• Sabato 14 febbraio da Audio Quality partirà un roadshow che porterà il nuovo proiettore DLP 4K trilaser Valerion VisionMaster Max in giro per l'Italia e che toccherà Roma, Genova, Milano, Napoli, Padova e Udinee forse anche Bari e Torino. Maggiori info a questo indirizzo

Misure sugli schermi?

Originariamente inviato da Michele Spinolo
Sembra però che i "capoccioni" non siano interessati a questo thread...

Touché :D:D:D



Battute a parte, è un progetto che ho iniziato tempo fa ma che ancora ha bisogno di molta sperimentazione. E non solo per quello che Dice - giustamente - Andrea Aghemo; ad esempio, tra i molti problemi c'è anche quello della rappresentazione dei dati misurati che non è così semplice come potevo immaginare.

Senza parlare della casistica che è ancora troppo piccola per iniziare...


Emidio
 
Re: Marco, Michele, mi permetto di dissentire,

Originariamente inviato da andrea aghemo
CUT

Andrea,
mica dissentiamo di tanto!

L'unica cosa che volevo dire è che le misure non devono esser pilotate in maniera tale per cui un oggetto che soggettivamente ha colpito di più (es Stewart) risulti vincitore di uno che è PIACIUTO meno al recensore.

La difficoltà nell'oggettivare un fenomeno così complesso come la percezione umana è comprendere quali misure siano significative per descriverlo, ma queste non devono essere scelte in maniera tale per cui lo Stewart risulti in ogni campo (o anche solo in alcuno) migliore del Da-lite (esempio).

Restando in campo audio sarebbe come prendere una B&W 800 e una CDM NT, fare tutte le misure possibili, e poi ritenere significative solamente quelle per cui la 800 si comporta meglio della CDM NT.

Tutto qui.
 
Originariamente inviato da renato999
Mi sembra che hai inteso male. Anche Andrea è d'accordo che si devono trovare metodi di misura che spieghino perchè un componente va meglio di un altro, e che diano risultati non contrastanti.

Renato, forse è nato tutto da un mio misunderstoodment, non so.

Quello a cui mi riferivo, da te scritto, è:

Ora io mi domando. Gli schermi Stewart sono riconusciuti i migliori o fra i migliori. Che succede se con le misure non risultasse cio? Se lo schermo Pinco Pallino, stimato da tutti in modo più modesto, fornisse misure migliori? Dobbiamo "convincerci" (altro che autosuggestione di chi non misura) che va meglio? Sarà vero il contrario, cioè che dovremmo provare a misurare in tutti i modi finchè non troveremo il metodo con il quale lo Stewart dà misure migliori.

In particolare l'ultimo periodo, su questo non sono daccordo e l'ho spiegato nei miei post, ma forse ho capito male.

Per il resto daccordo con te su tutto, solo su quanto riportato qui (se ho inteso bene) non sono assolutamente daccordo.
 
Marco, rispondo sempre un po' in ritardo, perchè mi disconnetto, nel frattempo mi distraggo pure in altre cose, e quando invio il post è un po' "sfasato".

Per me il discorso è che valutare con i nostri sensi è facile in una situazione particolare e unica, difficilissimo cercando da questa situazione di capire come va l'oggetto X rispetto a quello Y. Purtoppo però non vedo alternative, quindi mi baso sulle mie sensazioni confrontandole con gli altri. So bene che ci si può facilmente suggestionare, ma che fare, ci si può suggestionare anche da certe misure.

In tutto questo guazzabuglio penso quindi che le misure potrebbero generare ancora altra confusione. Qualcosa indicano, ma è troppo poco per valutazioni qualitative in termini assoluti, tanto poi le dobbiamo sempre verificare con l'ascolto o visione. Io le lascio volentieri ai progettisti, ai quali sono certo indispensabili per non andare a casaccio nelle loro ricerche di miglioramenti.




Ciao.
 
Originariamente inviato da Michele Spinolo
Renato, forse è nato tutto da un mio misunderstoodment, non so.
...cut...

In particolare l'ultimo periodo, su questo non sono daccordo e l'ho spiegato nei miei post, ma forse ho capito male.



Quella frase mi è sembrato il modo più "esplicito" per esprimere il concetto, che va contro un certo modo di intendere le misure audio e video.

