• Sabato 14 febbraio da Audio Quality partirà un roadshow che porterà il nuovo proiettore DLP 4K trilaser Valerion VisionMaster Max in giro per l'Italia e che toccherà Roma, Genova, Milano, Napoli, Padova e Udinee forse anche Bari e Torino. Maggiori info a questo indirizzo

Misure sugli schermi?

Michele Spinolo

New member
Si fa un gran parlare della loro importanza, che mi guardo bene dal mettere in dubbio, ma nessuna rivista li tratta direttamente facendo prove comparative.

Io ho un modesto Videopool, che non mi sognerei mai di paragonare ad uno Stewart, ma quello che mi chiedevo è: perchè lo stewart è meglio?
Intendo fisicamente cosa fa essere meglio lo Stewart del mio Videopool?

Se sono così importanti gli schermi, perchè le riviste non li hanno mai presi in esame e misurati?
Basterebbe usare uno spettrofotometro e un colorimetro per vedere la differenza che sussiste fra la luce incidente e quella riflessa.
Sarebbe già un'indicazione e si potrebbe vedere se lo schermo è lineare nella risposta sulla scala dei grigi o introduce alcune dominanti colore.

Vuoi che il Magister non ci abbia pensato?!?!:confused:
 
Effettivamente un pò di chiarezza ci vorrebbe in merito. Anche se marginale come investimento rispetto a quello del proiettore il telo è importante. Una scelta errata può "compromettere" la qualità di visione e vanificare un investimento fatto per avere un proiettore di qualità migliore.
Perchè poi nessuno parla dei vantaggi ottenibili con teli grigi tipo GrayHawk e FireHawK (sempre della Stewart)?

http://www.stewartfilm.com/home_cinema_screens/home_theater_3.html

E se realmente offrono migliori prestazioni perchè da noi non si trovano surrogati + economici? Qualcuno li ha mai provati o visti?
 
Sarebbe veramente bello se il Manuti ci facesse da testa di ponte con DVHT per far realizzare questa bella provona!!! :D
 
Originariamente inviato da Michele Spinolo
Io ho un modesto Videopool, che non mi sognerei mai di paragonare ad uno Stewart, ma quello che mi chiedevo è: perchè lo stewart è meglio?
Intendo fisicamente cosa fa essere meglio lo Stewart del mio Videopool?

E' evidente che ho una qualche allergia atavica alle misure, questo però solo se le si adopera per valutare la qualità di un componente, se invece si usano per "capire", come hai scritto in questa frase, invece sono d'accordissimo. Ma poi nel tuo discorso, e in generale, non ci si ferma qui.

Ora io mi domando. Gli schermi Stewart sono riconusciuti i migliori o fra i migliori. Che succede se con le misure non risultasse cio? Se lo schermo Pinco Pallino, stimato da tutti in modo più modesto, fornisse misure migliori? Dobbiamo "convincerci" (altro che autosuggestione di chi non misura) che va meglio? Sarà vero il contrario, cioè che dovremmo provare a misurare in tutti i modi finchè non troveremo il metodo con il quale lo Stewart dà misure migliori. Questo quindi deve essere il punto di partenza, non di arrivo. Quando avremmo trovato le misure che evidenziano (senza eccezzioni) gli schermi che soggettivamente vanno meglio, avremmo capito qualcosa di più sugli schermi.

Comunque la ritengo anch'io una giusta osservazione, si dovrebbe parlare di più degli schermi.



Ciao
 
Ultima modifica:
sottoscrivo

insistiamo per le misurazioni!!
P.s. Nessuno ha mai fatto un confronto diretto fra uno Stewart ed un'altro?
ciao
Enzo
 
posto a nome di HTProjectors, e quindi anche di Manuti:

In primis, ragazzi, se non e` ancora chiaro, Andrea ha lasciato DVHT per fondare, insieme al sottoscritto ed alcuni altri, una web magazine centrata sulla videoproiezione; non chiedetegli di fare da "testa di ponte" verso DVHT, non fa piu` parte del loro staff....

