Il sistema di softstart serve ad evitare gli eventuali problemi connessi all'uso di grossi trasformatori, tipicamente il picco di corrente all'accensione, che obbliga ad impiegare fusibili del tipo ritardato per evitare che saltino se si impiegano del valore esatto richiesto e per scongiurare lo scatto del magnetotermico dell'impianto nel caso vi siano altre apparecchiature con discreto assorbimento che stanno utilizzando già la rete elettrica.
Male non fa.
Per quanto riguarda la storia del VUmeter: breve nota didattica.
La potenza, misurata in Watt, è determinata dalla formula che tutti conoscete: W=V x I, ovvero dal prodotto di tensione e corrente che alimentano il carico.
Se il carico è costituito da una resistenza, il cui valore non cambia, basta misurare la tensione ai capi della stessa per conoscere i Watt e questo è quello che fanno la maggior parte dei VUmeter più o meno giocattolo.
Il diffusore però è tutto fuorchè una resistenza, infatti si parla di Impedenza, il cui valore purtroppo varia con la frequenza.
In questo caso, per avere una lettura valida dei Watt bisogna misurare sia la tensione, alla solita maniera, che la corrente che scorre nel diffusore stesso, ottenendo così il vero valore di potenza; nel caso precedente il valore sarebbe esatto solo quando l'impedenza del diffusore era esattamente uguale al valore della resistenza con cui si è fatta la taratura, ad esempio 8 Ohm e 1 KHz.
Ottenuto questo rimane ancora un altro problema.
Il nostro ampli ha una potenza di 200 W, come quello di cui stiamo dissertando, per cui la scala disegnata sul pannello dello strumentino avrà tale valore come fondo scala (magari un pelino prima).
Quindi a metà scala il valore sarà 100 W, a un quarto 50 e così via.
Poichè non stiamo sonorizzando un "vero" cinema o una discoteca, quando ascolteremo a livelli da appartamento, magari 10 W effettivi, la lancetta si muoverà appena; si può benissimo mettere il fine scala a 20 W e tutto funzionerà bene per un po', poi mettiamo su il CD con la 1812 e quando arriva il colpo di cannone le lancette faranno il giro del quadrante

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Da qui la necessità di una indicazione logaritmica della scala e, di conseguenza, della misurazione.
Ultimo punto, la lancetta deve muoversi il più velocemente possibile verso il valore misurato e avere un rilascio un po' più lento, per dare modo di vedere la lettura.
Ci sarebbe poi da prendere in considerazione il fatto che tali tempi di attacco e rilascio sono ben determinati da normative e prevedere anche la possibilità di avere il blocco della lettura sul valore di picco.
Per cui, se si vuole mettere uno strumentino la cosa è fattibile e non costa molto oltre al prezzo degli indicatori stessi, come avevo sritto bastano due resistenze e un diodo o poco più, se si vuole però un vero indicatore il discorso è diverso.
In rete si trovano descrizioni varie.
Ciao