barbara aghemo
Operatore
Aspetta, Michele...
Ma abbi pazienza, prima mi dici di essere un ingegnere, e quindi un individuo fondamentalmente pragmatico, e poi mi citi l'utopia?
Il diffusore che riproduce esattamente l'evento reale non puo` esistere, a meno dell'esempio che ti ho fatto, cioe` una sfera virtuale all'interno della quale viene riprodotto il campionamento preciso dello stesso spazio cosi` come viene eccitato in presenza dell'evento reale.
Poiche` tale ordigno non e` ancora disponibile, ci dobbiamo accontentare dei trasduttori dinamici ad oggi disponibili cercando di approssimare al meglio tale condizione negli ambienti di cui disponiamo; fortunatamente, il nostro orecchio e` abbastanza stupido da poter essere ingannato con una certa facilita`, e sono sicuro che entro 6 o 7 anni l'evoluzione del digitale ci avvicinera` davvero molto all'obiettivo.
In quale direzione deve andare la tecnologia per consentire tutto cio?
Credo che la risposta sara` data, piu` che altro, dall'analisi di come percepiamo l'evento sonoro, piu` che dall'evoluzione intrinseca dei diffusori stessi.
Pari discorso vale per il video e per gli schermi: se capiremo perfettamente come l'occhio funzione e si comporta, ci sara` piu` facile escogitare dei modi per trarlo in inganno.
In questo senso credo che il riflettere sul tipo di misure da effettuarsi possa essere d'aiuto per fare dei passi avanti in questa direzione.
Ti pregherei di notare che non dico affatto che le misure non siano importanti, tutt'altro: in fondo la mia estrazione e` decisamente di tipo tecnico, e credo molto nell'oggettivazione delle osservazioni.
Dico solamente che, prima di misurare una qualsiasi grandezza, dovremmo nel contempo chiederci se questa misura sara` effettivamente utilizzabile in un confronto prestazionale tra oggetto a e b nel dominio della percezione umana.
Mi pare perfettamente calzante l'esempio del rainbow con i DLP: al banco di misura ad oggi disponibile, tale effetto non e` rilevabile, mentre i nostri occhi lo colgono con una certa facilita`.
Allora, come ci regoliamo? Diciamo alla gente di modificare il funzionamento dei propri bulbi oculari, o ci studiamo un modo per rilevare questa particolare anomalia in modo da dire, in modo oggettivo, questo dlp e` meglio di quell'altro perche` presenta un rainbow di dieci nanometri/sec (non ci mettiamo a discutere sulla unita` di misura inventata sull'attimo, eh!) contro uno di 40 nanometri/sec?
Nello specifico, abbiamo un classico caso in cui la nostra percettivita` ci impone di inventare qualcosa di nuovo per effettuare un rilievo che abbia un significato concreto e non astratto.
Come vedi, nel campo HomeTheater, legare le misure alla soggettivita` umana (ovviamente intesa come media degli individui!)e` un must, se la misura deve esprimere in modo oggettivo e ripetibile la sensazione percepita dal nostro senso coinvolto.
Certamente sono con te quando mi dici che un sistema lineare e` preferibile ad uno che non lo sia, il punto e` che torno un pochettino ab ovo chiedendomi: quanto e` importante verificare la linearita` con le metodologie attuali? Si puo` fare di meglio, magari modificando alcuni parametri a corollario della misura stessa in modo da tenere conto del fattore di percezione umana dell'evento, audio o video che esso sia?
Ciao,
Andrea
Ma abbi pazienza, prima mi dici di essere un ingegnere, e quindi un individuo fondamentalmente pragmatico, e poi mi citi l'utopia?
Il diffusore che riproduce esattamente l'evento reale non puo` esistere, a meno dell'esempio che ti ho fatto, cioe` una sfera virtuale all'interno della quale viene riprodotto il campionamento preciso dello stesso spazio cosi` come viene eccitato in presenza dell'evento reale.
Poiche` tale ordigno non e` ancora disponibile, ci dobbiamo accontentare dei trasduttori dinamici ad oggi disponibili cercando di approssimare al meglio tale condizione negli ambienti di cui disponiamo; fortunatamente, il nostro orecchio e` abbastanza stupido da poter essere ingannato con una certa facilita`, e sono sicuro che entro 6 o 7 anni l'evoluzione del digitale ci avvicinera` davvero molto all'obiettivo.
In quale direzione deve andare la tecnologia per consentire tutto cio?
Credo che la risposta sara` data, piu` che altro, dall'analisi di come percepiamo l'evento sonoro, piu` che dall'evoluzione intrinseca dei diffusori stessi.
Pari discorso vale per il video e per gli schermi: se capiremo perfettamente come l'occhio funzione e si comporta, ci sara` piu` facile escogitare dei modi per trarlo in inganno.
In questo senso credo che il riflettere sul tipo di misure da effettuarsi possa essere d'aiuto per fare dei passi avanti in questa direzione.
Ti pregherei di notare che non dico affatto che le misure non siano importanti, tutt'altro: in fondo la mia estrazione e` decisamente di tipo tecnico, e credo molto nell'oggettivazione delle osservazioni.
Dico solamente che, prima di misurare una qualsiasi grandezza, dovremmo nel contempo chiederci se questa misura sara` effettivamente utilizzabile in un confronto prestazionale tra oggetto a e b nel dominio della percezione umana.
Mi pare perfettamente calzante l'esempio del rainbow con i DLP: al banco di misura ad oggi disponibile, tale effetto non e` rilevabile, mentre i nostri occhi lo colgono con una certa facilita`.
Allora, come ci regoliamo? Diciamo alla gente di modificare il funzionamento dei propri bulbi oculari, o ci studiamo un modo per rilevare questa particolare anomalia in modo da dire, in modo oggettivo, questo dlp e` meglio di quell'altro perche` presenta un rainbow di dieci nanometri/sec (non ci mettiamo a discutere sulla unita` di misura inventata sull'attimo, eh!) contro uno di 40 nanometri/sec?
Nello specifico, abbiamo un classico caso in cui la nostra percettivita` ci impone di inventare qualcosa di nuovo per effettuare un rilievo che abbia un significato concreto e non astratto.
Come vedi, nel campo HomeTheater, legare le misure alla soggettivita` umana (ovviamente intesa come media degli individui!)e` un must, se la misura deve esprimere in modo oggettivo e ripetibile la sensazione percepita dal nostro senso coinvolto.
Certamente sono con te quando mi dici che un sistema lineare e` preferibile ad uno che non lo sia, il punto e` che torno un pochettino ab ovo chiedendomi: quanto e` importante verificare la linearita` con le metodologie attuali? Si puo` fare di meglio, magari modificando alcuni parametri a corollario della misura stessa in modo da tenere conto del fattore di percezione umana dell'evento, audio o video che esso sia?
Ciao,
Andrea