Ho detto che da tutti lo Stewart è ritenuto migliore del Pinco Pallino, parlando di giudizio esteso a un gran numero di individui, propio per superare i limiti della soggettività. In questa situazione anche la misura dovrà evidenziare questo vantaggio dello Stewart, se ciò non avvenisse, andrebbe modificato il metodo di misura, evidentemente sbagliato.

Non è così difficile sbagliare. Basta andare a misurare differenze che l'occhio non percepisce o viceversa. E per complicare la cosa, il tutto secondo vari aspetti da combinare fra loro, e in situazioni particolari diverse, nelle quali lo strumento non cambia atteggiamento, mentre il nostro occhio si.

Non stiamo misurando quanto è larga una stanza, questo lo si fa meglio con lo strumento che ad occhio, stiamo misurando le differenze che l'OCCHIO coglie fra due immagini. Ciò che l'occhio ha visto non è pertanto in discussione, deve solo essere quantificato.


Ciao.
 
L'argomento e' interessante anche se vi ho letto
un po' di fretta e forse ripeto cose gia' dette ...
ma voi scrivete troppo! :)

Io ho un vecchio Vidikron motorizzato con guadagno 1.3.
E' da tempo che so di doverlo cambiare perche'
e' visibilmente ingiallito dal fumo e ci sono
anche alcuni moscerini spiaccicati.

Fin'adesso ho avuto una certa difficolta'
verso un nuovo acquisto proprio perche' non
ero certo di un reale miglioramento,
infatti la tentazione di lavare il mio
attuale con il glassex e' forte.

Durante il mio uso del colorimetro
mi sono accorto che la luce in arrivo
dal proiettore sullo schermo e' diversa
da quella in uscita dallo schermo, anche di molto.

Infatti, i valori in arrivo dal proiettore
vedevano un rgb equilibrato al 100%
mentre i miei occhi sullo schermo vedevano
una chiara dominante verde che ero costretto
a regolare ad occhio anche se facevo subito
perche' erano un paio di tacche.

Quindi, secondo me, un semplice criterio di misura
e' quello che, dato un proiettore con regolazione
e caratteristiche note, misurarne l'arrivo
sullo schermo con colorimetro o strumento
piu' sofisticato e misurarne poi l'uscita
dallo schermo con spettrofotometro o spettroradiometro
che sia.

Ne deve risultare solo un amplificazione se c'e
guadagno ed una variazione se c'e' distorsione,
ma questa e' una conclusione ovvia.
E' chiaro che l'occhio vuole sempre
la sua parte ma questo sarebbe un dato
oggettivamente utile da conoscere.
 
Originariamente inviato da renato999


Quella frase mi è sembrato il modo più "esplicito" per esprimere il concetto, che va contro un certo modo di intendere le misure audio e video.

Ho detto che da tutti lo Stewart è ritenuto migliore del Pinco Pallino, parlando di giudizio esteso a un gran numero di individui, propio per superare i limiti della soggettività. In questa situazione anche la misura dovrà evidenziare questo vantaggio dello Stewart, se ciò non avvenisse, andrebbe modificato il metodo di misura, evidentemente sbagliato.

Non è così difficile sbagliare. Basta andare a misurare differenze che l'occhio non percepisce o viceversa. E per complicare la cosa, il tutto secondo vari aspetti da combinare fra loro, e in situazioni particolari diverse, nelle quali lo strumento non cambia atteggiamento, mentre il nostro occhio si.

Non stiamo misurando quanto è larga una stanza, questo lo si fa meglio con lo strumento che ad occhio, stiamo misurando le differenze che l'OCCHIO coglie fra due immagini. Ciò che l'occhio ha visto non è pertanto in discussione, deve solo essere quantificato.


Ciao. [/B]

Renato allora avevo capito bene e non sono ASSOLUTAMENTE daccordo.

Il tuo ragionamento va contro almeno 4 secoli di metodo scientifico, da Galileo in poi!
Secondo me tu non riesci proprio a distinguere i gusti personali da una misura oggettiva.
Seguendo il tuo discorso lo strumento ideale dovrebbe essere tale per cui ricalca addirittura gli stati d'animo delle persone, che, come sai, influiscono tantissimo sul piacere provato nell'ascoltare musica o vedere film.
Ti sembra che una cosa del genere abbia senso?

