Fermi tutti!
Per caratterizzare il proiettore servono tante misure: il CLO non ci dice com'è la curva del gamma. Non ci dice com'è il bilanciamento del bianco ai vari step della scala dei grigi. Non ci dice neanche come sono i colori, né come gamut, né come precisione alle varie saturazioni.
Il CLO ci dice solo quanto sono luminosi i colori e basta. E ci dà solo qualche info in più rispetto al flusso luminoso misurato sul bianco. Tutto qui.
Ad esempio, se un proiettore ha 1000 lumen sul bianco e 1000 lumen sui colori è un conto.
Se un proiettore ha 1000 lumen sul bianco e 500 lumen sui colori è un altro conto. Tutto qui.
Se con il mio proiettore ho bisogno di proiettare solo qualche powerpoint, e per le slide ho l'accortezza di usare uno sfondo bianco e il colore dei contenuti della presentazione può passare in secondo piano, allora non mi importa del CLO.
Se invece voglio proiettare delle foto oppure tra i contenuti delle mie presentazioni il colore è molto importante, allora conoscere anche il CLO è molto utile. Faccio un esempio. Devo fare una presentazione da un cliente. Il cliente è "Che Banca!".
Ecco come apparirà il logo di "Che Banca" su un proiettore in cui il CLO e i lumen coincidono:
Ecco invece come potrebbe apparire su un proiettore in cui il CLO sia molto più basso rispetto al flusso luminoso:
In questo secondo caso, dovrò solo tarare il proiettore in modo che il CLO sia quanto meno equivalente al flusso luminoso, in modo che la proporzione di luminosità tra il giallo e il bianco sia più corretta possibile. E avrò molta più probabilità che la proporzione sulla luminosità dei colori sia più corretta in un proiettore in cui lumen e CLO coincidano piuttosto che in un altro in cui il CLO è la metà del flusso luminoso misurato solo sul bianco.
Poi, se ne sono capace, se ho un colorimetro e se il proiettore me lo permette, dovrei calibrare il tutto in modo che i colori, gamma e bilanciamento del bianco, siano adeguati alle condizioni di lavoro.
Epson sta usando il CLO anche per una operazione di marketing, per sensibilizzare l'opinione pubblica che alcuni proiettori DLP a chip singolo, che dichiarano tanti lumen sul bianco, poi sui colori non sono così luminosi. Esattamente come ho spiegato. Secondo me non si tratta di una misura di parte perché è una misura molto utile. Ma sul fatto che venga usata da Epson per un'attività di marketing è verissimo ma non ci trovo nulla di male.
E' come se JVC facesse una campagna per la misura del rapporto di contrasto nativo nei videoproiettori. Della serie: "non basta solo il rapporto di contrasto full-on : full-off perché quello nativo è molto più importante". Come dargli torto?
Emidio
Per caratterizzare il proiettore servono tante misure: il CLO non ci dice com'è la curva del gamma. Non ci dice com'è il bilanciamento del bianco ai vari step della scala dei grigi. Non ci dice neanche come sono i colori, né come gamut, né come precisione alle varie saturazioni.
Il CLO ci dice solo quanto sono luminosi i colori e basta. E ci dà solo qualche info in più rispetto al flusso luminoso misurato sul bianco. Tutto qui.
Ad esempio, se un proiettore ha 1000 lumen sul bianco e 1000 lumen sui colori è un conto.
Se un proiettore ha 1000 lumen sul bianco e 500 lumen sui colori è un altro conto. Tutto qui.
Se con il mio proiettore ho bisogno di proiettare solo qualche powerpoint, e per le slide ho l'accortezza di usare uno sfondo bianco e il colore dei contenuti della presentazione può passare in secondo piano, allora non mi importa del CLO.
Se invece voglio proiettare delle foto oppure tra i contenuti delle mie presentazioni il colore è molto importante, allora conoscere anche il CLO è molto utile. Faccio un esempio. Devo fare una presentazione da un cliente. Il cliente è "Che Banca!".
Ecco come apparirà il logo di "Che Banca" su un proiettore in cui il CLO e i lumen coincidono:
Ecco invece come potrebbe apparire su un proiettore in cui il CLO sia molto più basso rispetto al flusso luminoso:
In questo secondo caso, dovrò solo tarare il proiettore in modo che il CLO sia quanto meno equivalente al flusso luminoso, in modo che la proporzione di luminosità tra il giallo e il bianco sia più corretta possibile. E avrò molta più probabilità che la proporzione sulla luminosità dei colori sia più corretta in un proiettore in cui lumen e CLO coincidano piuttosto che in un altro in cui il CLO è la metà del flusso luminoso misurato solo sul bianco.
Poi, se ne sono capace, se ho un colorimetro e se il proiettore me lo permette, dovrei calibrare il tutto in modo che i colori, gamma e bilanciamento del bianco, siano adeguati alle condizioni di lavoro.
Epson sta usando il CLO anche per una operazione di marketing, per sensibilizzare l'opinione pubblica che alcuni proiettori DLP a chip singolo, che dichiarano tanti lumen sul bianco, poi sui colori non sono così luminosi. Esattamente come ho spiegato. Secondo me non si tratta di una misura di parte perché è una misura molto utile. Ma sul fatto che venga usata da Epson per un'attività di marketing è verissimo ma non ci trovo nulla di male.
E' come se JVC facesse una campagna per la misura del rapporto di contrasto nativo nei videoproiettori. Della serie: "non basta solo il rapporto di contrasto full-on : full-off perché quello nativo è molto più importante". Come dargli torto?
Emidio
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