Originariamente inviato da Michele Spinolo
Riallacciandomi al discorso che riprendi da Renato sono daccordo al 100% con te: non si devono assolutamente pilotare le misure in modo da "oggettivare" (sbagliatissimo in questo ambito) una sensazione soggettiva.
Mi sembra che hai inteso male. Anche Andrea è d'accordo che si devono trovare metodi di misura che spieghino perchè un componente va meglio di un altro, e che diano risultati non contrastanti.
Inoltre se le misure non dovessero far altro che "certificare" sensazioni soggettive che senso avrebbero?
Servirebbero a poter disporre di "muneri" che rivelino in modo quantificabile le nostre sensazioni, fra l'altro non più quelle dell'individuo X (soggettive), ma quelle "medie" rappresentative della nostra popolazione. Questo non sarebbe di poco valore, ma sarebbe aver raggiunto il massimo.
In questo caso potremmo parlare di misure "oggettive", in quanto perfettamente confrontabili fra loro, totalmente svincolate dalla "soggettività" del singolo individuo. In pratica siamo anche noi degli strumenti di misura, anzi noi siamo in questo caso lo strumento di misura di riferimento, rispetto al quale ogni altro strumento andrà tarato, però siamo purtroppo "soggettivi" poichè siamo un po' tutti diversi l'uno dall'altro, e inapaci di fornire un valore numerico ben definito. Se a "noi" riuscissimo a sostituire un metodo di misura, che si comporti
esattamamente allo stesso nostro modo, e che fornisca valori "medi" rappresentativi delle nostre differenze, avremmo ottenuto tutto.
In linea teorica uno schermo dovrebbe riflettere esattamente la composizione colore della luce incidente
Si, ma in pratica non avremmo mai il caso ideale, e ci saranno delle differenze. Come misurarle? La risposta è: Come le valuta il nostro occhio queste differenze? Noi dobbiamo misurare esattamente con le stesse priorità del nostro occhio, altrimenti avremmo -come si dice- due pesi e due misure. Se l'occhio (o l'orecchio, per l'audio) dice che questo è meglio, lo deve dire anche la misura, che altrimenti sta dando troppo peso a cose che i nostri sensi trascurano o viceversa.
Ora se una mela emette uno spettro X, converrai che qualsiasi oggetto che emette tale spettro X apparirà al nostro occhio esattamente uguale a questa mela.
Questo è vero se riusciamo a riprodurre esattamente X, ma siccome stiamo invece valutando quanto differisce Y da X, "LA" misura nel far ciò, è quella fornitaci dai nostri sensi, che dovremmo cercare di ripetere con gli strumenti, ma allo stesso modo. E se ci saranno valutazioni discordanti di questa differenza fra X e Y, sarà il nostro strumento artificiale che non si comporta allo stesso modo dei nostri sensi e non viceversa.
Poi se invece di X, riproduce Y e a te piace di più Y perchè ti fa sembrar la mela più buona e succosa fai benissimo a compiacerti del tuo spettro Y, anche se questo non riproduce correttamente la realtà.
Il problema è che Y diverso da X ce lo abbiamo sempre, si tratta di stabilire
quanto è diverso Y da X. Se a noi Y ci sembra rassomigli abbastanza a X, questo dovrà necessariamente essere confermato dalla misura, e
quantificato con dei numeri anzichè parole che raccontano impressioni.
ovvio che ci sono cose che non possono essere misurate
Purtroppo ci sono molte cose anche nell'audio e nel video che non riusciamo a misurare (o nel modo giusto). Se tralasciamo qualcosa, come facciamo poi a dare un giudizio finale? E' l'esempio di miss Italia: valutando e scegliendo dalle misure, scarteremmo necessariamente ragazze bellissime per un'altra che magari neppure sa di partecipare (più bella?) solo perchè avrà misure (che descrivono però ben poco) più vicine alla perfezione di qualche frazione di millimetro! Di casi simili nell'audio ne abbiamo a tonellate.
...
Ho avuto la sensazione di apparire come un po' come un "purista". Sembrerà strano ma non è così (ed emergerà quando si parlerà di altro). Anch'io cerco semplicemente quello che mi piace di più. In certi casi, ciò che mi sembra si avvicini nel modo migliore all'evento che si vuole riprodurre trovo che lo si ottenga meglio senza ulteriori elaborazioni, in altri casi no. Senza andare per partito preso, ma fidandomi dei miei sensi, e di quelli dei miei simili (cioè gli esseri umani, e non delle macchine, almeno fino a quando i due metodi di misura non andranno sempre d'accordo)

.
Ciao.