EQ-perché non si usa piu:?

frantic77

New member
ciao a a tutti!
mi domandavo come mai non si usano piu equalizzatori nei sistemi hifi come una volta...
o forse sono io che sono rimasto un po indietro?
 
no, anche io sono cresciuto con l'equalizzatore... io miei fratelli sono del 66 e 68 quindi.. so di che cosa si sta parlando

Ti dirò credo non c'è più esigenza, ma secondo me non è cosi...
 
Secondo me il classico equalizzatore grafico difficilmente poteva risolvere in quanto, per fare un buon lavoro, occorrerebbe un equalizzatore parametrico (dove si possono variare frequenze, fattori di merito, tipi di filtri: passa alto, passa basso, passa banda, ecc.). Inoltre, si tratta pur sempre di un sistema attivo che introduce un degrado più o meno accentuato del segnale.
Per fare un buon lavoro occorrerebbe, inoltre, un buon analizzatore con un buon microfono ed un po' di perizia (al fine di non fare troppa my-fi).
Adesso ci sono equalizzatori digitali tipo Copland DRC 205 che fanno un ottimo lavoro ma, ahimè, hanno la doppia conversione ovvero: convertono da analogico a digitale, quindi elaborano con i filtri che hanno calcolato in fase di prova per la correzione, quindi riconvertono da digitale ad analogico. Ciò degrada non poco il segnale ma, di contro, aggiusta notevolmente la timbrica (e, pare strano, l'immagine) anche in modo inatteso.
Avevo ed ho, anche se non più collegato, un copland DRC 205 che ho bypassato quando ho acquistato il MSB. Era inutile un DAC di pregio quando poi era installato un doppio convertitore a valle.
Ho risolto così (il copland dà assuefazione anche se se ne parla male):
il Jriver 17 (media player installato sul nuforce) ha un equalizzatore parametrico molto versatile e, con quello, ho ricostruito, con una pazienza estrema, le curve di compensazione del copland su entrambi i canali (ci vuole un sacco di tempo ma i risultati sono straordinari).
Essendo un equalizzatore software non degrada in alcun modo il segnale (non c'è alcuna conversione) occorre solo fare attenzione a non saturare.
Tieni conto che una buona equalizzazione corregge la scena e la profondità e dà risultati del tutto inaspettati.
Il copland me lo tengo che, se modifico l'ambiente, gli devo far rifare le curve di risposta e ricostruirmi le curve di compensazione.
Ciao, Enzo
 
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Esistevano anche gli equalizzatori parametrici, ma il punto di questa tipologia di prodotti. grafici e parametrici, era che essendo analogici introducevano comunque una variazione di fase nel segnale.

Con l'introduzione del digitale questo viene evitato ed i filtri, oltre ad essere molto precisi in tutti i loro parametri, non introducono rotazioni di fase.

Nota storica: il primo equalizzatore, che era di tipo grafico a terzi di ottava, disponibile per il grande pubblico, anche se costoso, fu l'Acousta Voicette della Altec Lansing.

Ciao
 
wow,siete davvero preparati su tutti gli argomenti:-)

grazie per le risposte.
io attualmente sto usando il mio rotel in firma per ascoltare musica liquida da PC,e trovo molto utile la possibilitá di intervenire con questi EQ.
sono curioso sentirele differenze nel suono quando finalmente mi acquistero un lettore CD buonetto.dove ovviamente non avro piu l'EQ.
solo il Treble-Bass del Pre.
 
Non per farmi i fatti Tuoi ma io resterei con la liquida (comoda e prestante).
Ti assicuro che se usato bene l'equalizzatore parametrico del jriver 17 (ne ha anche uno grafico ma è inutile) è uno strumento formidabile ed il jriver 17 costa solo 50 dollari USA.
Ciao, Enzo
 
Potresti uscire con la USB e collegare un dac asincrono USB bypassando l'hardware audio del PC.
Ciao, Enzo
 
In figura "Vecchio eq.JPG" una foto dell'equalizzatore con cui, da ragazzino ed anche un po' dopo, torchiavo le mie rcf br 1042 ottenendo solo delle cose terribili (di più non era e non sarebbe possibile ottenere). Ora è in "cantina" in quanto sono un po' nostalgico e lo tengo lì.
Il motivo per cui non si usano più certi apparecchi è che è molto difficile ottenere risultati soddisfacenti.
Ciao, Enzo
 
