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Interstellar in Blu-ray Disc

Redazione

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In alta definizione arriva la discussa opera fantascientifica di Christopher Nolan, disponibile da questo mese in formato Blu-ray Disc in edizione 2 dischi + copia digitale: l'analisi accurata di Cineman ed Emidio Frattaroli sulla qualità audio e video dell'edizione firmata da Warner Home Video

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concordo in pieno con la recensione, film tecnicamente molto al di sotto delle aspettative. riguardo il giudizio artistico bene fino a 3/4 del film poi...... lasciamo perdere
 
Il livello dei neri altalenante è stata la prima cosa stonata che ho notato sin dalla prima occhiata, mi trovo perfettamente d'accordo su tutto il resto giudizio artistico compreso.
 
Entrambe la recensioni, soprattutto quella di Emidio, confermano quel che avevo sostenuto nella discussione sul bluray di Interstellar (fui nettamente contrastato, sottolineo con grande civiltà, da quasi tutti gli altri): la qualità video è ben lontana dal riferimento e certamente inferiore a un 8 in pagella.

Ho avuto modo di giudicarlo tramite un paio di visioni sul mio impianto in firma e pure nel corso di un evento a Palermo dedicato al Sony 300 con lo stesso Emidio presente e durante il quale io portai i bluray di Lucy e Ender's Game (entrambi come qualità video ben superiori a Interstellar).
 
A ognuno il suo, il mio voto certamente è molto più vicino a quello di cineman.

Fare paragoni tra produzioni puramente digitali e una completamente analogica per di più con post-produzione fotochimica per le scene 35mm ha ben poco senso..

Resta il fatto che le scene IMAX sono da 12 in pagella al netto delle scelte fotografiche, superiore a qualsiasi ripresa digitale esistente e limitate solo dal 1080p del Blu-ray e dallo scan 8K (che non risolve tutto il dettaglio presente nel negativo IMAX)

Trovo inoltre sorprendente che Emidio abbia trovato fastidioso il cambio di formato che è gestito in maniera impeccabile, anche meglio dei due Batman tanto è vero che alcuni non se ne erano nemmeno accorti (vedasi topic ufficiale).

E' proprio vero comunque che ormai molti spettatori non siano più in grado di accettare i limiti dell'analogico sia in ripresa che in post-produzione.

Io considero questo disco un esempio di cinema allo stato puro e forse sarà l'ultimo che mostrerà una lavorazione classica da pellicola
 
... Fare paragoni tra produzioni puramente digitali e una completamente analogica per di più con post-produzione fotochimica per le scene 35mm ha ben poco senso.........[CUT]
Forse ti è sfuggito un FATTO. Io ho fatto due paragoni. Uno dei due è con Mission Impossibile - Ghost Protocol che è girato esclusivamente in "analogico" e con le stesse pellicole utilizzate da Nolan e Hoytema, o quasi. Si tratta in tutti e due i casi di negativi Kodak Vision 3. In particolare il negativo Kodak 500T è identico per le due produzioni, sia in 35mm che in 65mm. Il negativo a sensibilità intermedia è molto simile (250D per Interstellar e 200D per Mission Impossible); per Interstellar c'è in più il negativo meno sensibile 50D, utilizzato nelle scene più luminose e che è il responsabile delle immagini più compatte e dettagliate in una manciata di minuti.

L'altro paragone l'ho fatto con una produzione digitale per sottolineare il fatto che, nonostante lo spropositato dispendio di mezzi di Interstellar e l'utilizzo dei costosissimi negativi 65mm (per non parlare delle stampe in 70mm), la qualità video del film di Nolan è deludente anche rispetto ad una produzione digitale con post produzione in 2K come Oblivion.

... le scene IMAX sono da 12 in pagella al netto delle scelte fotografiche, superiore a qualsiasi ripresa digitale esistente e limitate solo dal 1080p del Blu-ray e dallo scan 8K (che non risolve tutto il dettaglio presente nel negativo IMAX)....[CUT]
Le uniche tre scene a prendere un voto alto (che secondo me è 9 ma non di più) sono giusto tre, sono molto brevi e insieme non raggiungono una durata complessiva di 10 minuti, su quasi tre ore di film.

Nella stragrande maggioranza delle altre riprese in IMAX di Interstellar la qualità video è deludente e al di sotto delle possibilità del formato Blu-ray Disc. Questo è un fatto incontestabile poiché, anche se non non si ha la capacità di analizzare il tutto durante le visione, basta analizzare gli screenshot. Aggiungo anche che ho a disposizione alcuni fotogrammi in JPEG2000 di Interstellar che abbiamo sezionato a dovere e che - ovviamente - non posso pubblicare a piena risoluzione. Alcuni sono a pagina 12 della recensione di Novembre.

