Confronto cavi digitali coassiali: Audioquest Forest vs HQ economico

Conosco bene la differenza tra segnali digitali informatici e quelli digitali in campo audio e sono conscio dell'esistenza, nei primi, dei protocolli per la correzione dell'errore con anche la ripetizione dell'invio dei pacchetti sino ad ottenere il valore corretto, cosa impossibile in campo audio dove la decodifica avviene in tempo reale, anche se pure qui esistono dei sistemi di correzione dell'errore, ma meno sofisticati dei primi, proprio per la questione del tempo occorrente.

Il mio era un esempio per indicare che in campo informatico, dove un solo bit errato può mandare tutto in crash, nessuno si è mai sognato di commercializzare dei cavi esoterici e meravigliosi, magari usando gli aggettivi tanto cari in certi altri campi.

Ma non solo in campo informatico, pensiamo ai campi quali gli apparecchi elettromedicali di cura e diagnosi, dove vi sono segnali digitali ed analogici, anche a livello bassissimo, in campo aerospaziale, nella strumentazione di misura, tutti campi in cui l'errore non è ammesso per nulla o in minima misura, avete mai visto pubblicizzati cavi miracolosi, avete mai visto che cavi si utilizzano in questi campi? Ovviamente ottimi, ma realizzati in base a normali leggi fisiche, quindi con un buon isolamento e schermatura ed una buona conduttività, sopratutto affidabilità.
 
Osservo (è quello che dicevo prima): se la mia applicazione richiede alta affidabilità devo prendere delle precauzioni a livello applicativo (in genere con la scelta di opportuni protocolli). Il cavo normalmente fissa solo un requisito minimo.
Strano che produttori di HiFi non prevedano per l'USB applicazione audio realtime in alta affidabilità - sarebbe un buon argomento di marketing.

L'SPDIF però è un caso a parte in quanto, per la sua natura, non prevede ritrasmissioni. E' sul requisito minimo che è ambiguo, non ben definito.
ma ritengo che un pacchetto ogni x perso non può influenzare l'ascolto in quanto il successivo è la continuazione del precedente
In media è vero, immagino che la maggior parte dei DAC lavori così. Ho una piccola esperienza al riguardo: il mio 'connector' (in firma) ha un parametro da usare nel caso un DAC non si agganci (fixed clock). Ed in quanto tale funziona. Ora l'effetto è che i toni crepitano (il solito assordante 1 KHz). L'ordine sarà una decina al secondo ... misura molto soggettiva. Insomma il clock dell'SPDIF sarà bello stabile, peccato che qualche campione viene verso.
Provato con musica .... io differenze non ne ho avvertite, malgrado i miei sforzi.

E' chiaro, soggettivo, singolo, no blind ..... però magari trovi quello che trova inascoltabile la digitalizzazione delle musica e riconosce l'alta definizione audio da quella tipo CD ....
 
però magari trovi quello che trova inascoltabile la digitalizzazione delle musica e riconosce l'alta definizione audio da quella tipo CD ....

Non si tratta di alta fedeltà o meno ma proprio della digitalizzazione dell'audio che effettivamente è differente dall'analogico ,mi ricordo che è un problema venuto fuori proprio quando uscirono i primi CD , c'erano persone che dichiaravano mal di testa con la musica digitale , ovviamente all'epoca non essendoci internet la verifica dell'info era praticamente impossibile ( oltre che ero troppo piccolo per potermene preoccupare :eek: ) , se poi tali dichiarazioni erano effettuate in blind test o meno non lo sapremo mai.

L0108_BitGraph.png


Ricordo che la spiegazione diceva che la causa era la seghettatura ...
 
Ultima modifica:
Scusa ma non ho compreso i passaggi , senti i toni crepitare o non li senti ?

Le due frasi non vanno d'accordo..

Su un tono (a qualsiasi frequenza), sento un crepitio sovrapposto al tono (era questo probabilmente non chiaro).
Nell'ascolto normale nulla.
PS: Il problema l'avevo con il mio vecchio DAC MAGIC con campionamenti > di 48 KHz. Problema poi superato con l'Anthem.
 
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