Rispettando il teorema di shannon sai per certo che nel passaggio analogico digitale e viceversa non hai perdita di informazione.
Questa è matematica e teoria dei segnali, non sono supposizioni audiofile figlie del marketing.
Il teorema di shannon dimostra che campionando un segnale con una frequenza pari alla fmax del segnale +1 si ha un passaggio senza perdita di informazione dal dominio analogico e continuo a quello digitale.
SUl teorema di shannon sono basate miliardi di applicazioni, tra cui la possibilità di parlare a telefono.
Secondo me il discorso da fare è differente: un segnale digitale è molto più resistente a fonti di disturbo esterne.
Un'antenna messa vicino all'impianto potrebbe creare un campo magnetico che per induzione va a modificare del segnale analogico che passa per un cavo, ma è quasi impossibile che lo faccia con uno digitale.
Il segnale digitale dispone di vari strumenti che permettono a chi lo invia di avere la certezza che arrivi a destinazione senza modifiche(bit di parità ad esempio).
Io insisto e mi chiedo una cosa: che vantaggio avete nel fare l'equalizzazione del segnale analogico? Equalizzate quello digitale: è più semplice, potete farlo gratis tramite PC, potete farlo con strumenti ad hoc del mondo prosumer. Funziona meglio, non avete conversioni, potete continuare a usare i vostri dac da migliaia di euro. Con un pc abbastanza potente potete fare cose che con quel minidps sono impensabili, l'equalizzazione sincrona del segnale, se si applicano filtri sulle ampiezze e sulle fasi può diventare computazionalmente onerosa: i processori dei pc son fatti apposta.
Dire "l'informazione digitale possiede una qualità superiore" è una cosa da esoteria audiofila, è una frase che dal punto di vista tecnico non ha nessun significato.
Anche il discorso sul "numero finito di valori che può assumere l'informazione digitale" è da cassare: ho 2^n valori. Mi basta trovare quell'n tale per cui detto p=1/(2^n), ossia minimo particolare che riesco a cogliere, p e p+1 diventino indistinguibili per il mio sistema di misura, qualunque esso sia. In soldoni, se ho 1.000.000 di livelli e il mio orecchio/microfono ne coglie solo 200.000 diversi, non avrò perso informazione
Inoltre, se ho 1.000.000 di livelli e il sensore che ha registrato l'informazione ha una precisione di 10^5(ossia coglie 100.000 livelli diversi), mi sto "inventando" 900.000 livelli(nella migliore delle ipotesi faccio uno spline cubico, ossia prendo quei 100.000 punti e fra ognuno dei due punti mi calcolo la cubica che minimizzi una cifra di merito; quindi prendo 10 campioni equispaziati, che però nella registrazione originale non esistevano e li ho inventati io di sana piante, con considerazioni puramente matematiche).
Secondo voi la musica come la registrano? Alla fine la tecnologia è sempre quella, sia in riproduzione che in registrazione. L'unica cosa che potrebbe essere chiamata fuori da questo discorso è il vinile, ma non ho mai troppo approfondito la questione tecnica dietro la creazione di un vinile.
Questa è matematica e teoria dei segnali, non sono supposizioni audiofile figlie del marketing.
Il teorema di shannon dimostra che campionando un segnale con una frequenza pari alla fmax del segnale +1 si ha un passaggio senza perdita di informazione dal dominio analogico e continuo a quello digitale.
SUl teorema di shannon sono basate miliardi di applicazioni, tra cui la possibilità di parlare a telefono.
Secondo me il discorso da fare è differente: un segnale digitale è molto più resistente a fonti di disturbo esterne.
Un'antenna messa vicino all'impianto potrebbe creare un campo magnetico che per induzione va a modificare del segnale analogico che passa per un cavo, ma è quasi impossibile che lo faccia con uno digitale.
Il segnale digitale dispone di vari strumenti che permettono a chi lo invia di avere la certezza che arrivi a destinazione senza modifiche(bit di parità ad esempio).
Io insisto e mi chiedo una cosa: che vantaggio avete nel fare l'equalizzazione del segnale analogico? Equalizzate quello digitale: è più semplice, potete farlo gratis tramite PC, potete farlo con strumenti ad hoc del mondo prosumer. Funziona meglio, non avete conversioni, potete continuare a usare i vostri dac da migliaia di euro. Con un pc abbastanza potente potete fare cose che con quel minidps sono impensabili, l'equalizzazione sincrona del segnale, se si applicano filtri sulle ampiezze e sulle fasi può diventare computazionalmente onerosa: i processori dei pc son fatti apposta.
Dire "l'informazione digitale possiede una qualità superiore" è una cosa da esoteria audiofila, è una frase che dal punto di vista tecnico non ha nessun significato.
Anche il discorso sul "numero finito di valori che può assumere l'informazione digitale" è da cassare: ho 2^n valori. Mi basta trovare quell'n tale per cui detto p=1/(2^n), ossia minimo particolare che riesco a cogliere, p e p+1 diventino indistinguibili per il mio sistema di misura, qualunque esso sia. In soldoni, se ho 1.000.000 di livelli e il mio orecchio/microfono ne coglie solo 200.000 diversi, non avrò perso informazione
Inoltre, se ho 1.000.000 di livelli e il sensore che ha registrato l'informazione ha una precisione di 10^5(ossia coglie 100.000 livelli diversi), mi sto "inventando" 900.000 livelli(nella migliore delle ipotesi faccio uno spline cubico, ossia prendo quei 100.000 punti e fra ognuno dei due punti mi calcolo la cubica che minimizzi una cifra di merito; quindi prendo 10 campioni equispaziati, che però nella registrazione originale non esistevano e li ho inventati io di sana piante, con considerazioni puramente matematiche).
Secondo voi la musica come la registrano? Alla fine la tecnologia è sempre quella, sia in riproduzione che in registrazione. L'unica cosa che potrebbe essere chiamata fuori da questo discorso è il vinile, ma non ho mai troppo approfondito la questione tecnica dietro la creazione di un vinile.
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