Inoltre, visto che - evidentemente - ti è impossibile un'analisi oggettiva della qualità d'immagine di Interstellar con il tuo sistema, ti invito a verificare le curve MTF sul sito del produttore Kodak delle pellicole utilizzate. Questo è l'indirizzo per le specifiche del negativo Vision 3 250D. Come potrai controllare la risoluzione è dimezzata rispetto a quella del negativo 50D. E si tratta di una risoluzione del supporto in sé che non potrà mai essere raggiunta visto che c'è ancora da considerare gli obiettivi, il diaframma, la velocità dell'otturatore e quindi l'effetto mosso. Inoltre i vari passaggi fotochimici non fanno altro che distruggere ancora di più i vari aspetti della qualità d'immagine come risoluzione, dettaglio, colori e rapporto di contrasto. Anche questo è un fatto. Ripeto: facendo subito in Digital Intermediate, ci sarebbe un aumento della qualità. D'altra parte, che senso avrebbe aumentare la qualità quando non si riesce neanche a mettere a fuoco la parte più importante dell'inquadratura?

... Trovo inoltre sorprendente che Emidio abbia trovato fastidioso il cambio di formato che è gestito in maniera impeccabile, anche meglio dei due Batman tanto è vero che alcuni non se ne erano nemmeno accorti (vedasi topic ufficiale).....[CUT]
Dico solo che a me piacerebbe vedere tutto il film in 16:9. Oppure tutto in 2,39:1. In Ghost Protocol - (un quarto del film - 30 minuti - è stato girato in IMAX) il rapporto d'aspetto del Blu-ray Disc è solo 2,39:1. Nelle sale IMAX le porzioni girate in 65mm andarono invece a tutto schermo (1.44:1).

... E' proprio vero comunque che ormai molti spettatori non siano più in grado di accettare i limiti dell'analogico sia in ripresa che in post-produzione.....[CUT]
Su questo hai ragione ma solo in parte. Nella produzione di Interstellar abbiamo visto NON i limiti dell'analogico ma il limiti del direttore della fotografia e delle discutibili scelte artistiche che hanno abbassato notevolmente la qualità d'immagine generale. Ripeto: i migliori lavori in 35mm e in IMAX hanno una qualità ben superiore a quella di Interstellar.

Se avessero lavorato meglio, se avessero scansionato SUBITO i negativi in 8K, il risultato sarebbe stato eccellente. E invece...

... Io considero questo disco un esempio di cinema allo stato puro e forse sarà l'ultimo che mostrerà una lavorazione classica da pellicola....[CUT]
Non sono d'accordo neanche su questo. Un esempio di cinema allo stato puro, per me, rimanendo nella fantascienza, è 2001 Odissea nello Spazio. Non certo l'ultimo lavoro di Nolan.

Sul fatto che ci saranno altri lavori in analogico, puoi contarci. Sono tantissime le produzioni in 35mm e quelle con alcune scene in IMAX ci saranno ancora per qualche anno, fino a che arriveranno le nuove generazioni di direttori della fotografia e quando le produzioni si renderanno conto che con le migliori camere digitali è possibile fare meglio ad una frazione del prezzo.

Emidio
 
Ultima modifica:
Non ho visto il film, ma si tratta certamente di una produzione commerciale. I capolavori possono diventare famosi, ma hanno altre finalità.
 
Resto dell'idea che il girato di Interstellar, pur essendoci altre produzioni in 35mm con un quadro mediamente più nitido, è molto lontano dal deludente.
E le scene IMAX rendono un pò meno solo nelle parti in interni, nelle altre scene sono favolose.
Il fatto della lavorazione al 100% analogica è un marchio degli autori e non dovrebbe giudicata in maniera così penalizzante nonostante faccia perdere qualcosina in risoluzione per via dei vari step della lavorazione.
Di certo comunque facendo subito la scansione dei negativi il risultato avrebbe potuto essere migliore ma quello attuale non è di certo scarso e gli screen non rendono giustizia alle immagini che in movimento rendono ancora meglio la sensazione di analogico e di materia della pellicola.
 
