CD VS VINILE

Se vuoi fare l'esperimento, comprati il doppio di Ludovico Einaudi "Divenire". Il disco è bellissimo, l'incisione una schifezza, la qualità del vinile è pari all'incisione: dopo 3 ascolti lo puoi anche buttare. Comunque -per fortuna- si tratta di un caso estremo, ma vale come esempio.
 
Marlenio ha detto:
Dipende molto dalla qualità del vinile e da come viene usato: per esempio quello MFSL mantiene le sue prestazioni per molto decine di ascolti (si parlava di un centinaio). Altro vinile secondo me già dopo 4/5 ascolti si degrada molto chiaramente
Non dipende tanto dalle etichette, quanto dal materiale vinile utilizzato.
Ad esempio, ho una copia Classic Records, Quiex Super Vinyl Profile da 200 grammi, di Miles Davis, A Kind of blue, che dovrebbe essere il max, ma che in realtà dopo pochissimi ascolti, 2-3, ha manifestato fastidiosissimi fruscii, mentre questo non mi è successo con altri vinili della stessa etichetta.
Successivamente ho scoperto che era dovuto proprio ad una cattiva selezione delle materie prime.

Ciao
Antonio
 
Dico la mia sulla sfida.
Tutti quelli che sostengono la qualità del cd rispetto al vinile a spada tratta è perchè sono abituati al suono del digitale e sono talmente asseufatti, da non rendersi conto del suono "digitale" che ascoltano.
A tal proposito, occorrerebbe che per 1 settimana, ascoltassero solo vinile per rendersi conto di quanto affermo ;)

A volte, questo in generale, basta ascoltare un impianto, magari dotato di grana finissima, per rendersi conto, riascoltando il proprio, che la nostra è grossa e bene lì in evidenza.

Ciao
 
revenge72 ha detto:
ed è indubbio che i 15 KHz in questo caso te li giochi in pochi passaggi, il disco nero rimane Hi Fi (o alta fedeltà) in termini stretti per circa una decina di passaggi

Mi sembra esagerato. Potrebbe essere vero per stampe italiane degli anni '80, fatte su vinile talmente leggero che solo a guardarlo si piega (e non credo che sia solo un problema di peso, secondo me tiravano troppo a risparmio sulla qualità dei materiali), ma ho diverse stampe giapponesi o americane di 20-25 anni fa, suonate tantissime volte, e suonano ancora alla grande.


Per tornare al discorso dei master a 14 bit su vinile.. dovrebbero suonare terrificanti ... punto.

Ma io non ho detto che suoneranno bene, ho detto che non è detto che suonino meglio su CD, perchè anche se non si hanno i difetti di riproduzione analogica, si *aggiungono* i difetti di dover riportare di nuovo la risoluzione a 16 bit, e ovviamente richiede il dithering che, altro non è che l'aggiunta al segnale di rumore random ( chiamarlo "noise shaping", fa meno impressione che dire che viene aggiunto del rumore...)...

Per questo motivo trovo che sia pienamente giustificato acquistare copie su LP di dischi editati e realizzati in epoca antecedente l' avvento del red book o che siano chiaramente stati pensati per la trasposizione su LP.

Sono assolutamente d'accordo, che l'ideale sorgente per un LP sia una lavorazione "all-analog", e quindi è chiaro che la maggioranza di queste si trova in registrazioni di almeno 20 anni fa, ma non è automatico che una lavorazione digitale sia per forza migliore su CD, in tutti i casi.

Tieni conto che, per i primi anni dell'avvento dei sistemi digitali (quindi proprio nel periodo delle registrazioni a 14 bit), i tecnici non erano ancora abitutati al supporto digitale e quindi lavoravano con ancora in mente l'LP, anche quando dovevano fare un CD, per cui usavano certe frequenze e non altre, limitavano la dinamica a partire dalla ripresa in un certo modo, etc.

Per cui, paradossalmente, queste registrazioni, anche se digitali, possono suonare meglio su vinile, perchè sono state fatte quando il CD ancora non era molto popolare, e la "mano" (anzi, l'orecchio) dei tecnici era ancora orientato sull'LP

I CD migliori, secondo me, sono stati pubblicati tra nel decennio tra il 1987 e il 1997, più o meno. Poi ha cominciato a subentrare la "lossless war", e i CD sono diventati inascoltabili.


per ora mi basta Marlenio che dice che con una scheda audio amatoriale interna al PC in PCM alla risoluzione di 24bit 48Khz la registrazione dei suoi vinili risulta indistinguibile dall' originale

guarda, se vuoi un altro spunto, ti dico che tempo fa feci la seguente prova:

- Disco in vinile a confronto del CD. Vinile che suona meglio, l'impianto è quello in firma...

