gorman ha detto:
1) Stiamo parlando di una differenza abbastanza impercettibile...
2) Ho letto in un altro messaggio...
1) Se funzionassero come dice, la differenza sarebbe già percettibile, è quello il punto (nessun plasma funziona così), si vedrebbe più blur (invece i panasonic dello scorso hanno ne hanno un pochino più dei pioneer), e comunque è una contraddizione al principio di funzionamento dei plasma stessi, quindi o c'è qualcosa che non dicono (strano però che non se ne sia accorto nessuno), o il discorso non torna.
Chiaramente i tempi relativi al ciclo sopra riportato si accorciano, quando la scansione aumenta, ma da lì ad affermare che il ciclo riparta prima che le celle abbiano il tempo di spegnersi del tutto, il passo è lungo, se non adeguatamente motivato;
2) No, perché la differenza è proprio il tipo di pilotaggio dei sub-field drive, che nei pioneer è contiguous driving, i panasonic, ad esempio, utilizzano l'ads driving: la differenza è che nel metodo utilizzato da pioneer si hanno 14 sub-fields per 60 fotogrammi, 13 livelli di grigio reali e nero migliore, nel metodo utilizzato da panasonic i livelli di grigio sono 256, i sub-fields 8 e il nero è peggiore.
Piuttosto mi sta venendo in mente una spiegazione che metterebbe d'accordo tutto: non è che sia tutto legato al sub-field drive?
Pensateci: la modalità attivazione in inglese è drive mode, e stando a quello che so, dato che si parla di nero migliore, il nero (ovvero la luminanza), se parliamo di sub-field driving, è in funzione della modulazione delle scariche nel sustain period (vedi quello che dicevo nell'intervento precedente) in ogni subfield, e la relazione è che il numero di scariche nel sustain period è uguale all'ampiezza della scarica in un dato subfield.
Ergo comincio a pensare che il drive mode incida sul pilotaggio dei sub-field (sul loro driving), in qualche modo, e questo può anche impattare sul livello del nero.
L'unica mia supposizione (l'unica che mi pare avere una logica) è che abbiano condotto dei test di mercato e che abbiano verificato una più forte attenzione da parte dei consumatori per il flickering (in negativo), piuttosto che per le prestazioni migliori sul nero (in positivo).
Non è tanto quello: a non aver senso è optare per un'opzione che imponga i 60Hz, come frequenza più bassa, piuttosto che 50 o 48Hz, cosa che ha molto più senso per una tv destinata al mercato europeo (quindi pal), dato anche che il flickering è lo stesso (ad occhio è impossibile capire, dal flickering, se una sorgente è a 50 o 60Hz, se abbinata al corrispondente refresh video).
Comincia ad avere un senso, invece, se il discorso si abbina al sub-field drive.
La interpreti così? A me pare che "I would advise against DM3 for all normal use."/"Sconsiglierei l'utilizzo di MA3 per tutti gli usi normali" significhi il contrario.
Nell'altro intervento dice che sconsiglia DM3 per sorgenti con movimenti fluidi (smooth motion), quindi pensavo che intendesse dire che per i film può andare bene.