Resto dell'idea che il girato di Interstellar, pur essendoci altre produzioni in 35mm con un quadro mediamente più nitido, è molto lontano dal deludente....[CUT]
Deludente perché il negativo 65mm ha una superficie 8 (OTTO!) volte quella del 35mm. Deludente perché hanno scelto una lavorazione fotochimica invece del DI, perdendo oltre il 30% ad ogni passaggio intermedio e lasciando alla fine poco più che il 10% delle informazioni originali (fonte ARRI) sui positivi che vanno in sala, altro che perdere "qualcosina". Deludente perché, con molta probabilità, certi disastri nella messa a fuoco e nella scelta degli obiettivi, diaframmi, esposizioni e movimenti di macchina non li avrebbero recuperati neanche con un DI a 12K sul negativo originale...

A novembre, quando ho detto queste cose, ho avuto commenti al limite del cabaret. Ne ricordo soprattutto una, in cui si diceva che la messa a fuoco "particolare" sul viso del Prof. Brand sul letto d'ospedale fosse voluta per non evidenziare i difetti della pelle dell'attore... peccato che in altri momenti del film la messa a fuoco sul viso del Prof. Brand sia perfetta e che all'inizio e alla fine della sequenza dell'ospedale, non sia poi così male.

La verità è che ci sono professionisti che sanno quando e come usare un'attrezzatura IMAX e altri che - evidentemente - non ne sono capaci. Da una produzione milionaria come Interstellar mi sarei aspettato qualcosa di meglio. Decisamente meglio. Semplicemente perché esistono casi in cui la produzione ha lavorato al massimo, come in Ghost Protocol.

Ecco perché l'uso dell'aggettivo "deludente" per Interstellar.

Questo, ovviamente, sempre secondo il mio parere.

Emidio

P.S.

... gli screen non rendono giustizia alle immagini che in movimento rendono ancora meglio la sensazione di analogico e di materia della pellicola...
Questo non è possibile. Nelle scene in movimento c'è ovviamente l'effetto mosso e la risoluzione scende ai minimi termini. Se ti facessi vedere e rivedere scene in movimento girate in 65mm e in 35mm, non riusciresti a distinguerle.

Ecco un esempio di una scena in movimento girata in 65mm (click per ingrandire):



Forse non è chiara una cosa: la pellicola 35mm e 65mm sono IDENTICHE. La differenza principale sta nel fatto che, a parità di quadro, la maggiore densità del negativo 65mm dà enormi vantaggi in termini di risoluzione e rumore al formato IMAX. Enormi se venissero sfruttati a dovere. Se poi si sbaglia la messa a fuoco, se si scelgono lenti con un microscopico "sweet-spot" e con vignettatura da anni '20, se i diaframmi sono così aperti che potevano tranquillamente toglierli, se la camera traballa quasi continuamente introducendo l'effetto "mosso" e distruggendo risoluzione e dettaglio che rimangono...
 
Francamente non credo Van Hoytema abbia grandi responsabilità, non ricordo errori così madornali e palesi nei suoi precedenti lavori, vedi ad es. HER, peraltro interamente girato in digitale con Arri Alexa e Canon C300, mentre per quanto riguarda Pfister ho effettivamente ritrovato in Transcedence a 4K (visto su Sony 4K) diverse magagne tipiche del periodo Nolaniano, in particolare sfocature e bassa risoluzione... Un uccellino mi ha detto peraltro che Pfister si sta divertendo ad usare la RED Epic Dragon :D


Il "problema" è proprio il regista che evidentemente ritiene giusto lavorare in questo modo, che lo faccia per scelta o gusto personale, o che lo faccia perché i contratti con IMAX prevedono questo non è dato sapere, ma la conclusione comunque rimane quella che vediamo ad ogni nuovo film, con relative polemiche.

Agli strenui difensori ad ogni costo di Nolan suggerisco di dare un'occhiata alla qualità d'immagine di un certo film intitolato "Django Unchained" uscito nel 2012, che mi pare sia girato interamente in 35mm da un regista che non può essere sospettato di simpatie per il digitale :cool:
 
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A novembre, quando ho detto queste cose, ho avuto commenti al limite del cabaret. Ne ricordo soprattutto una, in cui si diceva che la messa a fuoco "particolare" sul viso del Prof. Brand sul letto d'ospedale fosse voluta per non evidenziare i difetti della pelle dell'attore... peccato che in altri momenti del film la messa a fuoco sul viso del Prof. Brand sia perfetta e che all'inizio e alla fine della sequenza dell'ospedale, non sia poi così male.