Ci sono tantissimi fenomeni che sono difficilissimi da misurare direttamente, ma che possono essere caratterizzati una volta compreso come devono essere misurate.
Si riescono a raggiungere davvero risultati pazzeschi! (pensi forse che gli esperimenti atti a verificare le teorie atomiche siano direttamente osservabili???).

Se prendo 1000 persone, le metto davanti ad un proiettore con una grande carenza di magenta che proietta su uno schermo magenta con tonalità tale da riprendere la mancanza del proiettore, e poi nelle stesse condizioni faccio loro osservare un proiettore perfetto mi diranno che il 1° è migliore.
Tutte e 1000.
Il sentito dire non conta nulla, non sono prove fatte in condizioni controllate.

Hai mai sentito di una macchina che attraversi un muro andandoci contro a 100Km/h? Beh è possibile...eppure non lo dicono tutti. (questo per il tuo evidentemente sbagliato)

Ovvio poi che le misure devono tener conto delle caratteristiche del nostro occhio (come per i diffusori, se ho una risposta non corretta a 50Khz non la sento, quindi chissenefrega?); i vari filtri di misura dei fonometri (banda A,B,C..ecc) fanno proprio questo.

In definitiva ritengo che la difficoltà maggiore sia realizzare un set di misure che caratterizzi efficaciemente uno schermo.
Altro problema è dove condurre le misure: il colore dell'ambiente, come diceva Emidio in un altro post, sicuramente caratterizzerà la misura: anche questo sarà da tenere in considerazione.
 
Originariamente inviato da linomatz
Quindi, secondo me, un semplice criterio di misura
e' quello che, dato un proiettore con regolazione
e caratteristiche note, misurarne l'arrivo
sullo schermo con colorimetro o strumento
piu' sofisticato e misurarne poi l'uscita
dallo schermo con spettrofotometro o spettroradiometro
che sia.

Ne deve risultare solo un amplificazione se c'e
guadagno ed una variazione se c'e' distorsione,
ma questa e' una conclusione ovvia.
E' chiaro che l'occhio vuole sempre
la sua parte ma questo sarebbe un dato
oggettivamente utile da conoscere.

Insomma quello che dicevo io!;)

Copione!:p
 
Originariamente inviato da Michele Spinolo
Renato allora avevo capito bene e non sono ASSOLUTAMENTE daccordo.
Michele. non è come l'hai intesa, dico cose leggermente diverse.

Quando misuriamo la differenza che il NOSTRO OCCHIO osserva fra lo stesso schermo X e Y, non stiamo misurando Y, e neppure X, stiamo misurando le differenze che il nostro sistema sensoriale riesce a cogliere, è diverso. Se siamo fatti male, se restiamo ingannati quando un colore ci sembra più scuro perchè è su un fondo chiaro, se abbiamo 1000 stranezze, se valutiamo certe difformità come ininfluenti, altre come drammaticamente inaccettabili, tutte queste cose le dobbiamo accettare, e non le possiamo trascurare, nè possiamo modificarci il nostro sistema visivo. Non dobbiamo dopo la misura rigorosa arrivare alla conclusione che i nostri occhi fanno schifo, e sarebbe meglio curarseli o farsi trapiantare uno spettrofotometro. Non credere che le uniche differenze fra noi e gli strumenti di misure siano che oltre una certa frequenza non vediamo o sentiamo. Ci sono altre 1000 modalità diverse di percepire i fenomeni che ci appaiono. Trascurare questo e sbagliato, allo stesso modo di dire che l'apparecchio audio x va molto meglio di quello y perchè misurando ho scoperto che oltre i 165.000Hz le differenze sono eclatanti. Errori di questo tipo se ne fanno un sacco, perchè partiamo dal presupposto (sbagliato) che siamo uguali allo strumento, o perchè (nel caso più saggio) chi fa le misure ancora non riesce bene a comprendere ( o simulare) i nostri sensi.

