vediamo cosa ci dice Alberto sul rapporto tra diffusori e ampli , corrente e watt....
Allora, ogni promessa è debito !
Non ho da dire niente che non sia qualcosa derivato dal buon senso e da un paio di nozioni base di elettrotecnica ed elettroacustica.
Una macchina elettrica per sua definizione lavora ottimamente a 3/4 delle sue potenzialità, per cui anche un amplificatore (che può essere idealmente pensato come un "trasformatore") non fa difetto a questa cosa. Solo che poi entrano in gioco diversi fattori, dalla distorsione armonica totale (quanta "sporcizia" introduce questo apparecchio elettrico mentre aumenta il livello di corrente in uscita) al fattore di smorzamento (che viene visto dagli audiofili come qualcosa di assolutamnete imprescindibile) e alla capacità di pilotatggio di qualunque carico fornito indifferentemente dal suo modulo di impedenza al variare della frequenza.
Per cui non è importante (se parliamo di alcuni ambiti specifici quale il nostro) "quanti" Watt è in grado di generare un amplificatore, ma quanti di questi sono "buoni" (cioè con un bassissimo livello di THD) e quale sia il suo fattore di smorzamento e la sua capacità di pilotaggio di carichi difficili.
Lato carico (speaker). Il carico ideale è quello puramente ohmico, quando sappiamo bene che un trasduttore completo è un carico ohmico-resistivo e anche con una componente capacitiva indotta dal X-Over passivo che "vede" l'ampli e non solo. Per cui parliamo di Impedenza di un altoparlante e non della sua Resistenza. Bene. Il modulo di questa Z varia con la frequenza, tanto che si parla di modulo "medio" di 8 Ohm tipico per gli speaker domestici e da 4 Ohm per il mondo Car. Ma al variare dell'impedenza ci sono inversioni di fase, moduli particolarmente ostici o anche altri comportamenti che inficiano il lavoro dell'amplificatore. Un dato che ogni componente ha è la sensibilità, ossia quanto "forte" riesce a suonare con un alimentazione codificata, per avere un parametro di riferimento.
Per cui il fatto che un trasduttore dichiari una tenuta in potenza di (ipotizzo) 100W non ha molto senso pratico, prima perché si parla di potenza a lungo termine con amplificazioni ad una data THD (nella tenuta a breve termine, ricordo ancora il dato di alcuni Tw Dynaudio che parlano di oltre 1 KW ....), prima che l'equipaggio mobile, la bobina o il cono stesso subiscano danneggiamenti irreparabili.
Altro parametro è la pressione sonora che ci serve nella stanza, dove (nel senso con che dispersione) e come evitare che questa crei problemi a tutto il sistema. Esempio "scemo" ma che si capisce: se ho la gomma da giardino in mano e la punto sul vetro della porta finestra che ho ad un metro ed apro l'acqua alla massima pressione, è inutile sperare di non "lavarmi" completamente con gli schizzi dell'acqua che mi torna in faccia .... giusto ? Perché allora sparare trombe o altri trasduttori ad alta frequenza "al massimo" sperando che questo non crei problemi alla riproduzione generale ?
Quindi alla luce di questo, se ho delle "casse" che dichiarano 100W ti tenuta in potenza, non sta scritto da nessuna parte che devo avere un amplificatore da 100W o 150W per il ragionamento del carico a 3/4 di inizio post, anzi, perché devo considerare se questo ampli è in grado di pilotare a gamma intera questo carico e che fattore di smorzamento abbia. Anche perché altrimenti non esisterebbero gli alimentatori in Classe A da 10W valvolari, giusto ??
Prendi una cassa amplificata in ambito pro (dove di queste "pugnette" ne fanno volentieri a meno perché serve la prestazione) e controlla la potenza degli amplificatori a bordo. A volte potrebbero esserci delle sorprese inaspettate .....
