So che mi attirerò l'odio di tutti i "puristi" per quello che sto per scrivere, ma un conto è rispettare la scelta artistica del regista, un altro è dare sempre e comunque per scontato che tale scelta artistica sia felice...
Per fare un esempio in un altro campo: io sono un lettore appassionato, ma certi libri che mi sono sciroppato sono scritti con parti anatomiche che andrebbero adibite ad altri usi (chiedo perdono per l'espressione, ma davvero non mi capacito come sia possibile che vengano pubblicati certi libri, scritti da persone prive di stile e di talento e, peggio ancora, che tali libri vendano milioni di copie!) e, in tutta franchezza, quella carta sprecata sarebbe meglio usarla in bagno per altri fini...
Quello che voglio dire è che va bene rispettare le scelte artistiche del regista, ma quanti registi sono dei veri artisti? Quanti di loro fanno scelte per cui "il fine giustifica i mezzi", cioé l'arte (il fine) giustifica scelte tecniche/visive che molte persone potrebbero trovare discutibili (bianco e nero, viraggio dei colori, immagini sfocate, contrasto bassissimo e via dicendo) in questa epoca di "immagini iperrealistiche"? Ok alla fotografia "slavata" di Dracula, ok alle atmosfere "soft" di Barry Lindon e via dicendo, ma non certo tutti i registi sono Coppola o Kubrick e, rincarando la dose, anche i registi di maggior talento spesso sfornano delle "sole" memorabili.
Tornando all'esempio dei libri. Perché libri spesso pessimi vendono tanto? Perchè l'idea/la storia piace al lettore. Tralasciando il fatto tutt'altro che secondario che spesso e volentieri pure la storia fa pena (mi vengono in mente alcuni scrittori italiani con un target di pubblico adolescente...

), restano quei libri con una storia potenzialmente bella ed avvincente, ma scritti con uno stile penoso. E' eresia pensare "bello sarebbe stato se questa storia l'avessa scritta (metteteci voi un nome, io direi Stephen King, anche se forse non è più quello di una volta)"? IMHO no. Stessa cosa per i fumetti. Una bella storia, scritta con grande maestria da un abile sceneggiatore e disegnata da un cane che non dovrebbe neppure disegnare le vignette del quotidiano locale. Non sarebbe stato meglio se a disegnarla fosse stato un vero artista del fumetto?
Chiaro, però, che una volta che il film è girato, tale resta. Si può smanettare finché si vuole sui settaggi (ma sarebbe comunque assurdo cambiare setting per ogni film!), ma non è che si possa fare più che tanto per rendere il film più di "proprio gradimento".
IMHO un film in HD dovrebbe avvicinarsi quanto più possibile alla pellicola originale (mi riferisco ad una pellicola restaurata o in perfette condizioni, naturalmente), con tutti i suoi pregi e difetti e nel pieno rispetto del film così come è stato concepito e diretto dal regista (con scelte che possono essere condivisibili o meno), ma ciò non toglie che la gente, spesso giustamente, possa storcere il naso di fronte a certe scelte (io ho ancora il voltastomaco a pensare a tutti gli sciami di inutili "moscerini" che tempestano 300 e che per me NIENTE hanno di artistico e che non hanno alcuna giustificazione neppure di carattere tecnico). Quello che secondo me andrebbe capito è che non tutti i film si prestano per una trasposizione in alta definizione (o meglio, non tutti i film possono essere "spettacolarizzati" dall'alta definizione), quindi IMHO è assurdo lamentarsi perché Eyes Wide Shut non è "sharp" e via dicendo. Il film così è nato e tale deve restare, IMHO compito dell'alta definizione è renderlo quanto più possibile simile alla versione originale proiettata al cinema, niente più e niente meno.
Un ultimo punto sui film "puliti", cioè nati e concepiti senza artefatti (grana o che altro) o particolari scelte di regia che ne pregiudichino il fuoco e/o la definizione, per non parlare di quei film "nati" per l'alta definizione, con scene chiare e luminose, alto contrasto "di base" e via dicendo. Tali film sono IMHO gli unici che si prestano (per il loro grado di "pulizia" e "nitidezza") ad eventuali "smanettamenti" sul filtro di sharpness o contouring o simili (presupponendo che questi funzionino come si deve e non generino artefatti già a bassi valori). Chiaro che il risultato non sarà forse "fedele" all'idea del regista, ma perché negare all'utente finale la possibilità di godersi un film con immagini "taglienti", contrastate, tridimensionali che, in fondo, è quello che lo "spettatore medio" (e non credo solo lui, anzi...) si aspetta dall'alta definizione?
IMHO un uso sensato di tali filtri su film che "si prestano" a queste manipolazioni, genera un'immagine più realistica, se non altro per il fatto di accentuare quella sensazione di tridimensionalità che è normale per la scena "dal vivo", mentre latita spesso e volentieri nei film. Il risultato finale non sarà fedele alla scelta artistica del regista? Può anche darsi, ma comunque se ne discosterà di poco e "farà contento" (e non poco) lo spettatore alla ricerca di quel "effetto finestra" che si aspetta dall'alta definizione.
Riassumendo, IMHO:
1) le trasposizioni in HD devono essere quanto più fedeli possibile alla pellicola originale (a meno che non sia lo stesso regista a voler diversamente)
2) l'uso di sharpening, contouring, etc. è "legittimo" se non genera artefatti e "doveroso" se aumenta la sensazione di "realismo e tridimensionalità"
3) non tutti i film, per come sono stati girati, "si prestano" all'uso di questi filtri
4) ognuno ha il diritto di lamentarsi delle scelte tecniche/artistiche del regista, ma IMHO è assurdo lamentarsi perché la versione in HD del film non "corregge" questi "difetti" (perché non sono difetti, ma scelte, e dunque non vanno corretti in fase di encoding, quello che casomai va criticato è il regista)