Secondo me invece l'equalizzatore può sempre servire. Ho usato un eq grafico per un paio di anni che aveva anche funzioni parametriche e altri filtri. Purtroppo il mio ambiente per quanto l'avessi trattato aveva tali problemi che non ne potevo fare a meno con diverse registrazioni. Ora che ho cambiato casa, la nuova saletta ha un'acustica decisamente più neutra e l'eq non mi serve più. Gli eq digitali non mi piacciono perchè elaborano troppo il segnale come ha detto Enzo66, per questo ne scelsi uno analogico ma di qualità molto elevata. Secondo me va utilizzato in situazioni in cui non se ne può fare a meno, un po com'era nel mio caso e usato per piccoli aggiustamenti. Usandolo in questa maniera non mi degradava per niente il segnale (ho fatto ripetute prove con e senza). :)
 
Quoto in pieno! Può sempre servire sì, anzi, nella stragrande maggioranza dei casi penso che serva. Gli ambienti delle dimensioni usuali hanno modi di vibrare propri che dipendono dalle loro caratteristiche geometriche e, su ciò, poco si può fare soprattutto nella parte più bassa della gamma audio.
Questa era la mia situazione senza equalizzazione ambiente+801D.jpg
Questa è la situazione con l'equalizzazione software ottenuta come specificato in un post sopra Equalizzata.jpg.
Penso sia che sia comune a molti ambienti una situazione del genere.
In sintesi nel mio caso con un equalizzatore grafico non ho mai ottenuto niente di buono, con il digitale sì ma troppe elaborazioni, con il software, mi ritengo molto soddisfatto (utilizzando il copland solo come analizzatore).
Ciao, Enzo
 
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Gli equalizzatori grafici o anche quelli parametrici per la correzione ambientale servono a poco o nulla.

Anche quelli a terzi di ottava analogici hanno una risposta dei filtri abbastanza larga per cui vanno ad influenzare anche frequenze che non necessitano di intervento, oltre a questo, sempre quelli grafici, hanno frequenze di intervento fisse, che difficilmente coincideranno con le frequenze su si deve intervenire.

Con quelli parametrici le cose vanno già meglio, la frequenza è regolabile e il Q del filtro può essere anche impostato su valori elevati anche se non proprio a spillo come sarebbe necessario e poi non erano mai in numero sufficiente.

Rimane poi sempre il problema della fase.

Negli anni 70 e 80 c'è stata l'apoteosi dei filtri grafici che, effettivamente, facevano più danno che altro, ma erano molto scenografici; c'erano anche dei parametrici,ma costavano di più e non erano molto diffusi, oltre a non essere per nulla scenografici, anzi, solo una serie di cursori difficili da regolare.

Con il digitale è tutta un'altra storia.

Ciao
 
Avendolo utilizzato non sono d'accordo a meno che non si creda che l'eq sia la panacea da tutti i mali. In quelli grafici a terzi d'ottava, dai 24Hz fino ai 150Hz circa, che sono poi le frequenze più ostiche e problematiche, l'intervallo non è tanto largo ed è più che sufficiente, anche perchè cmq la stanza va in ogni caso trattata. L'eq va utilizzato solo per aggiustamenti fini. Nel mio caso non andavo oltre i 3-4db di attenuazione solo per un ristretto range di frequenze e così facendo non avevo neanche problemi di fase. Se si fanno regolazioni oltre i 12db allora il discorso cambia, ma devono essere situazioni ben oltre la disperazione. :)
 
nano70, ma come fai a correggere un picco a 57 HZ quando hai solo la possibilità di regolarlo a 40?
fa più male una correzione sbagliata o una conversione AD DA? con che strumenti hai fatto l'analisi della risposta nel tuo ambiente? ad orecchio?
 