ROTFL, chissà se la conferma della crew può essere sufficienti a convincerli che si tratta semplicemente di una ripresa sbagliata :)

http://www.cinematography.com/index.php?showtopic=65070&p=419264

As for the Michael Caine death close up, that was the 65mm anamorphic at a T2. We slowly pushed into minimum focus and when Michael tilted his head, we were unfortunately inside of that minimum limit. The depth was incredibly shallow.
 
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Francamente non credo Van Hoytema abbia grandi responsabilità....[CUT]
il direttore della fotografia è quello che ha la responsabilità di queste cose. In effetti con Her ha fatto un buon lavoro. Per il resto, come spesso accade, sono d'accordo con te :)

Aggiungo solo una cosa ad uso e consumo dei "talebani dell'analogico ad ogni costo": il digitale non è il demonio ma soltanto il presente e il futuro, esattamente come per la fotografia. Non è il mezzo che fa il cinema. Il digitale può solo aumentare la qualità, semplificare i processi e diminuire i costi.

Fino a non molto tempo fa, c'era ancora chi, anche davanti all'evidenza, continuava a sostenere che la copia in 35mm fosse superiore al digitale 2K. Poi gli portavi l'evidenza che quella copia che lui stava vedendo era stata stampata da un file digitale a 1,3K... Eppure non serviva a nulla.

Oggi c'è chi sostiene che la proiezione IMAX a 15 perforazioni sia superiore anche ad un 8K, senza neanche aver mai visto né un 70mm 15 perf, né un 8K... E soprattutto senza sapere qual'è può essere la risoluzione percepita di immagini in movimento con aggiornamento a 24 fotogrammi al secondo... Liberi di pensarlo, ci mancherebbe. Peccato poi scoprire che nella proiezione in sala i migliori proiettori digitali 4K superino le possibilità del 70mm.

In ogni modo, sono certo che questa diatriba tra pellicola e digitale si ripeterà anche nel settore della produzione. Nel frattempo, per rimanere in tema, a luglio sarà in vendita una camera digitale a risoluzione 4,6K, con 15 stop di gamma dinamica dichiarata, a meno di 5.000 Euro e a meno di 3.000 se si sceglie la versione con sensore da 12 stop di dinamica.

Emidio
 
Deludente perché hanno scelto una lavorazione fotochimica invece del DI, perdendo oltre il 30% ad ogni passaggio intermedio e lasciando alla fine poco più che il 10% delle informazioni originali (fonte ARRI) sui positivi che vanno in sala, altro che perdere "q..........[CUT]

Qui concordo con te infatti col DI immediato avrebbe reso molto di più..ma d'altronde sono scelte della produzione per quanto discutibili alla luce del risultato finale.
Poi io non credo che la produzione non abbia lavorato al massimo, credo piuttosto che qualche svista sulla messa a fuoco ci sia ma non tale da affermare una presunta negligenza, diciamo che un errore lo possiamo concedere specie a Nolan che a mio avviso è un gran professionista.
Per il discorso obiettivi di sicuro facendo scelte meno estreme la pellicola specie IMAX avrebbe reso di più ma io, non essendo un fan del razor a tutti i costi, sono abbastanza soddisfatto del risultato ottenuto; magari un quadro analitico e super sharp non mi avrebbe comunicato le stesse emozioni (parere mio ovviamente:))
 
Commento # 7 di: g_andrini pubblicato il 28 Aprile 2015, 01:14
Non ho visto il film, ma si tratta certamente di una produzione commerciale.

Andrini ma che cavolo significa? Anche senza vedere un film si può SEMPRE asserire che trattasi di produzione commerciale. Il cinema è un'industria, ci sono investitori che SPERANO di investire 1 e MAGARI guadagnare 2, quando va bene. Se per "produzione commerciale" intendi un popcorn-movie usa e getta per “Interstellar” sei lontano anni luce da ciò che a me è parsa da subito un'opera ardita e complessa sia tecnicamente che artisticamente, questo non è cinema spazzatura è un film con aspetti certo pretenziosi, dove la licenza artistica a tratti fa letteralmente a cazzotti (si ma cazzotti come quelli di “Fight Club”!) con l'astrofisica, ma che non mi hanno impedito di sognare a occhi aperti come poche altre volte mi è capitato in oltre 40 anni di cinema (il viaggio verso la destinazione finale di Bowman in "2001" oppure il viaggio della Arroway subito dopo lo sgancio dell'unità in “Contact” giusto per citarne un paio ma la lista sarebbe lunga).