- Registro lo stesso disco sulla piastra DAT, ovviamente per via analogica, quindi conversione A/D e D/A, e la registrazione, essendo indistinguibile dall'originale, CONTINUA a suonare meglio del CD!!

Ok, sappiamo che il DAT ha diversi vantaggi rispetto al Redbook, 48 khz invece di 44.1, protocollo molto più solido di correzione degli errori e lettura bufferizzata, eppure la conversione A/D D/A dovrebbe portare un certo decadimento di qualità, evidentemente i vantaggi del DAT sono maggiori di quanto incida la conversione, altrimenti non me lo spiego.

Ok, non ho un lettore CD dedicato, ma il Denon 3910 è comunque ritenuto un buon lettore in campo audio...
 
gattapuffina ha detto:
Mi sembra esagerato.

Lo dice la RIAA :D :D e non si tratta di personaggi che si esprimono in base al desolante panorama italico degli anni post crisi petrolifera..

La gravità del problema, come ho premesso, può sicuramente essere attenuata, con materiali di prima scelta e con un setup perfetto del giradischi, purtroppo non si elimina ed infatti le registrazioni "storiche" del periodo d' oro sono predisposte di partenza con carenza di alte frequenze, ma il succo del mio discorso è che preoccuparsi dei 15 KHz, per un estimatore del vinile, come anche che la riproduzione dei dischi neri rimanga entro un ambito HI Fi è IMHO un falso problema.

Per il discorso registrazioni a 14 bit ... su vinile non suonano affatto male se raffrontate con le analogiche registrazioni dell' epoca... e anche oggi non sono affatto male...

@Puka sapevo che non avresti resistito
Adesso evoco antani così mettiamo un altro po di peperoncino :eek: :D

Ciao
 
Puka ha detto:
Non dipende tanto dalle etichette, quanto dal materiale vinile utilizzato.

Esatto. Non per niente, MFSL nella prima serie usava vinile vergine giapponese e in quelle successive vinile americano selezionato.
 
Puka ha detto:
Dico la mia sulla sfida.
Tutti quelli che sostengono la qualità del cd rispetto al vinile a spada tratta è perchè sono abituati al suono del digitale e sono talmente asseufatti, da non rendersi conto del suono "digitale" che ascoltano.

Io dico la mia: se un incisione è fatta male all'origine, suonerà male su CD, vinile, file 24/96. Se è fatta bene, suonerà bene su CD, vinile, file 24/96.
Che poi per vari motivi ci sia chi preferisce il vinile al CD o viceversa è un altro discorso: io per primo riconosco all'ascolto del vinile un "cerimoniale" che il CD non possiede.
Rimane il fatto che nessun supporto potrà mai migliorare un'incisione fatta male, al massimo potrà attenuarne i difetti... e questo non è certo un pregio.
 
Puka ha detto:
Non dipende tanto dalle etichette, quanto dal materiale vinile utilizzato.
Ad esempio, ho una copia Classic Records, Quiex Super Vinyl Profile da 200 grammi, di Miles Davis, A Kind of blue, che dovrebbe essere il max, ma che in realtà dopo pochissimi ascolti, 2-3, ha manifestato fastidiosissimi fruscii, mentre questo non mi è successo con altri vinili della stessa etichetta.
Successivamente ho scoperto che era dovuto proprio ad una cattiva selezione delle materie prime.

Ciao
Antonio
Ho anch'io quel vinile...lo ascolto spesso...il mio e'sempre silenziosissimo!!!
Non sento fruscii e rumori di fondo...come delresto tutti i vinili CR..
Okkio che non sia una scorretta taratura del tuo impianto!!;)
Ciao
 
andrea_n ha detto:
Ho anch'io quel vinile...lo ascolto spesso...il mio e'sempre silenziosissimo!!!