Per quanto riguarda le misure degli schermi, sfondate una porta aperta: stiamo valutando di sviluppare delle metodologie di prova, che, come giustamente sostiene Renato, siano significative della realta` visuale: se una certa superficie si vede meglio, occorre riuscire a misurare la grandezza che giustifica cio` che vediamo con i nostri occhi.
Non si puo` pero` pensare che il tutto sia semplice come sostiene Michele, che basti acchiappare due strumenti e voila`, il gioco e` fatto...E` un campo decisamente vergine, dove c'e` parecchio da scoprire. La semplice ( si fa per dire!) misura del rapporto di contrasto cosi` come e` stata effettuata sino ad oggi e` secondo noi poco significativa di cio` che effettivamente vediamo, e stiamo cercando di istruire una nuova metodologia, ma non pensiate che sia una cosa che si realizza in un battito di ciglia o con strumenti da quattro soldi!
Per tornare a Renato, pero`, una precisazione: la misura deve essere oggettiva della realta` visiva o auditiva, purche` questa sia veramente tale: per spiegarmi meglio, il fatto che un prodotto sia ritenuto migliore a furor di popolo, puo` anche essere frutto di sensazioni falsate come di una grande capacita` propagandistica, ed occorre prima verificare questo fatto, per non perdere tempo a cercare qualcosa che non esiste.
Ci stiamo organizzando per capire prima quali effettive differenze visive siano percepibili ( quanti di noi hanno avuto occasione di vedere due proiettori identici lavorare fianco a fianco su uno Stewart e su un Dalite, per esempio?): il nostro occhio e` troppo fallace per potersi fidare del fatto che, in occasioni e tempi diversi, ci e` sembrato di vedere meglio la sol. A piuttosto che quella B.
Avete pero` pensato a cosa significhi fare prove del genere, od i costi relativi? Ci vuole un ambiente di dimensioni opportune, schermi per svariate migliaia di euro, per non parlare dei proiettori e delle sorgenti, e del tempo per cui un tale setup debba restare in piedi per consentire delle valutazioni approfondite...
Addirittura nel caso di confronto diretto occorrera` essere cauti e metodici, perche` a volte, di primo acchito, ci piace di piu` qualcosa che non e` necessariamente migliore di un'altra.
Quindi, calma e gesso: ci si sta lavorando, e abbiate pazienza se anche Andrea Manuti non e` piu` attivo sul forum come una volta, proprio perche` stiamo utilizzando il tempo a disposizione (che non e` di entita` infinita!) per mettere a punto queste ed altre cose.
Un saluto a tutti,
Andrea
 
ok grazie

intanto per il tempo perso a scriverci, attendiamo con fiducia, nel frattempo un grosso in bocca al lupo per i V/s progetti.
Enzo
 
Re: posto a nome di HTProjectors, e quindi anche di Manuti:

Originariamente inviato da andrea aghemo

Non si puo` pero` pensare che il tutto sia semplice come sostiene Michele, che basti acchiappare due strumenti e voila`, il gioco e` fatto...E` un campo decisamente vergine, dove c'e` parecchio da scoprire.

Andrea, mai detto che la cosa sarebbe semplice da autenticare come prova significativa.
Volevo solo dire che alcuni semplici esperimenti di misura si devono fare.

Riallacciandomi al discorso che riprendi da Renato sono daccordo al 100% con te: non si devono assolutamente pilotare le misure in modo da "oggettivare" (sbagliatissimo in questo ambito) una sensazione soggettiva.

Renato, se per esempio lo Stewart risultasse all'occhio più gradevole perchè, per esempio, aggiungesse alla luce incidente una dominante rossa sarebbe migliore di un altro schermo che non lo fa?

In linea teorica uno schermo dovrebbe riflettere esattamente la composizione colore della luce incidente, poi se questa manca di rosso e lo aggiunge lo schermo e di conseguenza l'immagine risulta più gradevole mica è migliore!
Anzi avremmo sia la sorgente luminosa che lo schermo non ottimali! Il fatto che si compensino è un discorso diverso! (come usare teli virati al grigio per proiettori digitali...).

