revenge72 ha detto:
ed è indubbio che i 15 KHz in questo caso te li giochi in pochi passaggi, il disco nero rimane Hi Fi (o alta fedeltà) in termini stretti per circa una decina di passaggi
Mi sembra esagerato. Potrebbe essere vero per stampe italiane degli anni '80, fatte su vinile talmente leggero che solo a guardarlo si piega (e non credo che sia solo un problema di peso, secondo me tiravano troppo a risparmio sulla qualità dei materiali), ma ho diverse stampe giapponesi o americane di 20-25 anni fa, suonate tantissime volte, e suonano ancora alla grande.
Per tornare al discorso dei master a 14 bit su vinile.. dovrebbero suonare terrificanti ... punto.
Ma io non ho detto che suoneranno bene, ho detto che non è detto che suonino meglio su CD, perchè anche se non si hanno i difetti di riproduzione analogica, si *aggiungono* i difetti di dover riportare di nuovo la risoluzione a 16 bit, e ovviamente richiede il dithering che, altro non è che l'aggiunta al segnale di rumore random ( chiamarlo "noise shaping", fa meno impressione che dire che viene aggiunto del rumore...)...
Per questo motivo trovo che sia pienamente giustificato acquistare copie su LP di dischi editati e realizzati in epoca antecedente l' avvento del red book o che siano chiaramente stati pensati per la trasposizione su LP.
Sono assolutamente d'accordo, che l'ideale sorgente per un LP sia una lavorazione "all-analog", e quindi è chiaro che la maggioranza di queste si trova in registrazioni di almeno 20 anni fa, ma non è automatico che una lavorazione digitale sia per forza migliore su CD, in tutti i casi.
Tieni conto che, per i primi anni dell'avvento dei sistemi digitali (quindi proprio nel periodo delle registrazioni a 14 bit), i tecnici non erano ancora abitutati al supporto digitale e quindi lavoravano con ancora in mente l'LP, anche quando dovevano fare un CD, per cui usavano certe frequenze e non altre, limitavano la dinamica a partire dalla ripresa in un certo modo, etc.
Per cui, paradossalmente, queste registrazioni, anche se digitali, possono suonare meglio su vinile, perchè sono state fatte quando il CD ancora non era molto popolare, e la "mano" (anzi, l'orecchio) dei tecnici era ancora orientato sull'LP
I CD migliori, secondo me, sono stati pubblicati tra nel decennio tra il 1987 e il 1997, più o meno. Poi ha cominciato a subentrare la "lossless war", e i CD sono diventati inascoltabili.
per ora mi basta Marlenio che dice che con una scheda audio amatoriale interna al PC in PCM alla risoluzione di 24bit 48Khz la registrazione dei suoi vinili risulta indistinguibile dall' originale
guarda, se vuoi un altro spunto, ti dico che tempo fa feci la seguente prova:
- Disco in vinile a confronto del CD. Vinile che suona meglio, l'impianto è quello in firma...
- Registro lo stesso disco sulla piastra DAT, ovviamente per via analogica, quindi conversione A/D e D/A, e la registrazione, essendo indistinguibile dall'originale, CONTINUA a suonare meglio del CD!!
Ok, sappiamo che il DAT ha diversi vantaggi rispetto al Redbook, 48 khz invece di 44.1, protocollo molto più solido di correzione degli errori e lettura bufferizzata, eppure la conversione A/D D/A dovrebbe portare un certo decadimento di qualità, evidentemente i vantaggi del DAT sono maggiori di quanto incida la conversione, altrimenti non me lo spiego.
Ok, non ho un lettore CD dedicato, ma il Denon 3910 è comunque ritenuto un buon lettore in campo audio...