Commento # 7 di: g_andrini pubblicato il 28 Aprile 2015, 01:14
“I capolavori possono diventare famosi ma hanno altre finalità”

Se un film può diventare un capolavoro è il popolo del cinema MONDIALE, non solo la critica per fortuna, a decretarlo NEL TEMPO, e poi un 'capolavoro' può esserlo per me e per nessun altro, arte è sinonimo di soggettività, anche se poi oggettivamente un milione di persone decretano quel film un'emerita porcheria. Forse per “capolavoro” intendi cinema d'autore, lontano da quelle vuote produzioni (principalmente) hollywoodiane che mirano all'incasso, che dentro una storiella ci buttano tutto quello che può far staccare biglietti per soddisfare investitori che hanno messo 1 e PRETENDONO 10, 100, 1000 a costo di danneggiare artisticamente la visione di chi il film lo crea ma i soldi non li ha (qui la lista sarebbe lunghissima). Si insomma gente che guarda al danaro a cui non frega nulla dell'arte, mi viene sempre in mente il personaggio, criminale con velleità da produttore di cinema, interpretato da Delroy Lindo in “Get Shorty” di Sonnenfeld, quando rivolgendosi al regista di z-movie Harry Zimm dice “Pensi che mi piacciano i tuoi film? Preferirei leggere delle radiografie!”. Più che mai nel cinema d'autore, che spesso non va molto d'accordo con quello “di genere”, ci sono o ci si augura ci siano ALTRI intenti: comunicare, sensibilizzare, far nascere discussioni, portare alla luce fatti che l'autore riconosce degni di nota e che si spera riesca a raccontare creando un'opera che sappia catturare l'attenzione dello spettatore e a farlo ragionare. “Interstellar” è una porcheria? E' cinema d'autore? E' un capolavoro? Concediti del tempo e inizia a vederlo...
 
....Per il discorso obiettivi di sicuro facendo scelte meno estreme la pellicola specie IMAX avrebbe reso di più ma io, non essendo un fan del razor a tutti i costi...[CUT]
Anch'io non sono un fan del "razor-ad-ogni-costo". D'altronde, se penso a tutte le scene dei dialoghi e dei primi piani riprese con le camere IMAX, credo che spendere tutti quei soldi per il negativo 65mm e avere come vantaggio rispetto al 35mm solo la diminuzione del rumore, mi sembra un grande spreco. Tutto qui.

D'altra parte, il fascino di una proiezione in 70mm non ha prezzo:


Emidio
 
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D'accordissimo nemmeno io avrei utilizzato l'IMAX in cucina nella fattoria.
Si sarebbe davvero piaciuto vedere almeno una volta una proiezione 70mm ma non credo ne avrò più la possibilità a meno di prendere un'aereo e venire su al Nord:)
 
Sono abbastanza d'accordo, però per quanto mi riguarda trovo l'audio ita scandaloso...darei non più di un 5.5 regalato...molto piatto, poco definito e sezione lfe totalmente fuori controllo.
Audio inglese mooooolto meglio ma in ogni caso si poteva fare meglio. Peccato
 
Perdonatemi ma non ho resistito: stavo preparando del nuovo materiale (anche in 4K) per i prossimi due shoot-out dell'8 e del 9 maggio a Roma e Bologna e tra i nuovi riferimenti ci sarà - ovvimente - Lucy. Ebbene vi propongo un paragone di un paio di primi piani tra Interstellar e Lucy, IMAX contro digitale, ovvero il meglio dell'analogico contro il meglio - probabilmente - del digitale: IMAX contro Sony Cinealta F65 6K (usata probabilmente in 4K).



D'accordo, sono due screenshot da Blu-ray Disc, quindi con compressione component 4:2:0 (la crominanza è solo 960x540), compressione H.264, decompressione H.264 e ricompressione JPEG, sebbene molto bassa. Quindi, a maggior ragione, se il Blu-ray Disc fosse un collo di bottiglia per Interstellar, non dovrebbero esserci differenze. Eppure...



Non limitatevi solo all'analisi della risoluzione e del dettaglio, quindi anche della messa a fuoco. Andate oltre. verificate le "dimensioni" e la qualità del rumore video e soprattutto l'esposizione. Non fatevi distrarre dai colori: cercate di quantificare la dinamica e la ricchezza di sfumature...

Per il confronto, cliccate sulle immagini e verificate che i fotogrammi siano riprodotti pixe-to-pixel, quindi che non siano ridimensionati. Usate un buon monitor, possibilmente calibrato. Anche se le differenze sono così eclatanti che anche con un monitor starato e con dinamica di 500:1 dovreste poter giudicare con relativa tranquillità. Non aggiungo altro.

Emidio
 
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