Cavi HI-FI di alimentazione: servono?

Alla fine ad un cavo di alimentazione si chiede solo quello.
Però solitamente i progettisti hanno il vezzo di dimensionare tutto correttamente.
Provate ad aprire l'amplificatore e guardate i fili che dalla vaschetta IEC vanno al trasformatore...

Se poi provi ad aprire un diffusore anche blasonato e vedi che cavi usano per andare dalla vaschetta ai driver ti potresti porre la stessa domanda sui cavi di potenza...
 
Se poi provi ad aprire un diffusore anche blasonato e vedi che cavi usano per andare dalla vaschetta ai driver ti potresti porre la stessa domanda sui cavi di potenza...
i cavi hanno l influenza di piccoli equalizzatori random,quindi mi sembra evidente che chi progetta e realizza abbia elementi ben piu efficaci e dall intervento controllabile per ottenere il risultato desiderato.
tornando ai cavi d alimentazione,una prova classica con i cavi di serie,generalmente non schermati,è di porre i famosi anelli di ferrite alle estremita.l intervento,specialmente se eseguito su piu componenti contemporaneamente,risulta spesso ben udibile.il problema,nel mio caso,è che preferisco l ascolto senza a quello con,come a confermare che diverso non è sempre meglio.
 
Brevi cenni sugli anelli di ferrite: perchè e percome.

Da un po' di anni sono comparsi sui cavi questi cilindretti forati lungo l'asse maggiore o toroidi in cui si fa passare il cavo, nel primo caso, o lo si arrotola con un paio di spire nel secondo.

Da dove ha origine tutto questo?

Come moltissime cose diventate di moda nel mondo audiofilo c'è una base strettamente scientifica e valida, impiegata poi in modo non proprio corretto o, molte volte, inutile.

Si deve risalire ai primordi dell'era informatica negli USA, in quel Paese esistono norme severissime per quanto riguarda l'irradiazione di segnali a radiofrequenza e conseguente possibile disturbo alle trasmissioni radio ed anche televisive (esistono anche qui, ma la differenze è che là le fanno rispettare e le sanzioni/pene sono severissime).

Tutti i PC, per funzionare, al pari di quasi tutte le altre apparecchiature digitali, hanno bisogno di un generatore di clock, ovvero un oscillatore a frequenza abbastanza elevata.

I primi PC lavoravano con frequenze di 4 MHz, valore che ricade già nella banda delle Onde Corte e pertanto il PC era un vero e proprio trasmettitore radio; se il tutto si limitasse ad una scatola metallica senza nulla di collegato la cosa si risolve facilmente, invece ai PC si collegano molti apparecchi ed accessori esterni, aumentati man mano nel tempo, ci si accorse pertanto che i cavi collegati si comportavano come vere e proprie antenne trasmittenti, che irradiavano radiofrequenza per ogni dove, andando a disturbare la ricezione radio/TV (che credo sia un reato federale, con tutto quello che ne consegue).

Il rimedio fu semplice e geniale: i famosi anelli di ferrite che inseriti all'uscita dei cavi impediscono alla radiofrequenza interna di uscire ed arrivare al cavo.

Inoltre sul retro delle varie prese di un PC (RS232, Parallela, USB, ecc.) sono solitamente inseriti dei piccolissimi anellini su ogni piedino, sempre per lo stesso motivo e si evita così di inserire l'anello (ingombrante) sul cavo.

Col passare del tempo la frequenza di clock è aumentata a dismisura sino ad arrivare a diversi GHz, in piena gamma delle microonde.

Ecco il motivo della comparsa dei famosi anelli.

Come ho scritto: servono ad impedire ad un cavo di irradiare le frequenze generate internamente.

Poichè sono carini e danno una certa aria professionale ai cavi (e costano pochissimo) alcuni costruttori hanno avuto la brillante idea di inserirli nei cavi per uso AV, più A che V.

E' infatti notorio che in un ampli analogico viene generata radiofrequenza a iosa :rolleyes: che deve essere bloccata, idem sul cavo che va ad un diffusore, non si sa mai che una B&W 801 si metta a diffondere nell'etere la musica che le sta arrivando.

Poichè il fenomeno è reversibile, ovvero un cavo può comportarsi da antenna e veicolare all'interno di un apparecchio la radiofrequenza che capta, inserendo un anelli di ferrite sul cavo stesso si impedisce che questo accada.