E' più facile che si tratti di una stampa in un diverso stabilimento oppure una partita di vinile di qualità inferiore. Ultima possibilità (francamente difficile), un difetto nel processo di stampaggio.
 
upgrade di analogico e digitale

Mi interessa molto questa discussione, dal momento che sono in procinto (qualche mese) di prendere possesso della nuova casa, e di sistemare finalmente l'impianto, e vorrei dare un ampio risalto alla parte analogica che per ora giace inutilizzata...sono in possesso di un giradischi Rega Planar 3 (non chiedetemi che testina monta...) di un pre phono valvolare Synthesis che collegherò ad un pre NHT Controller con finali 5+2 della stessa ditta...le casse saranno delle BG corp R800
La mia collezione di vinili è per ora abbastanza scarsa, e tutta di vinili usati, ma girovagando per un centro commerciale romano mi sono imbattuto in un negozio che fa del vinile un suo punto di forza (vinylstrike) e credo che prossimamente la incrementerò...
Inoltre stavo pensando anche io di crearmi un archivio digitale "liquido" dei vinili stessi per non rovinarli, vorrei quindi acquistare la scheda audio Asus xonar hdav deluxe, magari modificarne gli opamp, in modo da poter sfruttare anche le nuove codifiche di BR e HDDVD dal PC
Per ora utilizzo un lettore DVD-SaCD Denon 1930, ma vorrei passare al nuovo BR Oppo

La domanda è quindi questa: come posso ottenere dei miglioramenti della mia catena sia per l'analogico che per il digitale?
Ovvero la scelta della suddetta scheda la ritenete valida sia per la riproduzione che per il campionamento?
Sicuramente l'elemento più facilmente "upgradabile" rimangono la testina del giradischi e il lettore, gradirei quindi qualche consiglio
Grazie e ciao
 
revenge72 ha detto:
....Adesso evoco antani così mettiamo un altro po di peperoncino :eek: :D...
No, grazie sull'argomento ho già dato, non vorrei far arrabbiare ancora gattapuffina :D .

E poi è un argomento che mi interessa poco, io il vinile non lo ascolto. Da un punto di vista "razionale" non credo ci sia molto da dire, i CD sono tecnicamente superiori. Da un punto di vista "emotivo" i vinili saranno sempre anni luce avanti.
 
Marlenio ha detto:
E' più facile che si tratti di una stampa in un diverso stabilimento oppure una partita di vinile di qualità inferiore.

La seconda che hai detto, ho letto anche di altri, che hanno avuto lo stesso problema, su altri titoli usciti in quel periodo ;)

@Andrea_n Ho provato a lavarlo anche diverse volte, ma pare che il problema sia proprio nel materiale/solco.
Gli stessi cric & croc, si manifestano anche sentendolo con altri gira ;) , ma ormai il problema non si pone, in quanto ho anche la copia su vinile blu dell'anniversario :D

Ciao
 
Marlenio ha detto:
Io dico la mia: se un incisione è fatta male all'origine, suonerà male su CD, vinile, file 24/96. Se è fatta bene, suonerà bene su CD, vinile, file 24/96.
Che poi per vari motivi ci sia chi preferisce il vinile al CD o viceversa è un altro discorso: io per primo riconosco all'ascolto del vinile un "cerimoniale" che il CD non possiede.
Sinceramente del "cerimoniale" ne farei volentieri a meno, dei cric&croc pure, della delicatezza pure.
Preferisco di gran lunga la "managevolezza" del digitale, non ultimo il salto brani da telecomando.
Quello che preferisco è quello che sentono le mie orecchie, anche se la tecnica direbbe che il digitale è superiore, non discuto su questo, ma poi all'atto pratico non lo dimostra (ovviamente a parità qualitativa di registrazione tra i due formati, i pessimi riversamenti su supporto, non li prendo neanche in considerazione).

Un altra convizione che ho e di conseguenza dirige i miei acquisti, è che le registazioni analogiche vanno ascoltate in analogico e le digitali in digitale.
Di conseguenza, ascolto entrambi i formati con soddisfazione ;) , fatte salve le premesse, sulla caratterizzazione del digitale che segnalavo qualche post più sopra.

Ciao
Antonio
 
@antani

Mi hai rovinato l' assist :D

Puka ha detto:
A tal proposito, occorrerebbe che per 1 settimana, ascoltassero solo vinile per rendersi conto di quanto affermo ;)

Antonio cedi per una settimana il Thorens e il pre ad antani... troverai il sistema con nuovi tweak ... il pre massacrato completo di covertitore A/D integrato, con tanto di interfaccia firewire :D (così si può applicare un filto anticlick e la equalizzazione ambientale).