Inoltre se le misure non dovessero far altro che "certificare" sensazioni soggettive che senso avrebbero?
 
Certo Andrea, anche valutare con i nostri sensi non è facile, e ci vogliono metodologie controllate. Poi, a complicare ulteriormente la cosa, ogni individuo ha una sensibilità diversa che può far preferire una cosa piuttosto che un'altra (da qui il termine soggettivo).

Quindi è sì difficile stabilire valutazioni "scientifiche" basate su ciò che vediamo (o sentiamo), sfruttando appunto i nostri sensi, ma ancor più difficile sarà trovare misure, che si possano sostituire ad essi, le quali per essere valide in assoluto (cioè che possano stabilire qual'è il miglior componente) dovranno comunque essere confrontati con queste valutazioni "soggettive", fornendo stessi risultati, o comunque risultati non incompatibili.

Per quella che è la mia impressione, per adesso ci possiamo accontentare di misure che ci danno solo indicazioni parziali e circostanziate su certi aspetti. Insomma, indicazioni parecchio "limitate".

Ma non c'è neppure da lamentarsi troppo di questo. In altri tipi di valutazione basate sempre sui nostri sensi, le misure ci daranno ancor meno indicazioni. Come ad esempio sulla scelta dei migliori vini, o dei migliori ristoranti, o delle donne più belle. Immagino che autentica sorpresa potrebbe essere la prossima Miss Italia se venisse scelta limitandosi a consultare tabulati che riportano solo le misure, magari per l'occasione, non più espresse in cm e Kg, ma con precisione infinitesimale... :p :rolleyes:



Ciao
 
Originariamente inviato da renato999
Certo Andrea, anche valutare con i nostri sensi non è facile, e ci vogliono metodologie controllate. Poi, a complicare ulteriormente la cosa, ogni individuo ha una sensibilità diversa che può far preferire una cosa piuttosto che un'altra (da qui il termine soggettivo).

Quindi è sì difficile stabilire valutazioni "scientifiche" basate su ciò che vediamo (o sentiamo), sfruttando appunto i nostri sensi, ma ancor più difficile sarà trovare misure, che si possano sostituire ad essi, le quali per essere valide in assoluto (cioè che possano stabilire qual'è il miglior componente) dovranno comunque essere confrontati con queste valutazioni "soggettive", fornendo stessi risultati, o comunque risultati non incompatibili.

Per quella che è la mia impressione, per adesso ci possiamo accontentare di misure che ci danno solo indicazioni parziali e circostanziate su certi aspetti. Insomma, indicazioni parecchio "limitate".

Ma non c'è neppure da lamentarsi troppo di questo. In altri tipi di valutazione basate sempre sui nostri sensi, le misure ci daranno ancor meno indicazioni. Come ad esempio sulla scelta dei migliori vini, o dei migliori ristoranti, o delle donne più belle. Immagino che autentica sorpresa potrebbe essere la prossima Miss Italia se venisse scelta limitandosi a consultare tabulati che riportano solo le misure, magari per l'occasione, non più espresse in cm e Kg, ma con precisione infinitesimale... :p :rolleyes:



Ciao

Renato,

ovvio che ci sono cose che non possono essere misurate.
Però la luce emessa da un corpo, per esempio, può perfettamente essere misurata in ogni sua componente cromatica.

Ora se una mela emette uno spettro X, converrai che qualsiasi oggetto che emette tale spettro X apparirà al nostro occhio esattamente uguale a questa mela.

Quindi un sistema di riproduzione video perfetto, se riproduce tale mela, dovrebbe riprodurre questo spettro X.

Poi se invece di X, riproduce Y e a te piace di più Y perchè ti fa sembrar la mela più buona e succosa fai benissimo a compiacerti del tuo spettro Y, anche se questo non riproduce correttamente la realtà.

