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Investire in un convertitore D/A o nel CD?

dwaltz

New member
Salve ho seguito un po' di thread su cd per un hifi entry level e mi sono domandato se invece di investire in un CD di qualità non valga la pena investire in un convertitore D/A separato di qualità.

Quanto conta la meccanica e quanto il DAC in un CD "serio", e nella sua capacità di ricostruzione dell'immagine sonora?

Ho letto che alcuni addirittura cambiano il lettore CD ogni 2-3 anni. In un ottica del genere potrebbe avere senso abbinare l'uscita digititale di un CD entry-level (o addirittura del DVD) ad un convertitore di qualità che si preserverà quando la meccanica del CD sara consumata?

O il livello di un lettore CD "serio" rimane comunque superiore?

In caso questa idea sia praticabile, esistono soluzioni del tipo media-center con un DAC a bordo di qualita e capaci in abbinamento di un lettore entry-level di sostituire un CD high end?
 
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ciao,

io sto seguendo la pista del DAC esterno.. infatti sto importando tutti i miei cd in formato lossless nel computer.. la musica mi esce in ottico dal computer.. ora uso il dac del sintoampli (onkyo 875) ma in futuro mi prendo un bel 2 canali a cui collegherò un dac esterno, molto probabilmente uno della benchmarkmedia (www.benchmarkmedia.com) .. (questo ti permette anche di risparmiare un bel po' per il lettore cd)... ti consiglio di informarti sul sito.. hanno anche una bella sezione "wiki" che da validissimi consigli... ciao
 
A mio parere sulla resa totale la meccanica conta per il 10%, il convertitore D/A per il 90%.

Se devi investire dei soldi investili nel convertitore, magari di provenienza pro. Se dovessi scegliere io andrei su un Apogee.
 
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limo ha detto:
io sto seguendo la pista del DAC esterno.. infatti sto importando tutti i miei cd in formato lossless nel computer.. la musica mi esce in ottico dal computer.. ora uso il dac del sintoampli (onkyo 875)

Io pensavo ad una soluzione che forse va ancora meglio (a parte il dac esterno), che per chi ha un sintoampli che lo permette è la più economica.

Il Denon 4308 può decodificare nativamente i file FLAC e li riproduce via Ethernet o dalla USB frontale.

Così facendo, si trasporta l'audio digitale come dati, invece che come segnale audio PCM, eliminando totalmente qualsiasi problematica di jittering. Le problematiche meccaniche, ovviamente, sono state risolte in fase di ripping, se fatto a regola d'arte con EAC, CD Paranoia, etc.
 
gattapuffina ha detto:
Il Denon 4308 può decodificare nativamente i file FLAC e li riproduce via Ethernet o dalla USB frontale.

mi sembra un'ottima soluzione e il rapporto qualità prezzo è eccezionale perchè non devi prendere il DAC esterno.. forse l'unico piccolo limite è che ascolti musica da un sintoampli e non da un due canali..

gattapuffina ha detto:
Le problematiche meccaniche, ovviamente, sono state risolte in fase di ripping, se fatto a regola d'arte con EAC, CD Paranoia, etc.

sicuramente è la soluzione migliore!! io da pigro rippo tutto con itunes (con correzione errori attivata però..) in apple lossless..
 
limo ha detto:
... in futuro mi prendo un bel 2 canali a cui collegherò un dac esterno, molto probabilmente uno della benchmarkmedia (www.benchmarkmedia.com)...

Effettivamente avevo visto questi modelli e mi sembrano molto interessanti, però è un po' fuori portata per me ora.
Diciamo che ho speso meno della metà per un Aeron A4 un Tuner Onkyo T-4511 usati più delle Kef Cresta 3, ora qualche centianio di euro per un CD o un DAC ci possono stare, ma non penso che valorizzerei un oggetto di quel livello nella mia catena.

Mi domandavo se qualcosa di più abbordabile, tipo un DAC Lite Audio o il TCC TC-7510 non siano comunque meglio rispetto a un CD entry level (che so Denon DCD 500 o Marantz CD-5001).
Oppure ancora meglio se ci fosse una sorta di media-center con un DAC e ingresso digitale e ingressi usb/ethernet.
 
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di media-center non ne conosco tanti.. io uso il mio apple.. i DAC da te segnalati hanno comunque un bel rapporto qualità/prezzo.. io andrei comunque sul DAC (anzichè i CD) perchè lo puoi sfruttare con qualunque CD, DVD e per la musica importata su un eventuale media-center.. :cool:
 
Infatti ho optato per questa scelta e ho ordinato un TC-7510.
By the way: ma i cavi coassiali audio sono equivalenti (almeno in principio) ai cavi video compositi?
In questo ambito mi sa che però non conviene fare i tirchi sul cavo...
 
I cavi coassiali audio digitali dovrebbero essere equivalenti ai cavi video component o compositi, cioé dovrebbero essere a 75 Ohm.

I cavi coassiali audio analogici invece non hanno uno standard e ne puoi trovare di tutti i tipi. Ad esempio i cavi che uso io della Digidesign (che non sono degli sprovveduti e fra l'altro producono eccellenti DAC) sono 120 Ohm.
 
