Se posso dire la mia, da addetto ai lavori, ho l'impressione che ci sia molta confusione tra i "difetti" o presunti tali che ci si porta dietro in fase di ripresa e quelli che derivano dall'operazione telecinema + compressione. Il ragionamento vale anche per i DVD e non solo per i bluray, con alcuni distinguo.
In primis, la qualità della ripresa, e per qualità intendo pulizia e definizione, sono determinate da fattori ben precisi, ovvero:
1) tipo di ripresa (pellicola vs elettronico) - ma la maggior parte dei film è girata in pellicola.
2) Qualità delle ottiche
3) nel caso della pellicola, qualità e sensibilità della pellicola
4) Luci: e qui le scelte fotografiche sono determinanti - è praticamente impossibile ottenere una buona qualità con luce naturale, a meno di non essere in pieno sole. Ma a volte la scelta è artistica e prescinde dalla qualità.
5) Budget! Che poi riassume in una voce molte delle cose dette sopra. Film a basso budget non si potranno permettere un parco luci gigantesco, studi enormi, pellicole di alta qualità o ottiche superlative. Non tutti si possono permettere di girare Batman in IMAX!
E qui si ferma il discorso della produzione. Faccio notare ai talebani del partito "no grana" che nel 99% dei casi, quello che si vede al cinema è una copia positiva di un internegativo che è almeno alla terza generazione, per non parlare dell'audio, che se è in dolby digital è stampato sulla pellicola con tutti i problemi di correzione degli errori del caso, se è in DTS è meglio perché è su CD separati, ma non è mai all'altezza dell'audio DTS di un normale DVD o BLURAY.
Cero, la situazione è molto migliore nelle sale digitali. Infatti, a fronte di una definizione TEORICAMENTE inferiore a quella della pellicola, abbiamo un file che è stato realizzato da telecine a 4K dal negativo originale (che comunque, è sempre almeno una seconda generazione...) e l'audio è in PCM non compresso. Ma ormai le sale digitali sono tutte dedicate all'ultima moda, il 3D, quindi....
Cosa succede quando si realizza un bluray?
Bene, si parte dallo stesso nastro HD (HDCAM-SR o D5) con il quale si è realizzato il file per le sale. Quindi, telecinema dal negativo originale, audio non compresso, ecc.
Si comprime il video in VC1 o in H264 (non prendo nemmeno in considerazione l'MPEG2 che qualcuno usa ancora, con totale disprezzo per i consumatori...). tali compressioni sono più o meno equivalenti a quelle del D-Cinema, il quale può usare anche una cosa chiamata jpeg2000 ma che non è ne meglio ne peggio delle compressioni "nostrane" per bluray.
L'audio, come sapete tutti, dipende da vari fattori, e non entro qui nel merito.
Alla fine, quello che si vede su bluray è esattamente quello che si potrebbe vedere in una buona sala D-Cinema, e meglio di quello che si può vedere su pellicola.
Allora, perché tante lamentele?
E' semplice: perché molti film, anche di culto, sono girati con due soldi. Perché molti registi, e direttori della fotografia, hanno un occhio più attento all'atmosfera piuttosto che alla qualità.
Ma soprattutto perché molti di quelli che si guardano i bluray hanno sharpeness al massimo e non vanno mai al cinema...
Io al cinema ci vado, anche se non spesso, E tutte le volte, vedo immagini sfocate, grana a go go, e mi è capitato anche, una volta, di vedere un film (signs) con l'aspect ratio sbagliato in 4:3 con i microfoni che entravano da sopra ogni 2 secondi!!!
Qui non è come l'Hi-Fi dove il confronto si fa tra un suono vero e un suono riprodotto. Il confronto è tra quello che il direttore della fotografia ha approvato e quello che vediamo noi. Che di solito coincidono. Se poi il direttore della fotografia aveva una percezione della realtà con colori saturi, sfocata e piena di grana, pazienza. Non guardate i suoi film.