Un po' come gli effetti DSP nell'ascolto di sorgenti stereofoniche: non sono assolutamente corrette rispetto al messaggio originale, ma se ti piacciono di più perchè non devi usarle?;)
 
E si Michele .........

Si ritorna sempre li: che cosa significa il concetto di alta fedelta' ?

Non importa se trattasi di riprodurre audio o video.

Saluti
Marco
 
Originariamente inviato da Microfast
E si Michele .........

Si ritorna sempre li: che cosa significa il concetto di alta fedelta' ?

Non importa se trattasi di riprodurre audio o video.

Saluti
Marco

Infatti si ritorna sempre lì: io e te abbiamo una visione diversa da quella di Renato (ho detto diversa eh! mica migliore!;) ) e penso che mai nessuna delle due "fazioni" cederà all'altra!:p

Io ritengo che ognuno debba seguire la strada che più lo soddisfa: in fondo i proprio soldi devono essere sempre spesi nel modo che si ritiene migliore e che da maggior felicità!
 
Certo condivido in toto quello che dici.

Pero' a volte ( come nel mio caso ) c'era poco da scegliere .......

O armarsi di piccone ( non sempre possibile ) e spendere cifre non propio indifferenti ( qualche decina di migliaia di euro ) o adattarsi ad una resa cosi' scadente che mi stava allontanado lentamente ma inesorabilmente da questo hobby.

Meno male che la tecnologia e' venuta in mio aiuto.

Saluti
Marco
 
Marco, Michele, mi permetto di dissentire,

e cerchero` di spiegarmi meglio.
Perche` misuriamo gli apparecchi audio video? Per dare una risposta attendibile, ripetibile e soprattutto comparabile circa la fedelta` dell'apparecchio. La misura e` una grandezza fisica di qualsivoglia natura, non interpretabile e di stesso valore per chiunque: 10 Ampere sono tali in Italia come in Svezia, per un elettricista come per un falegname, mentre una definizione di" corrente di grande intensita'" puo` significare qualsiasi cosa.
Questa e` una delle ragioni per cui non condivido l'atteggiamento di chi rifiuta le misure ed elegge il proprio occhio od orecchio ad unico ed incorruttibile strumento di valutazione, poiche` danno risultati soggettivi che non consentono di scambiare informazioni attendibili ed impediscono la ricerca costruttiva.
La misura, pero`, e` finalizzata a quantificare quanto bene un trasduttore od un proiettore riescano a riprodurre un qualcosa che maggiormente si avvicina alla riproduzione dell'evento reale, o illusione sensoriale dello stesso.
Non misuriamo la risposta in frequenza o la coerenza di fase di un trasduttore in quanto sicuramente ed indiscutibilmente indice di una migliore performance, ma perche` le nostre conoscenze attuali ci hanno portato a pensare che tali rilievi siano ragionevolmente significativi dell'attitudine di "fedelta'" di un prodotto.
Personalmente, ad esempio, ritengo che la risposta in frequenza sia un parametro importante ma non fondamentale, e che dia una indicazione che deve essere sommata ad altre, prima di un giudizio: fine a se stessa, e` una misura che non consente di stabilire nessuna classifica di merito, se non limitatamente a quella specifica grandezza sotto esame.
Intendo dire che un sistema di diffusori dalla risposta in frequenza totalmente flat non suona necessariamente meglio (o, in altre parole, non costruisce una illusione di evento reale) di un assieme caratterizzato da una risposta piu` accidentata.
LE MISURE DEVONO ASSOLUTAMENTE RISPECCHIARE L'ESPERIENZA SENSORIALE, perlomeno nel nostro campo specifico, altrimenti sono assolutamente inutili ai fini della valutazione qualitativa complessiva dell'insieme sotto esame.
Che un amplificatore disponga di 1000 o di 100 watt mi interessa come espressione qualitativa se faccio il radioamatore o ci devo alimentare un motore elettrico, ma non necessariamente mi dice che suonera` bene o male se accoppiato ad un diffusore. E` vero che una maggiore disponibilita` di potenza e` probabilmente preferibile ad una carenza della stessa, ma non e` una grandezza che mi dica piu` di tanto, se non viene unita ad altre.
Peraltro, il campo e` ancora foriero di scoperte (vedasi gli studi sulla controreazione, e chissa` cos'altro ci aspetta), e la situazione di oggi e` certamente perfettibile, ma solo con un approccio razionale: la misura deve rispecchiare quello che e` percepito da un insieme di individui come "migliore" o "maggiormente realistico", altrimenti non serve a nulla.
Il fatto che, ad oggi, non siamo ancora giunti a questa capacita`, e` lo stimolo che ci consentira` di migliorare la prestazione dei prodotti stessi, attraverso la ricerca dei legami tra le grandezze misurabili e la nostra percezione complessiva.
In teoria, dovremmo poter misurare il" coefficiente di realismo" di un proiettore o di un diffusore, ma non ne siamo capaci, e quindi prendiamo delle scorciatoie misurando altri parametri la cui sommatoria possa portarci a cercare di costruire una valutazione attendibile.
Questo e` uno dei motivi per cui noi di HTPprojectors ci stiamo dotando di una metodologia di unione delle varie misure in modo da esprimere un giudizio qualitativo che passa attraverso la percezione umana delle cose: sembra astruso (ed in effetti lo e`!), ma e` il primo tentativo, a mia modesta conoscenza, di fare un passo avanti.
Non sto ad anticiparvi troppo, presto sul sito sara` piu` comprensibile di cosa stia parlando.
E` un sistema teorico vivo, che probabilmente vedra` delle modificazioni lungo il cammino, lungi dall'essere definitivo; d'altronde i fisici ricercano da oltre mezzo secolo la teoria unificata e sono ancora li` a grattarsi la pera, per cui non possiamo certo avere la presunzione di salire in cattedra urlando "Eureka!"!
Siamo pero`convinti che sia la direzione giusta e quindi proseguiremo su questa strada, che sicuramente si presenta piena di sassi e di buche: chi ci amera`, forse, ci seguira`....
Ciao a tutti!
 