Buonasera a tutti, proprio in questi giorni anche io volevo dei chiarimenti in riguardo ai convertitori D/A, infatti ho aperto questa discussione www.avmagazine.it/forum/showthread.php?t=100455
Qualcuno di voi potrebbe chiarimi i dubbi?
Volendo si potreppe accorpare, anche se io sono interessato molto anche alla parte HT.

X Nordata: era questa la discussione, scusa ancora
 
Penso che alla fine la tua configurazione sia ababstanza diversa.
Certo se il tuo obbiettivo è un sistema HT forse il DAC a bordo dell'ampli è quello più indicato, quello che ho scelto va bene solo per lo stereo.

Comunque penso rimanga valida l'idea che alla fine il segnale ottimale lo otteresti (almeno per l'audio) anche tu con un bel file FLAC su PC estratto in digitale e portato via cavo all'ampli
 
limo ha detto:
bene.. facci sapere come va!

Eccomi qui a raccontarvi le mie impressioni sul TC-7510: allora prima descrivo quanto usato nei miei test:

Amplificatore: Aeron A4
Diffusori: KEF Cresta 3
Cuffie: Sennheiser PX-100/Beyerdynamic DT-325

le sorgenti testate con il DAC TC-7150 sono state:
Lettore DVD LG 6193 (coassiale) - 4 anni
Lettore DVD Trevi 3250 (coassiale) - nuovo
Ricevitore Metronic Twinbox DT/Satellite (coassiale)
Set Top Box IPTV Alice (toslink)

cavi: nienti di speciale
coassiale Hanma Cinch ***, ottico in dotazione, RCA anlaogico G&BL HM Compact e cavi di potenza Dietz 2.5 mm2

Ho cercato di variare nell'ascolto e poi di concentrarmi su alcuni brani in particolare (su tutti un madrigale di Monteverdi, una fuga di bach eseguita da archi, il Kullervo di Sibelius) più musica da una radio digitale per il ricevitore Metronic (con la parabola scollegata ho solo "FD leggera") e un concerto di Amy Whitehouse dal box di Alice.

Prima di ogni considerazione premetto che non sono un esperto, ho anzi appena acquistato il tutto e le casse in particolare hanno certamente bisogno di rodaggio, sia di loro si da parte mia nel capire come meglio disporle.

Per fare fare le mie prove ascoltavo il tutto alternando con il telecomando i due segnali: quello dal dac alimentato in digitale da una delle sorgenti, e quello diretto dalla uscita analogca della stessa sorgente.

La prima impressione appena usato è stata che il TC-7510, contrariamente a quanto detto in varie recensioni lette, non solo non creasse un soundstage esteso, ma non facesse la minima differenza dai dac onboard alle mie quattro fonti.

Poi un po' alla volta ho cominciato a capire dove sentivo le differenze: in sostanza ho dovuto imparare a sentirle ed in parte erano lì da subito in parte mi pare stiano venendo fuori con il rodaggio dell'oggetto in questione. Il tutto è cominciato un giorno che con il madrigale ho cominciato a percepire la geometria del locale di escuzione dai riverberi della voce.

In pratica ora mi sento di dire che l'uscita del dac sia superiore a tutti gli altri strumenti, solo l'ottimo Trevi combatte bene.

Le differenze principali che sento sono in gnereale un suono più aperto (e qui il Trevi è l'unico ad avere un concetto di soundstage).
Riesco a collocare meglio gli strumenti nello spazio e a leggerli separatamente e a distinguere meglio i timbri.
Poi come dote il DAC pare essere in generale più veloce e reggere molto meglio i forti cambi di dinamica: letteralmente non si scompone mai.
Le accelerazione dei bassi sono impressionanti e sempre perfettamente composte e sugli acuti non strafà mai nenache con le Beyedinamic che di loro hanno pochi bassi e una estensione quasi eccessiva in alto.
Poi come altra dote generale devo dire che il suono in cuffia non stanca mai, neanche a volumi alti che io non uso di mio.

Tutte queste differenze però si percepiscono principalemente agli estremi. E temo che mia moglie direbbe che sono soldi buttati se questa è la differenza che fa.
Poi confesso che non ho ancora raggiunto quello che speravo di ottenere dal tutto (stando alle recensioni), ovvero uno stage ben più ampio delle casse.

Riconosco che le Kef Cresta siano delle entry level che molti audiofili nenache considererebbero, però disponendole bene ora comincio a sentire uno stage che le supera di un po' in estensione, e mi auguro solo che col rodaggio ulteriore del tutto si espanda utlerioremente.

Note a margine:
1) il DAC usa un Cyrrus Logic Crystal CS8414 e un Burr-Brown PCM 1716 24-bit/96kHz, niente di transcendentale ne di particolarmente innovativo, però da quanto osservato fin qua sembra il tutto sia ben alimentato e reggere bene quando e richiesta una erogazione di corrente corposa.
Inoltre in quest versione (MK 6/3) dai chip non sono stati rimossi i nomi dei componenti, ma sono ben leggibili.


2) lo streaming digitale non sarà ai livelli del CD, ma entrambi le sorgenti considerate danno un audio più che valido, vedo un grande futuro per lo streaming, che sia IPTV, digitale terrestre/satellitare, DAB o internet Radio. Amy è qui a un metro da me....

Spero di non avere esagerato.

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