Consiglio amplificatore per impianto HiFi streaming.

Anche io sono per separare i componenti, si ha una flessibilità assoluta e si può cambiare/aggiornare solo quello che serve.
 
@fedezappa concordo con te, ma (e sai bene quanto "penai" per arrivare all'iFi, cioè un DAC che si avvicina ai miei gusti, o ti devo linkare il topic?): io mi auguro che l'OP @Zooropa non compri a scatola chiusa, che l'all-in-one gli piaccia come suona, che vada a sentirli e a confrontarli, sia in ambito digitale (con il DAC inserito), sia in quello analogico.
Se gli piace in ambo le modalità, poi, per cambiare DAC, se vorrò cambiarlo, avrà tutto il tempo di questo mondo.
II mio primo DAC, che fu il primissimo Cambridge Audio DAC Magic, lo presi perché, in ogni dove, tutti dicevano che il dac interno al Touch faceva pena e che il CA era decisamente meglio.
Ad anni di distanza ti posso dire che: cavolate (volevo usare una parola diversa, ma meglio contenersi).
Se le differenze c'erano erano minime, personalmente non le avevo mai percepite (e non sono l'unico).
Ma ormai la frittata era fatta e..., boh, 2021? 2022? cambiai il CA con il D50s, che ora fa il suo dovere nell'impianto dello studio.
Poi, dopo alcuni ascolti, arrivai a trovare una pace dei sensi con l'iFi (poi, ovvio, c'è un prodotto della stessa azienda che mi titilla assai, poi guardo il prezzo e mi passa la voglia :D)
Avrà tempo in seguito a cambiare la parte DAC del tutto in uno (la parte streamer no, imho), se come ampli gli piace lo potrà tenere a lungo e, quando e se vorrà, cambiare la parte DAC con qualcosa di migliore (con il nuovo chip BT di Qualcomm :D) a livello sonoro.
Perché, diciamocelo: per avere un DAC veramente ben suonante serve una cifra impegnativa (parlo di prezzi del nuovo; e il tuo Rega è parecchio difficile da trovare nell'usato, per esempio): almeno 7/800 euro (di listino).
Facciamo 150 di minipc nel quale gli facciamo installare Daphile (+7/800 di DAC)... quanto resta per il solo ampli, in grado di pilotare bene le SF Sonetto?

Un consiglio a @Zooropa: non scegliere l'ampli (il NAD) per le caratteristiche che ho elencato io (per esempio non conosco il Naim, dal punto di vista DAC e streamer), ma sceglilo esclusivamente per come suona in accoppiata alle SF Sonetto alle tue orecchie
 
La prova casalinga (nuovo con diritto di reso) è indubbiamente meno rischiosa, ma in quanti, nonostante questa, dopo un po’ si accorgono che l’oggetto non èdi loro gradimento? Spesso, quando non hai almeno 5/10 anni di esperienze di ascolto alle spalle, è difficile scegliere con cognizione di causa in 2 settimane anche A CASA PROPRIA E NEL PROPRIO AMBIENTE… figuriamoci quando si sceglie ascoltando in negozio dove spesso l’ambiente è profondamente diverso (ottimizzato e trattato).

Nell’usato si compra spesso alla cieca, ma almeno al momento della rivendita non è un bagno di sangue, motivo per il quale comprenderei anche l’azzardo di prendere un all-in-one, pur con i limiti descritti nel precedente post.
 
almeno 7/800 euro (di listino).[CUT]

Usato l’ho visto anche a poco più di 300€ all’estero. Io l’ho preso a 340 spedito dalla Germania.
Certo, non si può pretendere di trovare sempre tutto a portata di mano. Io per trovare alcuni oggetti al prezzo che ritenevo equo ho aspettato mesi. Ma del resto l’hifi non è un farmaco salvavita, si può tranquillamente pazientare.
 
Giusto per portare un po' d'entropia...
spezzo una lancia a favore della soluzione integrata o al limite streaming di rete + amplificatore. Essendo estremamente pigro valuto molto attentamente se è il caso di moltiplicare all' infinito gli "scatolotti". In sostanza, la domanda sarà se vale la pena cercare quel particolare del suono che mi aggrada (se le registrazioni sono decenti) o avere un impianto che per semplicità mi farà ascoltare musica in ogni situazione.
 
Trovo, per esperienza personale, che un all in one sia un buon punto di partenza per iniziare il percorso nella fruizione della musica liquida. Minore complessità, buon equilibrio, zero problemi di accoppiamento e gestione con un solo telecomando, senza cavi di interconnessione… tutto in uno scatolotto, ottimo soprattutto per chi ha problemi di spazio. Possibilità di upgrade, attraverso i vari ingressi è possibile utilizzare uno streamer esterno sia pc o elettronica dedicata, in seguito si può sempre interporre un DAC, un clock e qualsiasi altro apparecchio si voglia per ottimizzare la qualità del suono o personalizzare la gestione.
 
domanda sarà se vale la pena cercare quel particolare del suono che mi aggrada (se le registrazioni sono decenti) o avere un impianto che per semplicità mi farà ascoltare musica in ogni situazione.[CUT]

Non è questione di cercare il “particolare” (pelo nell’uovo o dettaglio nascosto nell’incisione, che dir si voglia), ma di ottimizzare per migliorare l’equilibrio e, di conseguenza, ridurre la fatica di ascolto (-> maggior piacevolezza).
 
zero problemi di accoppiamento[CUT]

A quali problemi ti riferisci? Se si tratta di problematiche (impuntamenti o non riconoscimenti) di file, quindi di dialogo tra streamer e dac, è un argomento che non conosco, utilizzando la liquida solo marginalmente.

