... quando Emidio o chi per essi fanno una misurazione che cavolo dicono riguardo al contrasto e allo zero assolto?
Le abbiamo fatte ma abbiamo scherzato ,non considerate il contrasto e a 0 ire non serve una mazza...........[CUT]
... Il rapporto di contrasto dovrebbe essere misurato in vari modi.
Il primo è quello full-on:full-off dopo aver verificato che il livello del bianco è quello corretto e che la sua luminanza è più o meno la somma delle luminanze dei tre colori primari (chiamatelo se volete color light output). Questo vale solo per i mono-chip, siano essi con lampada e ruota colore, LED RGB oppure laser e/o ibridi di vario tipo (laser/fosfori e anche laser/forsfori/LED).
Spesso questo CR varia a seconda del bilanciamento del bianco, dello spazio colore scelto e, ovviamente, anche della calibrazione. In quest'ultimo caso sono i compromessi a limitare i risultati. Ad esempio è il caso del gamma sulle bassissime luci (tra il nero e il 2% di intensità del segnale in ingresso): meglio un livello del nero più basso possibile per il massimo della dinamica oppure accontentarsi di un nero leggermente più alto ma primi step non più affogati oppure con bilanciamento del bianco corretto? Lo stesso discorso vale vicino al picco del bianco.
Inoltre, bisogna eliminare ogni tipo di soluzione per l'aumento del contrasto dinamico (esempio diaframmi dinamici, modulazioni dell'alimentazione della lampada). Come? Non pretenderete mica che vi sveli ogni segreto, giusto?
Poi sarebbe da misurare anche il CR intra-frame (all'interno dello stesso fotogramma), standardizzato dalla metodica ANSI: quello con la "scacchiera" ma a questo punto si introducono una serie di variabili che non ho alcuna intenzione di affrontare in questa "sede" ma che possono stravolgere una misura in tanti modi diversi.
C'è anche una terza misura che andrebbe fatta e i "fotometristi" ne stanno discutendo da anni. La misura prevede un segnale test con bianco e nero presenti nello stesso fotogramma ma con proporzioni e "disegni" nettamente diversi rispetto alla metodica ANSI che prevede un APL (Average Picture Level - livello medio dell'immagine) del 50%, poiché la somma delle superfici degli schacchi neri e quelle degli scacchi bianchi sono uguali. A proposito: nel caso ANSI si dovrebbe usare una coppia di segnali, in modo da misurare prima il bianco e poi il nero in ogni zona, senza spostare lo strumento. Perché? Rileggete le misure di uniformità dell'Epson R4000 e lo capirete:
http://www.avmagazine.it/articoli/videoproiettori/1016/lab-test-proiettore-epson-eh-r4000_2.html
Tornando alla "terza via" per la misura del rapporto di contrasto intra-frame, lo scopo è ridurre l'APL ad un valore molto basso, dell'ordine dell'1% o del 5%. C'è chi suggerisce anche il 20%. Io scopo è immaginabile: verificare il CR intraframe in condizioni molto comuni nei film. Io ci sto lavorando da qualche anno, confrontandomi con un paio di colleghi ricercatori in Asia e in USA. Ma non se ne viene fuori. Io insisto nel misurare 1%, 5% e 10%. Si vedrà cosa finirà alla fine nell'ICDM...
Ovviamente, se vogliamo misurare un proiettore è indispensabile una dark room e l'assenza TOTALE di luce. Bisogna coprire anche i LED eventuali del proiettore e di solito l'operatore non è neanche presente nell'ambiente di misura. Se invece
non si misura in dark room, state misurando anche il CR dell'intero sistema, quindi anche - in molti casi direi anche "soprattutto" - quello dell'ambiente. Per le misure in dark room a bassissima incertezza e con strumenti ad altissima sensibilità, il proiettore è sotto tensione stabilizzata, l'ambiente è a temperatura costante e lo strumento pure, meglio se reffreddato attivamente.
Concludo con una considerazione personale. Per quanto mi riguarda, non ha senso scendere al di sotto di 0,001 NIT poiché andremmo nella "zona" della visione scotopica. Per periodi brevi, al di sotto dei 15 secondi di adattamento, diventa quasi impossibile distinguere un "nero" da 0,001 NIT e un altro da 0,0005 NIT. Altrettanto impossibile è distinguere il "colore" oltre quella soglia poiché la visione fotopica è praticamente in stand-by. Aggiungo che, per misurare con la giusta accuratezza 0,001 NIT o (meglio) a 0,0005 NIT, occorrerebbe uno strumento che abbia il suo limite ad un ordine di grandezza inferiore o quasi, quindi a 0,0001 NIT. Ed è uno dei prossimi obiettivi tra gli investimenti per il laboratorio di AV Magazine.
Emidio