzionare ALLO STESSO MODO, per dare risultati attendibili che servano al nostro scopo.
Si riescono a raggiungere davvero risultati pazzeschi! (pensi forse che gli esperimenti atti a verificare le teorie atomiche siano direttamente osservabili???).
Mi chiedi questo perchè non hai capito il mio discorso.
Se prendo 1000 persone, le metto davanti ad un proiettore con una grande carenza di magenta che proietta su uno schermo magenta con tonalità tale da riprendere la mancanza del proiettore, e poi nelle stesse condizioni faccio loro osservare un proiettore perfetto mi diranno che il 1° è migliore.
Tutte e 1000.
Il sentito dire non conta nulla, non sono prove fatte in condizioni controllate.
Anche qui non è quello che ho detto. Questo è un esempio di metodo scientifico di indagine SBAGLIATO, perchè si adoperava una sorgente che presentava un problema di cui gli individui che doveveno fare il test non erano a conoscenza. Infatti ho parlato di situazione controllata. Purtroppo fare queste valutazioni ( diciamo soggettive) non è facile e non ci si arriva al primo colpo propio per tutti questi problemi da considerare. Ed è per questo motivo che c'è chi si impegna a trovare metodi di misura, che una volta dimostrato essere validi e attendibili, ci semplificherebbero la vita.
Hai mai sentito di una macchina che attraversi un muro andandoci contro a 100Km/h? Beh è possibile...eppure non lo dicono tutti. (questo per il tuo evidentemente sbagliato)
Anche qui è perchè non hai capito che volevo dire, può darsi che non sia riuscito a spiegarmi, ma di meglio non posso fare. Se in una situazione controllata il mio (o nostro) occhio non vede un problema, e lo stumento lo indica la conclusione è: misura evidentemente sbagliata. Se l'occhio vede un problema, un peggioramento, che descrive con mille parole, e lo strumento indica tutto OK, la conclusione è: misura evidentemente sbagliata, cioè inopportuna, forviante. E non pensare che nella pratica sia tutto nero o tutto bianco, queste due situazioni si manifestano contemporarneamente in percentuali diverse, difficili da rilevare. Questo perchè come ho già detto, ed è ovvio, i nostri sensi (uditivi e visivi) funzionano in modo diverso dagli strumenti. Il caso delle alte frequenze è evidente, perchè la difformità fra i due sistemi è del 100%, ma è certo che non ci si ferma qui.
Ovvio poi che le misure devono tener conto delle caratteristiche del nostro occhio (come per i diffusori, se ho una risposta non corretta a 50Khz non la sento, quindi chissenefrega?); i vari filtri di misura dei fonometri (banda A,B,C..ecc) fanno proprio questo.
Appunto, altro che chissenefrega, è un elemento che consideriamo quando misuriamo, una "correzione" che apportiamo nella valutazione di certe misure, cioè nelle misure stesse. Solo che la facciamo in modo così scontato da sambrare una operazione automatica, dovuta, ovvia. Lo stesso ragionamento va fatto ogni volta che la nostra misura differisce anche di poco da quella strumentale, solo che il discorso si complica enormemete.
In definitiva ritengo che la difficoltà maggiore sia realizzare un set di misure che caratterizzi efficaciemente uno schermo.
Ecco l'errore. Non lo schermo. Altrimenti, se questo fosse lo scopo, avresti ragione tu. Ma che descriva come noi cogliamo le differenze fra uno schermo e l'altro, in modo da poter stabilire quale è il migliore (questo è l'obiettivo), migliore rispetto ai nostri occhi, non alla macchina. O fra uno schermo e l'evento reale, o fra due pj sullo stesso schermo, ecc. Nei DLP l'arcobaleno c'è o no? Chi lo stabilisce? Solo il nostro occhio, o uno strumento che funziona
esattamente uguale all'occhio. Ma se misuro tanto per misurare, anche in un DLP con una ruota velocissima risulterà sempre presente. O ancora, la macchina ci dirà che con quel DLP velocissimo ho meno problemi, quando invece magari risultano già entrambi perfetti a tutti gli individui. La macchina che misura questo (c'è???) dovrà pertanto comportarsi esattamente come il nostro occhio "medio". Medio perchè, tanto per complicare le cose, i nostri occhi non sono tutti uguali.
E' il discorso che facevo della stanza. Se voglio conoscere quanto è larga, perchè ci devo infilare dentro un armadio, è la stanza che mi interessa, quindi la devo misurare con il metro. Se invece il mio obiettivo è che stando a guardare dalla porta, "sembri" larga come la voglio, e non ci entrerò mai perchè è finta, fatta apposta per "illudere" (ottimo termine adoperato da Andrea) i miei sensi, allora conterà poco, anzi niente, quanto è larga in realtà, conta solo riuscire a misurare quanto la vedono larga i nostri occhi, e non è per niente facile.
La stanza fittizia è l' HiFi(audio e video), da misurare. (Forza e coraggio.)
Ciao.