Ripeto, qui stiamo misurando quello che il nostro occhio, con tutti i suoi pregi/difetti e capatteristiche peculiari percepisce, non stiamo misurando X per sapere come è fatto, lo stiamo misurando per sapere quanto il nostro occhio lo vede diverso da Y. Se per esempio, in una situazione particolare, il nostro occhio si "distrae" perchè il colore vicino lo confonde, o perchè non è capace a cogliere la differnza per altre ragioni, lo strumento di misura dovrà tenere conto di questo se vorremo fare dei confronti seri. Altrimenti avremo risultati sballati che ci indicano risultati precisi che però non ci servono.

La scienza spiega i fenomeni. Qui stiamo misurando quanto i nostri sensi vengono illusi, non quanto i nostri sensi abbiano problemi, o come sia fatto lo schermo X in assoluto.

Seguendo il tuo discorso lo strumento ideale dovrebbe essere tale per cui ricalca addirittura gli stati d'animo delle persone, che, come sai, influiscono tantissimo sul piacere provato nell'ascoltare musica o vedere film.

Non fraintendere, cogli la differenza. Non parlo di stati d'animo, di suggestione, queste sono cose che rientrano nelle valutazioni soggettive, e che purtroppo sono il limite di questo tipo di misura, assieme all'impossibilità di quantificare, come ho già detto. Ciò di cui parlo, è che i nostri sensi funzionano a modo loro. E gli strumenti in un altro modo. Guai a pensare che non importa, tanto sono più precisi. IN QUESTO CASO devono funzionare ALLO STESSO MODO, per dare risultati attendibili che servano al nostro scopo.

Si riescono a raggiungere davvero risultati pazzeschi! (pensi forse che gli esperimenti atti a verificare le teorie atomiche siano direttamente osservabili???).

Mi chiedi questo perchè non hai capito il mio discorso.

Se prendo 1000 persone, le metto davanti ad un proiettore con una grande carenza di magenta che proietta su uno schermo magenta con tonalità tale da riprendere la mancanza del proiettore, e poi nelle stesse condizioni faccio loro osservare un proiettore perfetto mi diranno che il 1° è migliore.
Tutte e 1000.
Il sentito dire non conta nulla, non sono prove fatte in condizioni controllate.

Anche qui non è quello che ho detto. Questo è un esempio di metodo scientifico di indagine SBAGLIATO, perchè si adoperava una sorgente che presentava un problema di cui gli individui che doveveno fare il test non erano a conoscenza. Infatti ho parlato di situazione controllata. Purtroppo fare queste valutazioni ( diciamo soggettive) non è facile e non ci si arriva al primo colpo propio per tutti questi problemi da considerare. Ed è per questo motivo che c'è chi si impegna a trovare metodi di misura, che una volta dimostrato essere validi e attendibili, ci semplificherebbero la vita.

Hai mai sentito di una macchina che attraversi un muro andandoci contro a 100Km/h? Beh è possibile...eppure non lo dicono tutti. (questo per il tuo evidentemente sbagliato)

Anche qui è perchè non hai capito che volevo dire, può darsi che non sia riuscito a spiegarmi, ma di meglio non posso fare. Se in una situazione controllata il mio (o nostro) occhio non vede un problema, e lo stumento lo indica la conclusione è: misura evidentemente sbagliata. Se l'occhio vede un problema, un peggioramento, che descrive con mille parole, e lo strumento indica tutto OK, la conclusione è: misura evidentemente sbagliata, cioè inopportuna, forviante. E non pensare che nella pratica sia tutto nero o tutto bianco, queste due situazioni si manifestano contemporarneamente in percentuali diverse, difficili da rilevare. Questo perchè come ho già detto, ed è ovvio, i nostri sensi (uditivi e visivi) funzionano in modo diverso dagli strumenti. Il caso delle alte frequenze è evidente, perchè la difformità fra i due sistemi è del 100%, ma è certo che non ci si ferma qui.

Ovvio poi che le misure devono tener conto delle caratteristiche del nostro occhio (come per i diffusori, se ho una risposta non corretta a 50Khz non la sento, quindi chissenefrega?); i vari filtri di misura dei fonometri (banda A,B,C..ecc) fanno proprio questo.

Appunto, altro che chissenefrega, è un elemento che consideriamo quando misuriamo, una "correzione" che apportiamo nella valutazione di certe misure, cioè nelle misure stesse. Solo che la facciamo in modo così scontato da sambrare una operazione automatica, dovuta, ovvia. Lo stesso ragionamento va fatto ogni volta che la nostra misura differisce anche di poco da quella strumentale, solo che il discorso si complica enormemete.