Andrea,

Intendevo dire che Michele aveva ragione circa le nostre idee sul considerare le misure a differenza di altri che propio le rifiutano ma ne io e ne lui ( penso ) ne siamo contrari anzi ....

Sicuramente quella che tu indichi e' la strada giusta da seguire.

E' vero che e' propio difficile se non impossibile stabilire solo dalle misurazioni come suonera' per esempio un diffusore.

Pero' e' altrettanto vero che ottimi risultati in parecchi tipi di misurazione ben assortiti per coprire il piu' possibile i vari parametri di un trasduttore puo' da gia' dare una buona indicazione di quanto valido sia alla base il progetto.

Per esempio la prova su Audio Review delle B&W 800 mostrava chiaramente valori da primato in tutti i settori, ottenuti tra l'altro con una progettazione esteriormente semplice ( un semplice tre vie con un crossover eccellente nella componentistica ma semplice circuitalmente ) e pulita ma ottenuta in realta' con l'utilizzo di trasduttori e cabinet molto sofisticati e progettati ad hoc per integrarsi alla perfezione.

Era facile prevedere e cosi' puntualmente e' stato che sarebbe stato un sistema validissimo anche all'ascolto.

Certo ogni parametro preso da solo vuol dire poco o niente ed in particolar modo la risposta in frequenza, che a parte in basso dove o il trasduttore ci arriva o non c'e' niente da fare o dove si puo' apprezzare se i trasduttori siano stati ben accoppiati, si ha poi a che fare con l'ambiente che come abbiamo visto puo' falsare completamente questo parametro e quindi emerge quanto l'equalizzazione attiva o quanto meno la cura ( ma fatta seriamente e senza risparmio ) dell'acustica ambientale siano indispensabili e quindi la risposta in freq. diventa a mio avviso un parametro da considerare completamente solo ad installazione avvenuta.
A questo punto pero' diventa importante perche' solo cosi' si riprodurra' fedelmente quello che e' stato registrato ( sperando non sia viziato da equalizzazioni assurde come purtroppo spesso accade ).