Ma se accade, cosa capita? Domanda tremenda; nel caso del cavo di alimentazione direi assolutamente nulla, tralasciando il livello di un eventuale segnale captato, dell'ordine del microvolt, la prima cosa che incontra all'interno è il trasformatore di alimentazione che con la sua capacità ed induttanza forma una barriera per tali frequenze, poi ci sono i condensatori, in molte apparecchiature esiste persino un piccolo filtro dirette appena dopo la presa IEC di ingresso, anzi, incorporata nelle presa stessa.

Sui cavi di potenza direi che è uguale, sarebbero un eventuale segnale di livello infinitesimale che circola assieme a segnali di decine di Volt, per non parlare della bassissima impedenza a cui si lavora (che è lo stesso motivo per cui è assolutamente inutile usare cavi di potenza schermati).

Rimangono i cavi di segnale, se l'ampli è progettato con un minimo di criterio anche qui un eventuale segnale a radiofrequenza presente in ingresso dovrebbe esser bloccato, basta un condensatorino da pochi pF.

Per esperienza diretta (quando scrivo di qualcosa è perchè l'ho provata direttamente, anche se qualcuno parte dal presupposto di essere il solo ad aver effettuato test o cose simili) posso dire che ho lavorato in ambienti dove la radiofrequenza era a livelli sicuramente più elevati di quelli di un normale appartamento ma non ho mai, ripeto, mai avuto problemi causati dalla radiofrequenza, senza prendere alcun provvedimento strano, ma solo usando apparecchi che erano progettati come si deve e adottando le normali avvertenze che si devono porre nella realizzazione di una installazione audio (e c'erano cavi per microfoni che correvano per decine di metri e magari un paio di stanze più in là era installato un trasmettitore da centinaia di Watt).

Mai il minimo disturbo, ronzio, fruscio in ingresso o in uscita.

In ogni caso mettere due anelli di ferrite su un cavo è cosa inutile ed anche assurda, se proprio si vuole essere alla moda ne basta uno: nella parte terminale, ovvero verso l'apparecchio che si alimenta.

Alle fiere dell'elettronica se ne trovano di tutti i tipi e dimensioni a partire da 0.5 € per i cilindretti, anche a scatto da chiudere sui cavi, sino ad 2-3 € per i grossi toroidali, se proprio volete usarli almeno pagateli il giusto.
 
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Brevi cenni sugli anelli di ferrite: perchè e percome.

Da un po' di anni sono comparsi sui cavi questi cilindretti forati lungo l'asse maggiore o toroidi in cui si fa passare il cavo, nel primo caso, o lo si arrotola con un paio di spire nel secondo.

Da dove ha origine tutto questo?

Come moltissime cose diventate di moda nel mondo audiofilo c'è..........[CUT]
quello che scrivi è vero.quando un po di anni fa divenne di moda l uso degli anelli di ferrite,come quasi tutti a quei tempi provai,salvo poi scoprire che il risultato che si otteneva non mi piaceva.mi informai e fu evidente che l uso che se ne faceva,come hai giustamente riportato tu,era errato.il punto a cui volevo arrivare io,invece,era che non solo sono inutili,ma a mio avviso addirittura deleteri,almeno nel nostro settore.quindi il suggerimento di questa prova non era volto alla ricerca di un miglioramento,ma a evidenziare l influenzabilità da elementi esterni dei cavi d alimentazione,in particolare quelli dedicati alle sorgenti digitali.
ps
relativamente agli anelli in ferrite,ho notato che negli ultimi anni sono ricomparsi anche sui cavi hdmi e anche in tal caso senza un motivo logico,se non quello da te citato:"sono carini e danno una certa aria professionale ". :)
 
Riassumendo: gli anelli di ferrite su un cavo di alimentazione non serve a niente, però fa figo.

kaio ha detto:
quando un po di anni fa divenne di moda l uso degli anelli di ferrite,come quasi tutti a quei tempi provai,salvo poi scoprire che il risultato che si otteneva non mi piaceva

Non capisco, se il cilindretto di ferrite è inutile, come fai a sentire la differenza tra cavi di alimentazione con e senza?
 
Riassumendo: gli anelli di ferrite su un cavo di alimentazione non serve a niente, però fa figo.



Non capisco, se il cilindretto di ferrite è inutile, come fai a sentire la differenza tra cavi di alimentazione con e senza?
questo è il punto.come ho scritto,non lo ritengo solo inutile ma addirittura deleterio.
per me è cosi,ma tu puoi fare una prova per farti una idea diretta.
 