In definitiva ritengo che la difficoltà maggiore sia realizzare un set di misure che caratterizzi efficaciemente uno schermo.

Ecco l'errore. Non lo schermo. Altrimenti, se questo fosse lo scopo, avresti ragione tu. Ma che descriva come noi cogliamo le differenze fra uno schermo e l'altro, in modo da poter stabilire quale è il migliore (questo è l'obiettivo), migliore rispetto ai nostri occhi, non alla macchina. O fra uno schermo e l'evento reale, o fra due pj sullo stesso schermo, ecc. Nei DLP l'arcobaleno c'è o no? Chi lo stabilisce? Solo il nostro occhio, o uno strumento che funziona esattamente uguale all'occhio. Ma se misuro tanto per misurare, anche in un DLP con una ruota velocissima risulterà sempre presente. O ancora, la macchina ci dirà che con quel DLP velocissimo ho meno problemi, quando invece magari risultano già entrambi perfetti a tutti gli individui. La macchina che misura questo (c'è???) dovrà pertanto comportarsi esattamente come il nostro occhio "medio". Medio perchè, tanto per complicare le cose, i nostri occhi non sono tutti uguali.

E' il discorso che facevo della stanza. Se voglio conoscere quanto è larga, perchè ci devo infilare dentro un armadio, è la stanza che mi interessa, quindi la devo misurare con il metro. Se invece il mio obiettivo è che stando a guardare dalla porta, "sembri" larga come la voglio, e non ci entrerò mai perchè è finta, fatta apposta per "illudere" (ottimo termine adoperato da Andrea) i miei sensi, allora conterà poco, anzi niente, quanto è larga in realtà, conta solo riuscire a misurare quanto la vedono larga i nostri occhi, e non è per niente facile.

La stanza fittizia è l' HiFi(audio e video), da misurare. (Forza e coraggio.)



Ciao.
 
Ultima modifica:
Originariamente inviato da renato999

CUT

Renato,

spiegami dove questo ragionamento fa acqua: uno schermo non deve far altro che riflettere la luce incidente, eventualmente amplificata se il guadagno e maggiore di 1.

Se misuro la luce che esso riceve e quella che esso riflette e el confronto non avrò già caratterizzato lo schermo?

Poi è chiaro che il nostro occhio è meno risoluto e si comporta in genere diversamente dagli strumenti di misura ed è necessario comprendere i suoi limiti dando importanza solamente a ciò a cui il nostro occhio è sensibile.

Questo però non vuol dire pilotare le misure in maniera tale che confutino le nostre sensazioni.

Se in una situazione controllata il mio (o nostro) occhio non vede un problema, e lo stumento lo indica la conclusione è: misura evidentemente sbagliata. Se l'occhio vede un problema, un peggioramento, che descrive con mille parole, e lo strumento indica tutto OK, la conclusione è: misura evidentemente sbagliata, cioè inopportuna, forviante.

Nel primo caso non siamo di fronte ad una misura SBAGLIATA, solo più risoluta del nostro occhio: è chiaro che si deve tener conto di questo, come lo si fa misurando i segnali sonori nelle varie bande.
Nel secondo caso potrebbe anche essere un aspetto che quella particolare misura non considera: deve quindi essere integrata con altre.

Se nei tuoi discorsi volevi dire che le misure devono essere controllate in maniera da considerare la sensibilità del nostro occhio non lo metto assolutamente in dubbio!
Se intendevi questo dimmelo che finiamo un discorso che risulta inutile.
Da ingegnere che ha a che fare tutti i giorni con le misure mi sembrava ovvia una cosa del genere: tutte le misurazioni hanno una precisione che è richiesta dallo scopo per cui queste sono fatte.

Forse non a tutti pare ovvio, sarà la deformazione professionale!
 