Conta sicuramente di piu' ( perche' parametri su cui poi non si potra' certo porre rimedio ) la velocita' dei trasduttori, la copertura di emissione,i bassi valori di distorsione, MIL e MOL, impedenza non troppo problematica, il rispetto della fase tra i vari trasduttori ( anche se questo oggi si puo' correggere digitalmente )etc etc ......

Sono sicuro che e' molto facile che suoni bene un diffusore che ben risponde a tutte queste misurazioni che non uno che esibisca scarsi risultati.

Tornando alla risposta in frequenza, in una sessione di ascolto questa pur non essendo determinante quale metro qualitativo puo' essere propio uno dei parametri ( perche' alterato dall'ambiente ) che piu' puo' ingannare una sessione di ascolto/confronto tra vari diffusori propio perche' molto evidente.

Insomma la risposta in frequenza va valutata in un certo modo e presa da sola dice molto poco .

Saluti
Marco
 
Ultima modifica:
Originariamente inviato da Michele Spinolo
Riallacciandomi al discorso che riprendi da Renato sono daccordo al 100% con te: non si devono assolutamente pilotare le misure in modo da "oggettivare" (sbagliatissimo in questo ambito) una sensazione soggettiva.

Mi sembra che hai inteso male. Anche Andrea è d'accordo che si devono trovare metodi di misura che spieghino perchè un componente va meglio di un altro, e che diano risultati non contrastanti.

Inoltre se le misure non dovessero far altro che "certificare" sensazioni soggettive che senso avrebbero?

Servirebbero a poter disporre di "muneri" che rivelino in modo quantificabile le nostre sensazioni, fra l'altro non più quelle dell'individuo X (soggettive), ma quelle "medie" rappresentative della nostra popolazione. Questo non sarebbe di poco valore, ma sarebbe aver raggiunto il massimo.

In questo caso potremmo parlare di misure "oggettive", in quanto perfettamente confrontabili fra loro, totalmente svincolate dalla "soggettività" del singolo individuo. In pratica siamo anche noi degli strumenti di misura, anzi noi siamo in questo caso lo strumento di misura di riferimento, rispetto al quale ogni altro strumento andrà tarato, però siamo purtroppo "soggettivi" poichè siamo un po' tutti diversi l'uno dall'altro, e inapaci di fornire un valore numerico ben definito. Se a "noi" riuscissimo a sostituire un metodo di misura, che si comporti esattamamente allo stesso nostro modo, e che fornisca valori "medi" rappresentativi delle nostre differenze, avremmo ottenuto tutto.

In linea teorica uno schermo dovrebbe riflettere esattamente la composizione colore della luce incidente

Si, ma in pratica non avremmo mai il caso ideale, e ci saranno delle differenze. Come misurarle? La risposta è: Come le valuta il nostro occhio queste differenze? Noi dobbiamo misurare esattamente con le stesse priorità del nostro occhio, altrimenti avremmo -come si dice- due pesi e due misure. Se l'occhio (o l'orecchio, per l'audio) dice che questo è meglio, lo deve dire anche la misura, che altrimenti sta dando troppo peso a cose che i nostri sensi trascurano o viceversa.

Ora se una mela emette uno spettro X, converrai che qualsiasi oggetto che emette tale spettro X apparirà al nostro occhio esattamente uguale a questa mela.

Questo è vero se riusciamo a riprodurre esattamente X, ma siccome stiamo invece valutando quanto differisce Y da X, "LA" misura nel far ciò, è quella fornitaci dai nostri sensi, che dovremmo cercare di ripetere con gli strumenti, ma allo stesso modo. E se ci saranno valutazioni discordanti di questa differenza fra X e Y, sarà il nostro strumento artificiale che non si comporta allo stesso modo dei nostri sensi e non viceversa.

