...allora a questo punto mi devi dire cosa non ti piace di "delicate sound.."??? lo conosco molto bene.
Esattamente. Tu lo conosci molto bene (e non è che non si capisca!!!), io no. Il mio giudizio è ininfluente, o più che altro "sospeso".
Si tratta proprio di un percorso storico personale diverso, che non riguarda solo i Pink Floyd, ma un po' tutta l'area vicina al Prog Rock.
Io ci sono sguazzato più o meno per tutti gli anni '70, approfondendo la conoscenza di quanto composto nella prima metà del decennio (grossomodo).
Poi, negli anni '80, iniziai a rivolgere lo sguardo altrove, perché i miei "dinosauri" non mi comunicavano più le emozioni forti degli inizi.*
Anche i successivi tentativi di recupero del materiale che avevo snobbato sortirono effetti tutto sommato contenuti.
Per dire, degli album successivi a "Animals" o a "The wall" (ma possono essere "Red", "Bursting out", "Stormbringer", "Duke", "Going for the one", "Ommadawn", "Brain salad surgery", "In the land of grey and pink", "Pawn hearts", "Phisical graffiti", "Quadrophenia".............) ho lacune mostruose anche nella memorizzazione dei titoli dei singoli brani. Tu mi nomini quelli di "Division bell" e io devo andare a sentire di che brano stai parlando!!!
Alla luce di ciò, quanto segue. Ascoltando ieri "Delicate...", ho apprezzato nell'insieme una buona musica, con momenti particolarmente piacevoli, pur senza raggiungere lo sdilinquimento (!).
Un esempio su tutti. I cori femminili con sapore soul (ad esclusione dell'insopportabile "uuh-uuh" aggiunto in "Money"): trovo siano una gustosa caratteristica ben sviluppata nell'ultimo periodo Floyd.
*Molto difficile per me distinguere quanto di questo fenomeno vada attribuito a un reale calo di creatività da parte loro e quanto al modo e al tempo in cui io li ho "vissuti".
Di certo la seconda componente avrà avuto un peso non di poco conto.
Quando uscì "Dark side..." il mondo degli appassionati di musica "underground" fremeva da tempo per l'attesa della nuova opera dei Pink, e ricordo che fu un bello shock (in positivo!) per tutti o quasi (qualche critica non manca MAI).
Io però ero ancora giovincello e cercavo di relizzare in modo confuso quanto stava succedendo.
Feci invece in tempo a vivere in prima persona la lunga e trepidante attesa del successivo "Wish you were here".
Quando finalmente udii le prime note di "Shine..." trasmesse alla radio (!)... beh, l'emozione provata è indescrivibile.
Era un mondo magico di suoni NUOVI, qualcosa di assolutamente mai sentito prima e assolutamente sconvolgente.
Da trip lisergico (o da orgasmo mentale).
Ma io avevo sedici anni!
Da "The wall" in poi il mio approccio si fece (PURTROPPO!) più smaliziato... Così van le cose