Michele, direi che cominciamo a capirci...

ed in effetti credo siamo arrivati al nocciolo del problema.
Credo di poter chiarire meglio il concetto che ho gia` espresso, e che penso sia stato correttamente inteso da Renato: la misura che intende Lino mi da` una idea circa la linearita` di risposta dello schermo.
Fin qua, tutto bene, ma quello che intendo, per chiarire bene, e`:"COME FACCIAMO PER DIRE CHE LA LINEARITA` DI RISPOSTA OTTICA DI UNO SCHERMO SIA DIRETTAMENTE PROPORZIONALE ALLA QUALITA` DI VISIONE?"
Intendo quindi salire un pochino piu` a monte, per non incorrere nel classico errore di misurare qualcosa non perche` sia effettivamente significativo, ma perche` e` l'unico paramentro che i miei strumenti sono in grado di rilevare!
Ho reso l'idea?
Im campo audio si e` misurata per anni, e si continua oggi, a valutare la THD, ma sappiamo, perche` lo abbiamo scoperto con l'esperienza, che essa non e` direttamente legata alla qualita` sonora di un prodotto, o meglio, vi concorre insieme ad altri fattori il cui legame non e` ancora perfettamente noto.
La misura cui fa riferimento Lino ci dice se uno schermo e` piu` lineare di un altro, ma NON SE FORNISCA UNA PRESTAZIONE MIGLIORE IN CAMPO HOME THEATER!

Ti faccio un'altro esempio, legato al concetto di risposta in frequenza di un diffusore: si ritiene che una risposta assolutamente flat sia necessariamente migliore di una che presenti avvallamenti e picchi.
Bene, l'affermazione, presa a se` stante, e` una colossale baggianata, perche` non tiene conto di due fattori: primo, il diagramma polare del diffusore, e secondo, il fatto che il nostro orecchio non e` un microfono calibrato, ma un oggetto "progettato" in modo da essere tutto fuorche` uno strumento lineare.
Nell'intorno dei 2 /3 Khz, infatti , la nostra sensibilita` a suoni diretti e riflessi varia, come rapporto, rispetto a quella di cui siamo dotati per frequenze superiori od inferiori: e` dovuto al fatto che le nostre orecchie sono biologicamente disegnate per renderci sensibili alle voci dei nostri consimili e alla loro pronta identificazione.
Un sistema audio che non tenga conto di questo fattore, piu` difficilmente di altri ci dara` una sensazione di "naturalezza", o realismo sonoro, nel momento in cui cerca di riprodurre delle voci umane.
Ho reso l'idea?
Nello specifico, ribadisco, campo dell'Home Theater, il nostro interesse e` quantificare oggettivamente la frase "questo si vede, o si sente, meglio di quello": se la nostra misura non tiene quindi conto di quella che e` la percezione umana (con tutte le sue peculiarita` e nonlinearita`), che e` il media con il quale l'informazione giunge al nostro sistema nervoso, la misura non sara` piu` di tanto significativa rispetto all'obiettivo prefisso.

Parlando di schermi, se non ci grattiamo un po` la pera per ragionare su come l'occhio umano si comporta nel suo modo di ricezione della luce, sia in senso di quantita` che di composizione spettrale, rischiamo, nuovamente, di fare delle misure NON SIGNIFICATIVE della qualita` di visione, ma solo delle differenze di comportamento tra uno schermo ed un altro!

Andrea Manuti ha svolto, e lo stiamo portando avanti, un interessantissimo studio sul rapporto di contrasto video. Il tutto e` nato da una osservazione, se vogliamo, banale: ma come mai macchine che sono capaci, in full white/full black, di rapporti di contrasto di 3000:1 si vedono obiettivamente peggio di altre che hanno magari un rapporto, in analoga misura, di solo 1000:1? Il problema non e` nel misurare il contrasto stesso, che deve essere per forza indicativo della potenziale qualita` di visione, ma forse nel modo in cui oggi viene misurato, e ci stiamo studiando sopra!

Spero di avere chiarito il concetto di base, e vorrei sapere cosa ne pensi!
Ciao,
Andrea
 
Re: Michele, direi che cominciamo a capirci...

Originariamente inviato da andrea aghemo


Spero di avere chiarito il concetto di base, e vorrei sapere cosa ne pensi!
Ciao,
Andrea

Ho capito come la pensi, ma non sono daccordo su un punto.
Mi rifaccio al tuo esempio, che magari è più semplice perchè più trattato sinora.

