MEGLIO BIWIRING O MONOWIRING?

Quali parametri diversificano una piattina in ottone, o forse rame, da un cavo della stessa lunghezza (circa 5 cm.), quali fenomeni ed in che misura vengono coinvolti?

In ogni caso rimane per me un mistero il perchè i costruttori, che sicuramente sapranno che se mettono un pezzo di cavo al posto della piattina il suono dei propri diffusori migliora "non in modo eclatante ma un orecchio allenato sente la differenza".

Non certo per ragioni di costo aggiuntivo, ho visto usare la famigerata piattina su diffusori da svariate migliaia di Euro.
 
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Eh me lo domando pure io.. secondo me è per marketing ovvero, le piattine in ottone probabilmente sono distribuite da un'azienda che Le riversa nelle case di produzione dei diffusori di default.
In parole povere lo fanno per far sì che i brand di cavi possano inserire nel loro catalogo i loro jumper ad un prezzo alto.
Aldilà del costo la differenza si sente o meglio l'ho sentita, sarà una induttanza maggiore ma si percepisce.
 
Penso sia un pò lo stesso discorso dei cavi che vengono dati insieme alle elettroniche, es. alimentazione e segnale. Sono cavi funzionali ma di livello base, perché non avrebbe senso far ricadere sull'acquirente un costo di magari 50 o 100 o 200 euro, quando a quest'ultimo tale oggetto potrebbe non interessare (perché "non ci crede") o, viceversa, potrebbe trovarlo inutile in quanto già in possesso di un cavo simile magari qualitativamente ancora migliore. Eppure, per fare un esempio, qualunque elettronica cui si sostituisca il cavo di alimentazione con uno schermato e di materiali qualitativamente appena migliori suona subito decisamente e palesemente meglio (per me). Ma non penso si tratti di tirarsi la zappa sui piedi.

Ci sono produttori che saltano a piè pari la questione facendo diffusori soltanto monowiring, e secondo me è pure la scelta migliore qualora non si voglia biamplificare, soluzione che di contro è tagliata fuori.
 
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Io in biwiring una piccola differenza l' ho sempre sentita che e' quella di strumenti piu' definiti e meno impastati tra loro...e' anche vero pero' che i cavi tra mono e biwiring sono sempre stati di brand, geometria e sezione diversa....premetto che avrei preferito udire migliorie in monowiring e spendere meno per un cavo...per quanto riguarda le barrette non ho mai udito differenze tra i diffusori da me avuti...
 
Da possessore delle Klipsch RF7 prima serie tutte cablate Monster Cable compresi i ponticelli con forcine dorate potrei dire che rispetto alle barrette che si sono viste nelle RF7II e III serie c'è differenza di suono ma, pur non avendo mai provato, sono ancora una volta in linea con ciò che ha affermato Nordata (sarà un tecnico elettronico magari coetaneo ma spesso la penso come lui...).
Detto ciò, rispondo all'autore del thread per come la penso io:il biwiring fa spendere soltanto soldi in più: meglio un cavo di buona qualità e di buona sezione ( potenza sopportata ed estenzione del cavo avranno un ruolo determinante nella scelta della sezione e quindi nello spendere il giusto...)
Per cavo di buona qualità e sezione intendo per due spezzoni di 5 metri per ramo (che poi siano 4,5+5,5 fa nulla....) un 2×4 mm di 8 euro al massimo ....
SALVO
 
Sono oramai talmente abituato al suono del mio impianto da poter affermare che in biwiring le differenze, pur piccole, ci sono in termini di ariosità della scena e dettaglio, da intendersi come sfumature rispetto alla normale configurazione monowiring. Ripeto, sfumature e proprio in questi termini secondo me si potrebbe ragionare. Bisognerebbe però ascoltare il proprio impianto per parecchio tempo in monowiring e solo dopo aver compreso bene il suono, provare il doppio cavo. Certo che se uno pretende a prima botta di sentire subito le differenze, potrebbe provare cocenti delusioni.
 
forse parlano di cavi di potenza, comunque un cavo di alimentazione di buona sezione e soprattutto ben schermato male non fa di sicuro.
 
Chiedo scusa: concordo fino ad un certo punto con la sezione, ma schermato da cosa? Viene attaccato alla spina della 220 di casa: chi ha l'impianto domestico schermato? E andando avanti con la catena: l'impianto domestico è collegato alla linea Enel: è schermata quella? Cioè l'energia elettrica ci giunge fino alla presa percorrendo decine, centinaia di chilometri senza essere schermata e noi ci "proteggiamo dai disturbi" con l'ultimo metro schermato? Devo crederci? Non posso, mi dispiace. Sono un tecnico.
 
Chiedo scusa: concordo fino ad un certo punto con la sezione, ma schermato da cosa? Viene attaccato alla spina della 220 di casa: chi ha l'impianto domestico schermato? E andando avanti con la catena: l'impianto domestico è collegato alla linea Enel: è schermata quella? Cioè l'energia elettrica ci giunge fino alla presa percorrendo decine, centinai..........[CUT]

la prima cosa da cui deve essere schermato è dalle interferenze della apparecchiature che gli stanno vicino, compresa quella che alimenta. poi dipende da come sono schermate queste ultime e da quanto disperdono ed inoltre per evitare interferenze con i cavi di segnale e di potenza, visto che spesso c'è il groviglio. personalmente con un buon 3x2.5mm industriale a doppio isolamento ho trovato quello che cercavo ( circa 2 euro al metro o poco più ).
 
Due realtà canavesane anni 90: lab.metrologico Olivetti in Scarmagno, normativa ISO9001, ammbiente a temperatura controllata 23/24 °C- umidità 50%, tutta la strumentazione, certificata annualmente al Galileo Ferraris, posso anche elencarla, disponeva di cavi rete standard da PC non schermati, tensione di rete stabilizzata con Variac elettromeccanico; seconda realtà, centro SIT ubicato a Cascine di Romano, tutta la stumentazione campione di grandezze elettriche resistenza, tensione AC-DC e frequenza, con cavo standard in dotazione, semplice cavo PC non schermato, stabilizzatore di tensione, Elgar 3000.
 
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E' inutile, qualcuno ti dirà che questo va bene per quegli apparecchi che devono fare solo delle misure non per prodotti che "devono riprodurre la musica", frase magica davanti a cui nulla si può aggiungere.

D'altra parte il tutto è sapientemente sfruttato dal marketing che sa come fare a sfruttare tutte le credenze che prosperano nel sottobosco parascientifico e pseudo tecnico.
 
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Riprodurre musica significa comunque manipolare un segnale elettrico, e quei cavi erano adeguati per stare vicino a segnali elettrici in AC, 4 ordini di grandezza inferiori a quello generato da una testina MC.
 
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