A rigor di logica se il cilindretto serve a bloccare l'eventuale irradiazione a radiofrequenza dei cavi, non vedo che effetto deleterio possano avere. Che ci siano o non ci siano dal punto di vista funzionale è ininfluente.
teoria plausibile,ma magari la pratica ti potrebbe dire una cosa diversa.
pubblicità:"io l ho fatto,prova anche tu"! :)
 
per chi crede all influenza/infuenzabilita dei cavi,qui c è qualche considerazione interessante,purtroppo in inglese.
 
Interessanti Kaio ma purtroppo non super partes, solo un estratto discutibile:

If the signal from one of the two speakers is not in-phase with the other because its contribution is low frequency (no shift in phase) and the other is providing the high-frequency (changing phase) component (such as room echo), then the image of this source will be "fuzzy" and difficult to pinpoint. It is the difference in signal from left and right that humans can discern. If one moves out of the sweet-spot, this difference does not change, only the relative position of the image. The lab at Empirical Audio has measured music bursts above 8 kHz and seen significant phase shifts at these frequencies with inferior speaker cables. Our cables do not exhibit these phase shifts.

Quando leggo che "i nostri non hanno questi difetti" di solito passo avanti...

poi una ciliegina

to get the biggest bang for your buck, the best thing to do is try them. You may discover that your $5K system sounds like a $30K system with $2K worth of high-end cables installed. The live sound that we get on our Empirical Audio reference system rivals and even beats systems costing 10X more and it is primarily attributable to our cables!

Metto i loro cavi e il mio sistema batte sistemi che costano 10 volte tanto... e con 2000 dollari di cavi loro passo da 5000 a 30000 dollari di impianto...
 
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Interessanti Kaio ma purtroppo non super partes, solo un estratto discutibile:

If the signal from one of the two speakers is not in-phase with the other because its contribution is low frequency (no shift in phase) and the other is providing the high-frequency (changing phase) component (such as room echo), then the image of this source will be..........[CUT]
ma io non ho mai scritto di credere a tutto cio che dicono,ma solamente che ci avevo trovato delle considerazioni interessanti,in particolare sull alimentazione elettrica e gli anelli in ferrite.lessi molto sull argomento alcuni anni fa e ricordavo questa pagina.tutto qui.:)
 
Questo è proprio il classico esempio di come funziona tutta la faccenda in questo settore:
The lab at Empirical Audio has measured music bursts above 8 kHz and seen significant phase shifts at these frequencies
with inferior speaker cables

Ovvero: NOI abbiano fatto delle prove scientifiche ed abbiamo accertato che si verifica questo fenomeno", OK, perfetto, ma allora pubblica la descrizione della metodologia, pubblica i risultati ottenuti con lo stesso test con i tuoi cavi e con quelli di altre marche, magari spiega bene tutto il meccanismo alla base del fenomeno.

Così si lavora nel mondo scientifico e serio.

Invece si opera nel solito modo: si butta lì una teoria più o meno basata su qualche fatto, accennandola appena, senza entrare nei particolari, ma solo per ammantare il tutto di un'aura di credibilità, e poi si conclude il tutto con la solita frase: "Il nostro prodotto invece ne è immune e fornirà risultati al top facendovi risparmiare migliaia di soldi" scadendo nel più ritrito slogan del "lava più bianco del bianco" ed ecco allora che i pesci, gettata l'esca, accorrono a frotte.

Ecco un esempio banale, ma che almeno di cui tutti hanno letto e conoscono.

Anni fa uscì il T-Amp, ve lo ricordate certamente, e qualcuno, credo il solito esperto dalle orecchie sopraffine, tirò fuori la magica frase: "Suona meglio di ampli che costano 100 volte di più" e subito ci furono frotte di persone che corsero ad acquistarlo perchè loro non erano mica scemi a lasciarsi scappare una occasione così ghiotta, ed ecco che magicamente comparvero le solite frasi del tipo "io l'ho provato ed ho sentito con le mie orecchie e questo mi basta, non ho bisogno di fare prove astruse".

Poi la cosa si è pian piano smontata e altrettanto magicamente chi prima udiva magnificamente cominciò a notare alcuni difetti e il tutto si è ridimensionato, sic transit gloria mundi; ora la maggior parte delle stesse persone guardano con sdegno l'amplificazione in classe D (anche qui a torto poichè esistono realizzazioni valide).
 