Per esempio un diffusore a mio parere DEVE essere il più lineare possibile.
Scusa la catena ideale sarebbe: registrazione perfettamente lineare (il suono registrato dall'evento reale sarebbe esattamente com'è in realtà), sorgente sonora (intendo tipo lettore CD) perfettametne lineare, pre e ampli perfettamente lineare, diffusore perfettamente lineare, ambiente con risposta perfettamente lineare.

La riproduzione sarebbe il più fedele possibile all'evento reale.

Il fatto che il nostro orecchio è più sensibile a certe frequenze (1.5Khz) non significa che un suono, per apparirici naturale, deve essere più energetico in questo intorno.
Non capisco perchè dici che un diffusore debba tener conto di come il nostro orecchio si comporta.
 
Michele, per certi versi stiamo dicendo la stessa cosa, e` l'approccio che e` diverso.
Se misuriamo la linearita` di un diffusore punto e basta, avremo un termine di paragone di un aspetto dei tanti caratterizzanti un prodotto, punto e basta.
La catena che dici tu mi consentirebbe di rendere l'evento sonoro originario indistinguibile da quello riprodotto se l'ascoltatore fosse un mero microfono, cosa che non e`; dico solo che noi possiamo generare delle misure volte ad evidenziare degli aspetti piuttosto che altri, e che occorre attenzione nel definire quali siano i prevalenti rispetto agli altri.
Parlo solo di un piccolo sforzo per creare delle misure che ci dicano effettivamente quanto un prodotto sia migliore di un altro in un'ottica di utilizzatore umano e non strumentale.
Adesso devo scappare, riprendero` il post prossimamente per proseguire il concetto.
Ciao
 
Re: Michele, direi che cominciamo a capirci...

Originariamente inviato da andrea aghemo
La misura cui fa riferimento Lino ci dice se uno schermo e` piu` lineare di un altro, ma NON SE FORNISCA UNA PRESTAZIONE MIGLIORE IN CAMPO HOME THEATER!

Io penso che la linearita' sia comunque un valore
importante e sicuramente oggettivante.

Una curiosita', sapete quali criteri di misura
adottano i costruttori di teli?

... confermo, scrivete troppo!
 
Originariamente inviato da Michele Spinolo
Renato,
spiegami dove questo ragionamento fa acqua: uno schermo non deve far altro che riflettere la luce incidente, eventualmente amplificata se il guadagno e maggiore di 1.

Se misuro la luce che esso riceve e quella che esso riflette e el confronto non avrò già caratterizzato lo schermo?

Allora, come ti sto già dicendo, se misuri la luce che lo schermo riceve e quella che riflette avrai dei valori che indicheranno che lo schermo non è perfetto, se la misura è sufficientemente precisa. Questo perchè la perfezione non esiste. Ci saranno di fatto piccole o grandi imprecisioni in ogni parte dello spettro, (e non so se stiamo poi considerando tutto). Penso che fin qui converrai.

A questo punto te le faccio io alcune domande: Come fai a stabilire quanto contano (ai nostri occhi!!!) tutte queste piccole/grandi/medie differenze misurate fra la luce emessa e quella ricevuta? Contano più quelle rilevate sullo schermo X, o quelle dello schermo Y, necessariamente diverse in ogni dove da quelle relative allo schermo X? Quali sono le peggiori? Mica vorrai fare una media matematica delle differenze fra luce incidente e luce riflessa rilevate in ogni parte dello spettro, o tirare fuori una equazione integrale?

Se lasci questi numeri così come sono, non dicono niente che ci interessi. Sono misure sbagliate in questo senso, misurano ALTRE cose, non ciò che volevamo.





Ciao
 
Ultima modifica:
Originariamente inviato da andrea aghemo
Michele, per certi versi stiamo dicendo la stessa cosa, e` l'approccio che e` diverso.
Se misuriamo la linearita` di un diffusore punto e basta, avremo un termine di paragone di un aspetto dei tanti caratterizzanti un prodotto, punto e basta.
La catena che dici tu mi consentirebbe di rendere l'evento sonoro originario indistinguibile da quello riprodotto se l'ascoltatore fosse un mero microfono, cosa che non e`;

Andrea,

su un punto solo non stiamo dicendo la stessa cosa: ipotizzando la catena da me descritta noi sentiremmo esattamente quello che sentiremmo se l'evento sonoro fosse reale, senza alcun bisogno che il nostro orecchio si comporti come un micorfono!
Se il segnale sono emesso dai diffusori è ESATTAMENTE uguale a quello originale che problemi ci sarebbero?!?!?!
Ci penserà poi il nostro orecchio ad applicare un filtro tale da smorzare le frequenze più alte e quelle più basse.