Scusa se rispondo io ma è un argomento che mi appassiona parecchio. Nel mio caso con un eq grafico avrei fatto solo dei danni. Come dice Nordata sono filtri con risposta larga pertanto modifichi sensibilmente tutto un intorno di frequenze rischiando di ottenere, di solito, un risultato molto approssimativo. Non si esclude, comunque, che possa funzionare e che un miglioramento si riesca ad ottenere come nel caso di Nano70 ma occorre essere in gamba ed anche, penso, un pizzico fortunati (partire da una risposta in ambiente che già si presta ovvero con "monti e valli" nei punti giusti e con le pendenze giuste che si adattano ai filtri del eq grafico).
Riguardo le forme di degrado più accettabili, dipende dalla situazione da cui parti e da cosa è più sensibile il tuo orecchio e/o dal compromesso che sei disposto ad accettare o da quanto il tuo impianto è sensibile. Mi spiego: se hai una risposta ambiente + diffusori tortuosa ed il tuo gusto personale (o orecchio) è più sensibile alla risposta in frequenza che non ad altri aspetti (microdinamica, microcontrasto, risoluzione effettiva), allora un apparecchio tipo il copland drc 205 è pazzesco. Ti raddrizza la risposta in frequenza come un fuso. Il problema è che riduce appunto la risoluzione effettiva per il fatto della doppia conversione che dovrebbe essere sublime ma non lo può essere in un apparecchio che è del tutto formidabile ed è caratterizzato da un costo, per quello che fa (ripeto che a mio avviso è una macchina eccezionale), estremamente contenuto. Io l'ho bypassato sostituendolo col parametrico del jriver 17 proprio per non compromettere la risoluzione effettiva. E' stato un lavoro molto impegnativo ma ne è valsa la pena. Ovviamente l'analisi su cui è stata basata la forma e taratura degli oltre 40 filtri costruiti l'ho fatta tracciando la risposta in frequenza con il copland.
Ciao, Enzo
 
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e i sintoampli che EQ usano?io ho il Pioneer in firma che fa un bel lavoro per i miei gusti.infatti ho usato gli stessi parametri nel mio 2Ch.
copiando quelli rilevati dal Pio
 
Hanno già risposto Stazza e Enzo66 vorrei pertanto solo puntualizzare che in un equalizzatore grafico, anche a terzi di ottava, la pendenza dei filtri, in quelli commerciali anche se buoni, non era/è mai superiore ai 12 dB/Ott, pertanto regolando una frequenza si andrà ad intaccare abbastanza pesantemente quelle adiacenti.

Il risultato è pertanto aleatorio e non si può certo andare ad eliminare una data risonanza, limitata ad una ben precisa frequenza.

Una precisazione, poichè sovente vedo che ci si dimentica di un fatto ovvio: con l'equalizzazione attiva, in qualsiasi modo venga fatta, si possono attenuare le risonanze, ma non si possono riempire i nulli (ovvero i buchi), se in un ambiente una frequenza viene cancellata per l'interazione con l'ambiente c'è ben poco da fare, non la si può aumentare semplicemente amplficandola, si deve purtroppo ricorrere a correzioni passive, che risolvano il problema alla fonte.

Ciao
 
nano70, ma come fai a correggere un picco a 57 HZ quando hai solo la possibilità di regolarlo a 40? Fa più male una correzione sbagliata o una conversione AD DA? Con che strumenti hai fatto l'analisi della risposta nel tuo ambiente? ad orecchio?
Come ho speiegato, nel mio caso ho prima cercato di trattare al meglio l'acustica della stanza, poi alla fine ho dovuto prendere un eq per fare degli aggiustamenti ma nell'ordine di 3-4db al massimo su diverse frequenze e non su una sola. Sulla qualità sonora finale un intervento del genere, se fatto con un eq di qualità (per inciso il mio eq non è di livello commerciale), non comporta nessun tipo di degrado mentre invece una doppia conversione si e non poco, indipendentemente poi dalle regolazione che vengono fatte e che a loro volta comportano un degrado, visto che intervengono dei DSP. L'analisi l'ho fatta ad orecchio perchè l'intervento dell'eq non era sempre necessario, infatti spesso lo tenevo spento. Avendo un sistema di alto livello preservare al massimo la qualità sonora era la mia priorità piuttosto che la linearità, per questo ho sacrtato il drc (tra l'altro il Copland, senza offesa, ma è un drc commerciale). Tra l'altro dovevo equalizzare anche il giradischi e fare una conversione A/D-D/A di un vinile non ha senso. :)
 
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