Cavi di alimentazione in dotazione e upgrade

Quindi in sostanza affermi che la corrente elettrica trasportata dal tuo impianto entra in questo cavo, piuttosto che nell'altro precedente, e magicamente hai un suono più dinamico, più pulito e basse frequenze più piene? È questo che vuoi dire?

Più o meno si, le differenze erano in pulizia, fluidità e tridimensionalità. E non che prima non ce ne fossero, ma il miglioramento era nettamente distinguibile anche da orecchio non avvezzo a confronti simili. Altro simile miglioramento l'ho ottenuto qualche giorno fa inserendo un filtro Blacknoise extreme su oppo e DAC MCH (5508 Onkyo). Non è pertinentissimo non essendo un cavo, ma il concetto è che la variazione della qualità della corrente in ingresso determina IMHO variazioni spesso tangibilissime nel risultato finale della catena. Ad esempio lo stesso filtro risultava inadatto per l'HTS in quanto, benché migliorasse alcuni parametri, ammazzava la dinamica in modo netto.
 
per Yuzathecloud

Solo una domanda che prevede solo una risposta: Si oppure NO, niente: no però..., si, ma...

Le prove che citi ed in cui normalmente arrivi a 10/10, nel caso ultimo solo a 7 (penso su 10), sono state fatte:

un tizio che non sapeva cosa attivava sceglieva a caso un cavo o l'altro (di alimentazione, USB, HDMI, S/PDIF, di potenza, di segnale, di rete, non ha importanza) e tu, che ignoravi tutto, ascoltavi tranquillamente ed esprimevi il tuo giudizio, poi veniva cambiato (o forse no, la cosa era aleatoria) il cavo e tu riformulavi il tuo giudizio, questo per 10 (dovrebbe essere un valore più elevato, ma lasciamo perdere) e per 10 volte, normalmente, hai sempre verificato a prova terminata (i giudizi non vanno discussi ogni volta, ma tenuti per sè), poichè ti eri segnato volta per volta le tue impressioni, che erano tutte concordi e coerenti al cambiare dei cavi usati?

Come ho detto: se rispondi "SI" corriamo subito a ripetere la prova in USA dove da anni esiste un premio cospicuo per chi riesce a dimostrare questo, direi che è una occasione da non perdere, non credi.,

Se però la risposta è: "NO, però io so cosa sento", "NO, però se mi dicono prima cosa sto ascoltando ti assicuro che indovino sempre" (una delle risposte più gettonate), allora mi dispiace, ma le tue prove valgono esattamente come le dichiarazioni di chi asseriva che la terra era piatta "Perchè lo si vede benissimo ad occhio, basta guardare il mare".

per Cinghio

Quindi secondo su un forum tecnico, non al bar del circolo della pesca dove ognuno spara la misura del pesce più grosso pescato (di cui però purtroppo non ha una foto con sè), si può benissimo fare affermazioni senza alcun fondamento, usando termini di cui on si conosce il significato reale, ovvero quello che universalmente si dovrebbe attribuire ad un termine usato per definire qualcosa,
in caso contrario il tutto si riduce alla celebre frase resa immortale in "Amici Miei".

Mi ha colpito, ad esempio, in uno dei post passati il termine "luminosità" riferito ad un suono, bello, poetico, ma in termini pratici cosa significa? Fa tanto colpo, fa tanto esperto di Hi-Fi esoterica, ma cosa vuol dire per chi lo ha usato? Cosa vuol dire che ogni persona che lo legge? Non si sa.

Vi ricordo che ogni termine o definizione impiegato, in qualsiasi campo, dovrebbe poter essere definito con un altro insieme di parole base, di cui tutti conoscono il significato univoco.

Se poi si tratta di termini tecnici, piaccia o non piaccia, ma stiamo parlando di una materia tecnica, gli amplificatori vengono realizzati in base a formule, circuiti, intuizioni o un insieme di tutto questo, ma mai in base a formule magiche e agendo a caso, come sembra avvenire per i cavi, dove tutto è nebuloso, misterioso, alchemico, non certo per proteggere qualcosa, (esistono i brevetti e funzionano bene), ma forse perchè in effetti non c'è nulla da spiegare o da nascondere o meglio: c'è solo il nulla.

Ultima cosa, se parlavi di un cavo USB che che ha variato la risposta in frequenza del segnale trasportato (non importa se aumentando questo o diminuendo quello) credo che se ti soffermi un attimo a pensarci capirai che è una affermazione che, veramente, non ha alcuna possibilità di esistere ed essere presa in considerazione.