Poi se invece di X, riproduce Y e a te piace di più Y perchè ti fa sembrar la mela più buona e succosa fai benissimo a compiacerti del tuo spettro Y, anche se questo non riproduce correttamente la realtà.

Il problema è che Y diverso da X ce lo abbiamo sempre, si tratta di stabilire quanto è diverso Y da X. Se a noi Y ci sembra rassomigli abbastanza a X, questo dovrà necessariamente essere confermato dalla misura, e quantificato con dei numeri anzichè parole che raccontano impressioni.

ovvio che ci sono cose che non possono essere misurate
Purtroppo ci sono molte cose anche nell'audio e nel video che non riusciamo a misurare (o nel modo giusto). Se tralasciamo qualcosa, come facciamo poi a dare un giudizio finale? E' l'esempio di miss Italia: valutando e scegliendo dalle misure, scarteremmo necessariamente ragazze bellissime per un'altra che magari neppure sa di partecipare (più bella?) solo perchè avrà misure (che descrivono però ben poco) più vicine alla perfezione di qualche frazione di millimetro! Di casi simili nell'audio ne abbiamo a tonellate.

...

Ho avuto la sensazione di apparire come un po' come un "purista". Sembrerà strano ma non è così (ed emergerà quando si parlerà di altro). Anch'io cerco semplicemente quello che mi piace di più. In certi casi, ciò che mi sembra si avvicini nel modo migliore all'evento che si vuole riprodurre trovo che lo si ottenga meglio senza ulteriori elaborazioni, in altri casi no. Senza andare per partito preso, ma fidandomi dei miei sensi, e di quelli dei miei simili (cioè gli esseri umani, e non delle macchine, almeno fino a quando i due metodi di misura non andranno sempre d'accordo) ;) .


Ciao.
 
Ultima modifica:
Renato,

Non hai tutti i torti, non e' possibile dare un giudizio definitivo e che sicuramente soddisfi pienamente i nostri gusti solo leggendo una recensione.

Pero' io trovo molto piu' utile un articolo dove oltre alle foto e alle solite descrizioni ed impressioni piu' o meno valide del recensore ci siano i dati delle misurazioni.

Fondamentale che le misurazioni siano il piu' complete e sofisticate possibili, eseguite con strumentazione valida e da tecnici che sanno quello che fanno, compilando infine una relazione che commenti i dati in modo serio e tecnicamente appropiato.

Un articolo con queste caratteristiche per me puo' servire a prepararmi come si deve all'ascolto ed al confronto con altri prodotti.

Al contrario un articolo incompleto puo' essere da una parte interessante da leggere ma anche confondere le idee.

Inutile negare che solo l'ascolto di un apparecchio in un negozio per vari motivi non e' attendibile al 100% e che spesso ripetendolo puo' anche riservare delle sorprese.


Saluti
Marco
 
Non mi ero accorto del post successivo di Andrea, dove mi pare dica più o meno quello che ho appena scritto. Solo che lui si trova direttamente coinvolto a "combattere" con queste misure, una battaglia a mio avviso durissima, dove secondo me, come ho già detto, si potranno raggiungere solo modesti risultati parziali. Del resto, ottenere un indice di qualità assoluta sarebbe un risultato ENORME, quindi anche risultati parziali e con certe limitazioni, potranno essere utili, oltre che avvicinare sempre più all'obiettivo indicato da Andrea.

Io intanto resto a guardare, in tutti i sensi, e ad ascoltare. E continuo a chiedere agli altri cosa hanno visto e ascoltato.

Certo, se un giorno avremmo misure che mi diranno con numeri quanto è trasparente il suono, quanto è lucido, quanto è rispettato il contenuto armonico, quanto è materico, quanto è chiaroscurato, ecc (non faccio esempi sugli schermi perchè propio non li conosco) allora non vorrei più sentire tanti discorsi, fuori subito le misure!!!




Ciao
 
Top