Giusto per chiudere la questione cavi, di qualsiasi tipo ed impiego:
la domanda riguardante gli eventuali test fatti da chi è scettico non ha molto senso.
Mi spiego: io, ad esempio, sostengo che non c'è alcuna differenza, mi sottopongo al test, fatto con tutti i crismi, ed a ogni prova rispondo: "non sento nulla" oppure: "sempre uguale", anche se la differenza è eclatante, poichè sono in malafede e sostengo la mia tesi a spada tratta e non ho alcun interesse a fare brutta figura, essendo un ben noto
bastard inside.
Se, invece, come è logico, la stessa prova viene fatta da chi sostiene di sentire le differenze questi avrà tutto l'interesse a porre la massima attenzione negli ascolti, segnalando cosa effettivamente sente di volta in volta.
Pertanto
l'onere della prova non spetta a chi asserisce che non sente nulla, ma a chi asserisce il contrario, ovvero che sente.
Senti le differenze? Allora dimostralo!
Questa dimostrazione però deve essere fatta in "ambiente controllato" cosa che comprende le modalità e le regole da rispettare, questo vuol dire che non basta dire: "IO lo sento, pertanto è vero" neanche ha valore di prova il dire: "Mia moglie, che non se ne intenende, stava stirando nell'altra stanza e quando ho cambiato i cavi, a sua insaputa, ha detto: "Ma hai cambiato l'impianto, ora si che si sente bene". (Letta sul forum, non me la sono inventata).
No, esiste una metodologia collaudata che viene utilizzata da sempre nel mondo scientifico ogni qual volta si debbano fare ricerche su argomenti "non misurabili", ma che si basano sui sensi umani, si chiama test "in doppio cieco" (al limite anche solo semplice, senza doppio, basterebbe già).
Cosa vuol dire lo descriverò per quell'unico lettore che ancora non lo sa

:
Nel nostro caso: si prendono due cavi, uno "normale" ed uno di "quelli buoni, audiofilo ed esoterico", non importa se di segnale, di potenza, digitale, il metodo è sempre lo stesso.
Lo si inserisce in un impianto di qualità e quelli che partecipano al test ascoltano un pezzo di brano, SENZA SAPERE QUALE CAVO E' COLLEGATO, poi si cambia cavo, SEMPRE ALL'INSAPUTA DEGLI ASCOLTATORI, e si ascolta, si va avanti così per un certo numero di prove, i cavi sono scambiati con una sequenza casuale: A-B-A-A-B-A-B-B ecc. (sequenza fissata prima da chi conduce il test, all'insaputa di tutti e che se la segna su un foglio).
Ognuno scrive le proprie impressioni ed alla fine di un numero di ascolti, diciamo almeno una ventina, meglio se di più, si confrontano i risultati con i cavi che effettivamente erano inseriti.
Se i giudizi concordano con il tipo di cavo (buono, scarso o qualcosa di simile) per un numero statisticamente valido, quindi discretamente di più del 50%, diciamo almeno l'85% dei casi, allora vuol dire che i cavi influiscono veramente.
Se le risposte coerenti sono in numero inferiorl, vuol dire che chi ascoltava tirava ad indovinare, pur essendo in buona fede e convinto di cosa stava ascoltando, purtroppo era solo suggestione.
Troppo difficile? Assolutamente no, sono stati fatti test simili in passato ed i risultati sono sempre stati in favore della non rilevabilità.
Putroppo quando si propone questo test ahche i più incalliti sostenitori dei cambiamenti eclatanti, mostruosi, che chiunque può riconoscere, anche al volo, spariscono ed adducono mille motivazioni per non poter eseguire il test: lo stress psicofisico (ma non erano differenze eclatanti?), la tensione nervosa, la congiunzione astrale non favorevole, un impegno improvviso proprio quel giorno (facciamolo tra un mese - mi dispiace, ho un impegno anche il mese dopo), ecc. ecc., qualcuno si è persino spinto a dire: "Ma se non so cosa sta suonando non vale! Come faccio a dare un giudizio?".
Purtroppo, mi dispiace ripeterlo, ma il dire: "IO lo sento" non ha il minimo valore, tra i sensi umani l'udito è tra i più imperfetti e preda di suggestioni ed inganni, al pari dell'occhio, credo che tutti abbiate esperienza di illusioni ottiiche, eppure l'occhio dice una cosa che alla verifica reale non è vera.
La frase che "l'orecchio è il miglior strumento di misura" è una gran panzana, tirata fuori alcuni anni fa dal direttore di una "celebre" rivista estera di Hi-Fi che voleva inserire nei test dei vari prodotti recensiti tutte le misure tecniche necessarie (come fa la nostrana AR), ma scoprì che attrezzare un simile laboratorio costava parecchio e, sopratutto, serviva una grande esperienza per effettuare le misure (non è cosa banale), pertanto abbandonò l'idea e scrisse la famosa frase, non si spendeva un soldo e si potevano dare tutti i pareri perchè, appunto, l'orecchio bastava.
Come vedete non ho tirato in ballo Scienza o Fisica, che, volenti o nolenti, governano questo nostro mondo elettronico e con cui bisogna fare i conti, ma si affida tutto al giudizio dei sensi, ma
lo si deve fare in modo da escludere la possibilità di qualsiasi condizionamento conscio ed inconscio.