Ciao
 
gattapuffina ha detto:
I CD migliori, secondo me, sono stati pubblicati tra nel decennio tra il 1987 e il 1997, più o meno. Poi ha cominciato a subentrare la "lossless war", e i CD sono diventati inascoltabili.
Scusami, ma alzerei il limite del 1987 di almeno 5-6 anni o più, i cd di quel periodo sono osceni, ti accorgi immediatamente di star ascoltando un supporto digitale, un fischietto suonerebbe meglio ;)

Attualmente la tecnica di registazione digitale e di riversamento su supporto è parecchi passi avanti rispetto al passato, compressione e dischi "commerciali" a parte, per accorgersene basta ascoltare etichette che fanno della qualità sonora un vanto, adesso il "digitale" stà cominciando a suonare e a regalare emozioni.

Ciao
 
Puka ha detto:
La seconda che hai detto, ho letto anche di altri, che hanno avuto lo stesso problema, su altri titoli usciti in quel periodo ;)

Eh sì, è una situazione che purtroppo capita spesso. Trovo però piuttosto grave che si verifichi con una casa che fa della qualità uno dei suoi punti di forza: viene da pensare a come siano realizzati i controlli sul prodotto finito (posto che li facciano).
 
Un altra convizione che ho e di conseguenza dirige i miei acquisti, è che le registazioni analogiche vanno ascoltate in analogico e le digitali in digitale.

Ecco finalmente si e' centrato il problema!!!!;) :)

ma che in molti nn tengono in considerazione...:cry:
 
Puka ha detto:
Scusami, ma alzerei il limite del 1987 di almeno 5-6 anni o più, i cd di quel periodo sono osceni, ti accorgi immediatamente di star ascoltando un supporto digitale, un fischietto suonerebbe meglio

"Bad" di Michael Jackson, 1987, è un monumento alle potenzialità della registrazione digitale, una chiarezza e una dinamica che raramente si incontra, specialmente in ambito pop/rock...


compressione e dischi "commerciali" a parte, per accorgersene basta ascoltare etichette che fanno della qualità sonora un vanto, adesso il "digitale" stà cominciando a suonare e a regalare emozioni.

Si, ma se uno non è interessato ai generi musicali che queste etichette in genere propongono ?

Capisco che un appassionato di classica o jazz, tra CD audiophile e anche SACD, possa attingere ad un vasto catalogo di incisioni digitali di qualità, ma sei vuoi ascoltare pop/rock e, specificamente, rock progressivo anni '70, che è il mio genere preferito, il vinile è attualmente la scelta migliore, visto che PROPRIO in questo ambito musicale che sono stati perpetrati i maggiori scempi nella trasposizione su CD ( tutti i Pink Floyd anni '70, su CD sono inascoltabili, per fortuna hanno rifatto DSOTM, ma c'è solo quello...)
 
gattapuffina ha detto:
Capisco che un appassionato di classica o jazz, tra CD audiophile e anche SACD, possa attingere ad un vasto catalogo di incisioni digitali di qualità, ma sei vuoi ascoltare pop/rock e, specificamente, rock progressivo anni '70, che è il mio genere preferito, il vinile è attualmente la scelta migliore, visto che PROPRIO in questo ambito musicale che sono stati perpetrati i maggiori scempi nella trasposizione su CD ( tutti i Pink Floyd anni '70, su CD sono inascoltabili, per fortuna hanno rifatto DSOTM, ma c'è solo quello...)

Quoto, quoto, quoto! Le mie incisioni anni '70/80 su vinile sono meravigliose. Alcuni remaster su CD sono letteralmente inascoltabili, tanto sono compressi.
 
Ultima modifica:
gattapuffina ha detto:
"Bad" di Michael Jackson, 1987, è un monumento alle potenzialità della registrazione digitale, una chiarezza e una dinamica che raramente si incontra, specialmente in ambito pop/rock...
Non ho ne il cd, ne il vinile, non posso dare giudizi ;)
Posso comprendere, che per il genere, possa essere un must, ma non ci giurerei in senso assoluto.

gattapuffina ha detto:
Si, ma se uno non è interessato ai generi musicali che queste etichette in genere propongono ?
Rimane il compattone da supermercato :cry:
Purtroppo questa è la realtà, prendiamone atto :(

Ciao
 
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