mi sembra che qua dentro si stia confondendo l'aspetto "illecito" della questione (legato alla violazione di una licenza d'uso) con l'aspetto "illegale" della stessa (legato alla commercializzazione/distribuzione dell'eventuale prodotto).
Premessa: quando si acquista un DVD o BR, non si acquista "il film", ma una licenza d'uso alla riproduzione, per fini ed in ambiti privati, di una copia di quel film...quindi, tralasciando il discorso analogico/digitale (che è giustissimo, in quanto la violazione della licenza d'uso, tecnicamente, si ha nel momento in cui si superano i meccanismi di protezione, a qualsiasi titolo lo si faccia), è evidente che fare una semplice copia personale non rappresenta un fatto illegale (ossia penalmente perseguibile), ma illecito (in quanto si viola una condizione contrattuale stipulata con la casa produttrice)...
discorso diverso se io, quella copia che ho fatto, la rivendo o la uso per ottenerne un ingiusto profitto...in quel caso si sconfina nell'illegale e nell'area del penalmente rilevante...
Detto questo, mi sembra evidente che la discussione in merito al procurarsi una copia personale sia aria fritta, in quanto riguarda un rapporto contrattuale tra acquirente e casa produttrice/venditore, che non ha alcun interesse a perseguire civilmente il singolo utente....tanto è vero che sono le stesse case produttrici che stanno studiando soluzioni come le famose "digital copy", ossia versioni che permettano di garantire, non violando le protezioni digitali, una versione digitale del film acquistato da utilizzare sempre a scopo personale, ossia sempre nei limiti della licenza d'uso.
Per non parlare poi di tutte quelle situazioni borderline che, infatti, non vengono minimamente chiamate in causa dalle case stesse (anzi, le tollerano senza problemi): vedi iTunes e la possibilità di importazione delle tracce musicali da ogni CD posseduto...
Ricordatevi sempre che alle case produttrici non gliene frega nulla del comportamento dell'acquirente, una volta che questi ha pagato e che non mina i possibili guadagni della casa stessa: il problema si pone nei confronti di chi distribuisce illegalmente i vari software nelle reti p2p, atteggiamenti che si traducono in mancati guadagni e che non possono essere perseguiti penalmente (ecco il motivo della grande diatriba e relativa causa con thepiratebay, dove si è cercato per la prima volta di creare un principio di legge a riguardo).
@Nordata: quello che dici si rifà ad un principio ancora diverso (e che, secondo me, può anche diventare legge per volontà di Sarkozy, ma poi verrà irrimediabilmente distrutto appena arriva in Corte di Giustizia europea), ossia si vorrebbe creare e confermare una volta per tutte il principio per cui l'intestatario di un determinato ip è personalmente responsabile di tutto ciò che viene fatto attraverso esso...ripeto, per come la vedo io, mi sembra evidente la mancanza di "appigli" giuridici per sostenere una tesi del genere, comunque vedremo...ora è inutile sprecare parole sull'ovvietà che la mia linea ed il mio computer possano tranquillamente essere usati da qualcuno che non sono io...basti anche solo pensare alle reti wifi non protette.