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Degrado sonoro solchi interni vinile, fino a dove ci si può spingere?

windir

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Lecco
Buongiorno. In questa mattinata uggiosa, dopo un periodo di assenza forzata dal mondo analogico, ho deciso di rispolverare qualche vinile (complice anche i recenti acquisti/upgrade). La mia domanda è: tenendo conto di un settaggio ottimale, della qualità generale del tt (ma anche di testina e stadio phono) di livello entry (come quello in mio possesso, in firma), fino a dove è possibile leggere in modo quasi perfetto e quindi senza degrado/distorsioni un LP? So che ovviamente dipende da molteplici fattori ma, nonostante abbia settato tutto alla perfezione tramite diverse dime (tnt è quella che preferisco e che rende, tra l'altro, le cose molto semplici), regolato peso (con bilancina), antiskating, azimuth e vta (per quest'ultimo l'unica possibilità è sperimentare mat di spessori differenti) come da manuale, quando arrivo in prossimità dell'etichetta di un disco (diciamo a 1cm) la qualità di ascolto ne risente, non in modo insopportabile ma se confrontato con un CD purtroppo la cosa è piuttosto palese.

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Non possiedo molti dischi stampati 'al limite' come quello sopra, su una cinquantina diciamo 4 o 5, il 'difetto' è percepibile soprattutto sulle frequenze alte, con determinati generi (metal e hard rock in primis) o nei brani più complessi/bombastici a livello sonoro (con molti strumenti, chitarre distorte, voci e cori...). Il suono si impasta molto, si 'incupisce' e c'è perdita di dettaglio. Forse ad un orecchio poco allenato o distratto la cosa non si capisce ma io lo noto eccome.
 
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