In un segnale digitale ci può essere, sicuramente, un errore di trasmissione (magari corretto poi più o meno bene, ma lasciamo stare), ma questo errore, per quanto macroscopico non potrà mai avere la conseguenza che citi, ci potranno essere delle scariche, il blocco totale della trasmissione, delle intermittenze, in altre parole dei disturbi, ma mai si potrà sentire il suono continuare a fluire senza problemi, solo con una variazione di frequenza in una gamma.

Scusa la franchezza, ma è la tavanata più grande che si possa dire ed è impossibile che tu abbia effettivamente ascoltato questo fenomeno, rifletti sull'avverbio usato, non sto dicendo che tu non abbia "sentito".

Se, invece, parlavi di un cavo per segnale analogico (scusa l'uso di questi termini tecnici, ma come hai scritto, sono pedante) la cosa non cambia, che sia aumentata la gamma bassa, come avevo scritto io, (impossibile poichè un cavo non può amplificare, neanche quelli moddati) o diminuita la gamma media, come hai spiegato tu (impossibile perchè un cavo non può attenuare solo un parte di gamma ovvero non può fare il filtro passa-banda).

Lo so, si perde tutta la poesia, non è più possibile credere di poter ottenere nel proprio impianto risultati ad altissimo livello, far suonare un buon impianto come il top dei top solo con operazioni banali, tentativi alla cieca, blocchetti di legno speciale che sostengono i cavi, tappi strani da inserire nelle prese di corrente per "migliorare l'aere congesto " (converrai anche tu che per un ascolto ottimale sia obbligatorio eliminare la congestione dell'aere).

Capisco che mettersi invece a disquisire su una topologia circuitale, sulla polarizzazione di uno stadio, di totem pole, del punto migliore in cui inserire il potenziometro del volume, siano cose quasi volgari, richiedono persino anni di studi sui libri, orrore, persino formule matematiche, ma è quello che fanno i progettisti (stesso discorso per i diffusori), tutto ciò non è alla portata dell'amatore comune che, pertanto , si sente "tagliato fuori".

Allora ecco che c'è chi cambia un condensatore con un altro esattamente uguale ma di marca diversa e trasforma un diffusore di classe media anche quinel top dei top. dal valore 10 volte superiore, se poi si mette anche iul "cavo giusto" allora non cisono pià limiti.

Cosa importa se poi nel suo ambiente si avranno risonanze di 15 dB a 35 Hz, queste cose non contano, si ignorano, d'altra parte il meccanismo per capire come avviene questo fenomeno richiede il dover leggere dei libri di testo (non il blog del guru), studiare qualcosina, invece se indovino il cavo risolvo tutto, faccio una bella figura sui forum, non devo spiegare come e perchè questo sia avvenuto ed ho apportato un miglioramento (quanto meno al conto in banca del produttore).
 
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è risaputo che in un impianto di fascia medio/alta o meglio, in una catena quanto meno rivelatrice il cablaggio in generale fa da ciliegina sulla torta
Bella questa frase, potrebbero scriverla nei Baci Perugina.

Scherzi a parte, perchè si deve andare avanti a slogan ed a frasi fatte (da chi, non si sa)?

E' risaputo? Bene, io non lo so, potresti spiegarmelo, con parole tue, come se avessi 10 anni, ossia i meccanismi alla base di tutto questo, come si evolve il tutto, magari, scusate la bestemmia, mi potresti indicare qualche testo dove studiare la cosa, magari lo trovo da Hoepli o pubblicazioni straniere, magari qualcosa dell'AES, sicuramente essendo le basi, avranno delle pubblicazioni in merito, che tu avrai altrettanto sicuramente visto/letto onde "risapere".
 
il concetto è che la variazione della qualità della corrente in ingresso determina IMHO variazioni spesso tangibilissime nel risultato finale della catena.
Concetto di per sè corretto.

Però, scusa la domanda, cosa ci sta a fare all'interno dell'apparecchio in questione quella sezione chiamata tecnicamente (scusate l'uso di un termine tecnico) "alimentatore"?.

Devo purtroppo entrare appena appena in profondità in questioni terrene, ma un alimentatore è costituito, solitamente, da un trasformatore (avvolgimenti vari attorno ad un nucleo ed uno sull'altro) che già di per sè costituiscono un filtro per tutta una certa gamma di frequenze, poi ci sono dei condensatori di filtro che, tra le altre cose, filtrano (ma và) la tensione che si trova ai loro capi e non parlo solo degli elettrolitici, ma anche di quelli in poliestere che solitamente si mettono in parallelo ai primi (vecchio trucco).