Daccordo poi che la linearità non caratterizza completamente un diffusore, ma se l'intera catena si comportasse come un sistema identità rispetto all'evento reale non vedo che problemi ci debbano essere!

Se come dici te un diffusore avesse una curva di risposta come quella di sensibilità del nostro orecchio sentiremmo, per esempio, le frequenze alte smorzate una volta di troppo: dal diffusore e poi dal nostro orecchio!
 
Originariamente inviato da renato999
Allora, come ti sto già dicendo, se misuri la luce che lo schermo riceve e quella che riflette avrai dei valori che indicheranno che lo schermo non è perfetto, se la misura è sufficientemente precisa. Questo perchè la perfezione non esiste. Ci saranno di fatto piccole o grandi imprecisioni in ogni parte dello spettro, (e non so se stiamo poi considerando tutto). Penso che fin qui converrai.

A questo punto te le faccio io alcune domande: Come fai a stabilire quanto contano (ai nostri occhi!!!) tutte queste piccole/grandi/medie differenze misurate fra la luce emessa e quella ricevuta? Contano più quelle rilevate sullo schermo X, o quelle dello schermo Y, necessariamente diverse in ogni dove da quelle relative allo schermo X? Quali sono le peggiori? Mica vorrai fare una media matematica per i valori rilevati in ogni parte dello spettro, o tirare fuori una equazione integrale?

Se lasci questi numeri così come sono, non dicono niente che ci interessi. Sono misure sbagliate in questo senso, misurano ALTRE cose, non ciò che volevamo.

Renato daccordissimo, e l'ho già scritto, che il compito più difficile e fondamentale è comprendere le limitazioni dell'occhio.
Se è questo a cui ti riferivi con la frase che ho quotato + sopra su cui dicevo di non essere affatto daccordo ok, ho frainteso.

Un metodo per quantificare la sensibilità dell'occhio è fare test incrociati su un campione abb numeroso, nelle condizioni in cui l'occhio riesce ad esprimersi al meglio (es per la risoluzione distinguere fra un punto nero e uno bianco) in modo tale che se misurando uno schermo, per esempio, questo rientra in tutte le sensibilità (risoluzione, contrasto, ecc...) dell'occhio può ritenersi "perfetto al nostro occhio".
è solo un'idea però!

Mediare delle misure è una sciocchezza ovviamente! Pensa solo alla cromia zonale: cosa salterebbe fuori?;)
 
Infatti ho editato prima che rispondessi di mediare la differenza rilevata fra la luce riflessa e quella incidente, ma il discorso è che sarebbe una sciocchezza lo stesso. Non sappiamo di preciso come il nostro occhio giudica il cocktail di errori di riproduzione che gli si presentano.

Quando parli di comprendere le misure dell'occhio, non stai parlando di una cosa separata dalla misura che stiamo considerando, stai parlando della misura stessa, e della sua attendibilità, espressione più galante per non dire correttezza.

Finchè non abbiamo compreso le limitazioni dell'occhio, o meglio, le modalità, le peculiarità con le quali fa le sue valutazioni, non potremmo avere misure corrette. Corrette per il fine che ci siamo prefissati, cioè conoscere la qualità di un componente di riproduzione video (stesso vale per l'audio).

A mio parere siamo alla preistoria, in quanto abbiamo misure che ogni volta ci dicono solo qualcosa e non tutto, e con una attendibilità parziale. In pratica ci danno informazioni in più, ma con una attendibilità della notizia, parziale e sconosciuta. Non abbiamo quindi nessuna informazione vera, ma solo "indizi". L'indizio è una informazione della quale non conosciamo l'attendibilità.

Gli indizi non servono per valutare, servono per fare ricerca e tentativi. Non a caso sono utili ai progettisti, e ritorno al mio primo post in questo thread.



Ciao
 
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