Ogni proiettore tritubo, è un ossimoro, è equipaggiato da tre tubi, ciascuno dedicato ad un colore primario (Rosso, Verde e Blu). I tubi (CRT) possono essere di dimensioni diverse, a seconda dell'area utile dei fosfori, su cui viene costruita l'immagine, per l'appunto, 7, 8 e 9 pollici. E' intuitivo che ad una superficie utile maggiore corrisponde una possibile migliore definizione e luminosità dell'immagine, anche se numerosi altri fattori, alcuni inerenti alla macchina, altri inerenti all'installazione, influiscono sul risultato finale.
In termini molto generali e per le macchine costruite dopo il 1996-97 si può dire che, in termini di crescente qualità si può stilare la seguente classifica:
1) proiettori con tubi da 7", generalmente a fuoco elettrostatico ed AC (air coupled)
2) proiettori con tubi da 8", a fuoco elettromagnetico, AC
3) proiettori con tubi da 8" a fuoco elettromagnetico, LC (accoppiati a liquido)
4) proiettori con tubi da 9" a fuoco elettromagnetico, LC
Sempre in termini generali, attualmente il miglior rapporto qualità prezzo lo ritrovi per i proiettori da 8 pollici, siano essi AC o LC (qualche esempio: Marquee 8500, Barco 808 e cine 8, Sony G70) Con un po' di ricerche non è difficile trovare esemplari in ottime condizioni e con tubi in ottimo stato (requisito fondamentale) per cifre intorno ai mille euro.
I 7" hanno senso solo in impianti senza troppe pretese, veramente economici.
I proiettori da 9 pollici (Marquee 9500 LC, Barco 1209, cine 9, 909, Sony G90) sono gli unici che hanno ancora un certo valore di mercato. A seconda delle condizioni li trovo tra i 2000 e i 5000 euro (cifra, quest'ultima, a mio avviso, giustificabile solo per unità in condizioni pari al nuovo, recenti e garantite dal rivenditore in caso di malfunzionamento).
Le unità da 9 pollici ( e per certi versi quelle da 8) hanno caratteristiche di qualità d'immagine tuttora non superate dai proiettori digitali (almeno quelli di costo inferiore ai 10.000 euro). Non sto dicendo che sono superiori (anche se lo penso

), ma che, per dimensioni di schermo non eccessive (diciamo inferiori ai 3 metri di base) e se nell'immagine si privilegia la naturalezza, la tridimensionalità, l'assenza di artefatti di movimento, sono tuttora la scelta migliore. Se i parametri di scelta sono invece la definizione, il contrasto e la luminosità dell'immagine, gli schermi di grandi dimensioni (particolarmente se anamorfici), allora è sicuramente meglio scegliere un buon digitale.
Questo, naturalmente, tacendo di ulteriori svantaggi dei CRT quali il peso, gli ingombri, la difficoltà di installazione, caratteristiche che, unitamente alla complessità costruttiva ed ai costi, ne hanno decretato la scomparsa (ricordiamo che stiamo parlando di una tecnologia che negli ultimi 15 anni non ha avuto significativi aggiornamenti: si può solo immaginare a quale qualità di immagine si sarebbe pervenuti se gli investimenti e la ricerca nel settore fossero continuati...)