Il risultato è che all'uscita dell'alimentatore si ha una tensione praticamente priva di disturbi, e, se non è un ampli di potenza, anche stabilizzata in tensione.

Pertanto il discorso da fare sarebbe: all'uscita del filtro ho questo, inserendo il cavo di alimentazione super cosa ho in più (meglio: in meno, riferito ai disturbi)?

Mi si sta dicendo che un cavo filtra meglio di tutto quanto ho descritto prima?

Ci credo molto poco, anzi, non ci credo proprio,

Il discorso vale anche per gli alimentatori switching, che hanno anche loro avvolgimenti ed abbondanza di condensatori, qui d'è da filtrare anche i disturbi autogenerati, altro che quelli che arrivano da distante.

Il discorso è sempre il solito, come fa un cavo di alimentazione ad eliminare quei disturbi? Mi sembra una domanda semplice (ed anche pertinente) qualcuno lo sa spiegare, con parole semplici, ci sarà bene una spiegazione da qualche parte.

In ogni caso, se la vostra linea è proprio disturbata poichè vivete magari in una zona industriale, la soluzione non è certo un cavo, ma un banale filtro di rete che si trova presso qualsiasi grossista di materiale elettrico, costa meno di un cavo magico e, sicuramente, attenua i vari disturbi.

Lo so, purtroppo poi non è argomento di cui si può disquisire sui forum, ma se interessano solo i risultati (documentati, i vari costruttori indicano anche le attenuazioni alle varie frequenze, esattamente come fanno i costruttori di cavi, giusto? :D) è la strada corretta.

Io ho seguito questa strada, non sento disturbi, non sento click o pop se qualcuno, vicino o lontano, accende o spegne una lampada o un motore o se parte il frigorifero, non ci sono ronzii di fondo, anche al massimo volume, neanche fruscio, c'è anche una protezione contro le sovratensioni istantanee, ultimamente ho anche aggiunto un circuito anti-rush poichè con le ultime aggiunte ogni tanto quando accendevo il tutto scattava un magnetotermico.

Il tutto comandato a distanza, ultimamente sto anche aggiungendo la possibilità di telecomandare accensione/spegnimento del singolo componente, in particolare i vari array degli HDD, tanto non li uso mai tutti assieme ed è sciocco farli girare tutti quando il film che mi interessa è su uno solo. :D

I cavi di alimentazione sono quelli di serie, anzi no, molti li ho realizzati io su misura, ma con normalissimo cavo tripolare (e, orrore, non ho neanche le schuko).

Poichè valgono le varie testimonianze credo che anche la mia possa servire a qualcosa.

Non so usare mille fantasmagorici aggettivi, posso solo dire che "si sente bene" (per quella po' di esperienza che mi sono fatto in 52-53 anni di Hi-Fi, Audio ed anche un po' di musica).
 
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@Nordata: lievi differenze ma direi un si.
Ricapitolo il mio metodo: chi cambia il cavo si fa una lista dei 10 passaggi (tipo: AABABBAABA). Mi dice quando far partire la canzone e io (bendato) comunico se è A o B. Per l'HTS era un 7/7 non avendo fatto le ultime 3 prove per manifesta superiorità.
Interessante la competizione USA... se mi dai più info mi piacerebbe leggere il regolamento. Sia mai... L'unico dubbio è che sicuramente non si può ripetere l'esperimento nelle medesime condizioni (mio ambiente col mio impianto).
 
ma il concetto è che la variazione della qualità della corrente in ingresso determina IMHO variazioni spesso tangibilissime nel risultato finale della catena
Intendi quella stessa corrente elettrica trasportata dal tuo impianto? Impianto che immagino sia sempre lo stesso, giusto? Deduco che, secondo i test da te effettuati, hai riscontrato le differenze di cui sopra semplicemente sostituendo il metro di cavo finale, è corretto? In definitiva, tenuto conto che un cavo non può aggiungere nulla (almeno su questo mi auguro siamo tutti d'accordo) stai affermando che i produttori di amplificatori ci forniscono cavi di alimentazione che riducono la qualità della corrente elettrica di casa nostra e di conseguenza la resa sonora, ho capito bene?
 