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A parte la pagina linkata che mi fa venire i brividi a leggerla, rimango dell'idea che se veramente un cavo di alimentazione, al raggiungimento di certi parametri di qualità/costruzione, fornisse realmente un contributo atto ad ottenere un miglioramento (o anche una variazione) della qualità audio, questo sarebbe facilmente individuabile mediante ascolti (chiaramente in cieco) e/o strumentazioni varie.
Non credete che i costruttori pubblicherebbero molto, ma molto volentieri la documentazione incontrovertibile che prova tali miglioramenti in modo da massimizzare le vendite?
 
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E che, come già scritto poco più indietro, i costruttori di elettroniche di alto livello li impiegherebbero nei loro prodotti?

Ho appena acquistato l'ultimo numero di AR, dove l'inserto dell'AudioGuida tratta gli ampli finali (p.1), dando una scorsa veloce si vedono prezzi da decine di migliaia di Euro (magari per ampli mono), non mi sembra però che impieghino cavi di alimentazione esoterici, adeguati di sezione, ma finita lì. (Tutti sprovveduti i costruttori?)
 
Un tempo ero molto scettico...
Poi mi sono dovuto ricredere.

Non uso assolutamente cavi esoterici, ma ho avuto modo di confrontare un normalissimo cavo d'alimentazione in dotazione, con un cavo più hi-fi oriented.
Stavo pensando di venderlo, ma alla fine è stato inserito fisso nel convertitore Apogee al quale sono collegati i monitor.

Secondo me, la cosa migliore che potete fare, è un test scientifico.
Occorre un pò di tempo e qualche strumento, ma se avete a disposizione un qualsiasi convertitore A/D - D/A, potete fare un loopback, riprodurre un segnale e riacquisirlo; fare la procedura per x volte, quanti sono i cavi che volete testare.
Con un programma audio in grado di riprodurre più tracce contemporaneamente (va benissimo un semplice sequencer gratuito), inserite le tracce riproducendone due alla volta, avendo l'accortezza di invertire la fase ad una delle due.
Se ci sono differenze, con il null test, salteranno fuori, altrimenti otterrete silenzio assoluto.
Un analizzatore di spettro software, vi potrà anche far vedere eventuali differenze.
Con questo trucchetto, non ci saranno più 'se' a 'ma'!Avrete a disposizione un dato oggettivo alla mano, così si evitano discorsi chilomentrici inutili e prese di posizioni assolute.

Di norma comunque, trovo ridicolo spendere 2k di cavi anche con impianti costosissimi...
Un buon cavo di alimentazione, rispetto alle cinesate, ha una sezione maggiore ed un isolamento migliore e questo è uno dei segreti per cui certi cavi, fanno suonare meglio certe elettroniche.
Si dice che quelle digitali, siano più sensibili....nel mio caso, il convertitore ne ha giovato e non me lo sarei mai aspettato!
 
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il cavo con sezione più grossa e con doppia schermatura, aumentava leggermente la percezione dei transienti ed una gamma alta più "brillante", anche se non si può parlare di una vera equalizzazione; forse c'è una differenza nel contenuto armonico.
Le differenze sono sottili, ma percettibili....ricordo che il test è stato fatto 2 volte perchè credevo di aver sbagliato qualcosa....alla fine, per quanto le differenze rientrino nei micro-dettagli, è incredibile come un cavo di alimentazione possa arrivare a tanto.
Non mi so spiegare il motivo....solo ipotesi:
La prima e unica ad essere abbastanza credibile, è che sono i cavi cinesi ad essere troppo sottodimensionati e con schermature inadeguate; alla fine passa una tensione di 230V ~ 50Hz e di disturbi/campi magnetici e affini se ne porta dietro.
Ma ripeto, è solo un'ipotesi...sarebbe bello poter avere qualche misura da laboratorio che possa far vedere e capire cosa succede realmente.
 
molto interessante.... secondo me sarebbe da anallizzare prima e dopo il trasformatore contenuto nell'elettronica.....
è il trasformatore che dovrebbe "isolare" da eventuali disturbi....certo che se gli arriva un segnale elettrico già più pulito probabilmente il tutto lavora meglio...
concordo sull'approcci che prevede che i cavi base siano peggiori e non a specifica piuttosto che i cavi "hi fi" diano di più...
un po' come i lettori blu ray.... quello che ho in firma semplicemente lavora a specifica, il philips che avevo prima...no
 
Gira e rigira finiamo sempre lì, se le differenze le senti, allora le devi sentire anche in un serio test cieco, che è molto più semplice da fare rispetto a ciò che proponi.
 
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