Se parli invece di accoppiamenti sorgenti/pre/finale, le idiosincrasie sono assai rare e possono riguardare i pre passivi (attualmente poco diffusi) o alcune amplificazioni valvolari, le quali hanno impedenza, guadagno, e a volte sensibilità, diversi dalla norma. Situazione anch’essa poco frequente.
Nel dubbio, cioè in assenza di dati dichiarati, si può sempre mandare una mail alla casa madre. Io, ad esempio, ho contattato il costruttore del mio pre in quanto non dichiarava il guadagno tra le specifiche. Si trattava alla fine di un valore normalissimo, così come lo sono sensibilità e impedenza, alla pari di un qualunque modello a transistor.

Poi ovvio che prendere un all-in-one ha altri vantaggi, che hai ben elencato.
 
Ultima modifica:
Non è questione di cercare il “particolare” (pelo nell’uovo o dettaglio nascosto nell’incisione, che dir si voglia), ma di ottimizzare per migliorare l’.

Parliamo della stessa cosa da punti di vista differenti. Gli accoppiamenti tra tanti apparecchi diversi per fare funzionare al meglio ogni componente vanno provati attentamente, servono tempo ed esperienza (e avere chiaro quello che si vuole raggiungere). Le soluzioni integrate come punto di partenza a giudicare dalla richiesta iniziale mi sembrano più ragionevoli e mettono al riparo da cattive sinergie.
 
A quali problemi ti riferisci? Se si tratta di problematiche (impuntamenti o non riconoscimenti) di file, quindi di dialogo tra streamer e dac, è un argomento che non conosco, utilizzando la liquida solo marginalmente.

Se parli invece di accoppiamenti sorgenti/pre/finale, le idiosincrasie sono assai rare e possono riguardare i pre passivi (attualm..........[CUT]
Vedila sempre dal punto di vista di un neofita, accoppiare già una sorgente ad un amplificatore, e aggiungi a volte un DAC non è poca cosa. Parlando di analogico se partiamo da un gira basico e testina e ci si accontenta allora va bene tutto ma la messa a punto fine non è così semplice. Per non parlare dei software che devono funzionare continuamente anche nella liquida.
 
Le soluzioni integrate come punto di partenza a giudicare dalla richiesta iniziale mi sembrano più ragionevoli[CUT]

Questo l’ha scritto l’opener nel post 13, mi sembra che abbia più di un dubbio:

Poi però penso all'obsolescenza e a cosa comporta spendere una cifra non proprio bassina su un unico elemento (di questo tipo ovviamente).
Mi chiedo appunto se tra qualche anno quell'oggetto diventi di fatto un peso, per questioni di app native, aggiornamenti su modelli di streaming, non saprei.
Da quel punto di vista andare su un amplificatore a parte, pensando di prendere uno streamer forse permetterebbe di buttare nel medio termine meno soldi.[CUT]

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mettono al riparo da cattive sinergie.[CUT]

Scusa se insisto su questo punto, ma per chiarezza chiedo anche a te di quali sinergie parli:

- dal punto di vista della “comunicazione” tra sorgente (che manda files) e dac? Sono d’accordo, anche se non è il mio terreno di esperienza.
- dal punto di vista elettrico? Le idiosincrasie sono assai rare e facilmente evitabili, anche chiedendo consiglio qui.
- dal punto di vista sonico? È ovvio che la sinergia nettamente più influente sul risultato (almeno un buon 70%) è quella tra diffusori e ambiente. Secondariamente in ordine di importanza quella tra ampli e diffusori, quindi anche qui le sinergie tra elettroniche non ci azzeccano perché nel “pacchetto” all-in-one non sono compresi i diffusori. In sostanza, la sinergia che tutti ricerchiamo è una correzione con successo del comportamento dei diffusori in ambiente (a livello di timbrica, dinamica, ritmica, scena sonora, ecc). Ergo, il concetto di “sinergia tra le elettroniche”, è un concetto fuori focus.

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Vedila sempre dal punto di vista di un neofita[CUT]

Se, per ragioni personali e minori rischi, non si vuole sezionare la sorgente dividendola tra streamer e dac, si può sempre spezzare la catena a livello di amplificazione. In pratica si avrebbero streamer/pre/finale. Mossa che mi trova d’accordo perché rende la catena flessibile nelle elettroniche che contano maggiormente (il pre per il carattere sonoro, il finale per quanto riguarda il pilotaggio dei diffusori).
 
Ultima modifica:
Direi il contrario, se selezionando bene gli accoppiamenti come sostieni posso massimizzare il risultato deve essere vero anche il contrario, la possibilità di sbagliare gli accoppiamenti e ottenere un risultato non particolarmente soddisfacente. Quindi per chi è alle prime armi o limitato in tempo e/o risorse la scelta ottimale potrebbe essere un all in One.
Per quanto riguarda l' interfaccia ambiente diffusori, si apre un' altro capitolo e la correzione digitale fa miracoli..
 
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