@Nordata(2): Lungi dal voler pretendere di soverchiare le leggi e la teoria della fisica, ma oggettivamente se cambiando cavo cambiano nettamente le sensazioni provate, forse la teoria ha qualche falla o qualche variabile non considerata.

Mi ritrovai diversi post addietro a confutare nello stesso modo la qualità d’uscita audio digitale su HDMI da file su nas nella medesima rete di vari apparecchi. Un utente molto appassionato di informatica (e meno di educazione) si inorridì affermando in modo assoluto che essendo il flusso digitale una fila di 1 e 0 preso dalla stessa fonte i due risultati dovevano assolutamente essere identici. Me lo scollai di dosso dopo vari interventi solo scommettendo una ingente cifra in una prova simile a quella del cavo precedentemente esposta. In quel caso la differenza era udibile addirittura dalla stanza accanto.

Chiaramente il discutere con te per fortuna mi porta su piani di logica e buon senso ben più piacevoli, ciononostante le mie considerazioni sono simili: quando gli effetti di una variazione sono dimostrabili con prove in cieco passate al 100% su numeri statisticamente sensati forse, senza scomodare la magia, dobbiamo ammettere che non stiamo probabilmente considerando qualche variabile.

Detto questo quel che porto è la mia personale esperienza di appassionato abbastanza a digiuno di teorie ma altrettanto certo dei risultati ottenuti. Ben vengano tutti i diversi e costruttivi punti di vista.
 
Intendi quella stessa corrente elettrica trasportata dal tuo impianto? Impianto che immagino sia sempre lo stesso, giusto? Deduco che, secondo i test da te effettuati, hai riscontrato le differenze di cui sopra semplicemente sostituendo il metro di cavo finale, è corretto? (almeno su ..........[CUT]

Corretto quanto quotato.
Il resto per me consideralo una scatola nera: mi limito a provare, testare in cieco e scartare od acquistare (più spesso scartare).
 
Di fronte a questa nuova scoperta fisica non mi resta che concludere offrendomi volontario a porti io stesso il test, se possibile desidero toccare con mano...
 
Il problema delle prove "acustiche" è che la memoria uditiva del nostro cervello è limitata (2,5 secondi secondo alcuni testi), bastano pochi minuti di attacca-stacca che già si dimentica com'era la sensazione precedente, oltre a ciò interviene sia l'effetto placebo sia qualcosa di più subdolo come il confirmation bias e tutte le sfumature che vengono aggiunte dal cervello stesso, anche lo stato d'animo influenza ciò che percepiamo come messaggio sonoro, non siamo macchine perfette e il nostro apparato uditivo è soggetto come gli altri sensi all'autoinganno. Detto ciò, se uno mi dice "io mi accorgo delle differenze tra un cavo e un altro", benissimo, buon per te, vivi felice, non ti sto dicendo che menti ma che devi essere aperto alla possibilità che quello che percepisci è un costrutto fatto sia dal tuo apparato uditivo propriamente detto sia dai tuoi neuroni che interpretano, si aspettano un certo risultato, influenzano il tutto, eccetera.
 
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Nex77 lui sostiene di aver superato i test ciechi, per cui se è davvero così Placebo, suggestione ed autoinganno non c'entrano... Resta il fatto che, per quanto riguarda i cavi di alimentazione, sta affermando cose fisicamente impossibili, boh!
 
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Nex77 lui sostiene di aver superato i test ciechi, per cui se è davvero così Placebo, suggestione ed autoinganno non c'entrano... Resta il fatto che, per quanto riguarda i cavi di alimentazione, sta affermando cose fisicamente impossibili, boh!

Di sicuro non traspare da questi post, ma sono persona estremamente scettica. Tanto scettica quanto però aperta alle prove (quando fattibili e sensate). Tant’è che affermo che per un cavo scelto ne avrò scartati dai 3 ai 5, molti dei quali davano risultati PEGGIORI del cavo originale. In secundis ti assicuro che sarei stato molto contento di non aver avvertito alcun cambiamento, in quanto, benché non si parli di cifre spropositate, iniziando a sommare alimentazioni, segnale, potenza, HDMI, Filtri, etc comincia a diventare una discreta sommetta che davvero avrei fatto a meno di spendere se il risultato fosse il medesimo con cavi da pochi euro.
Per quanto riguarda la memoria uditiva sono parzialmente d’accordo. Credo però che ognuno di noi abbia i propri “brani test” ascoltati e riascoltati. Certo una rinfrescata prima del test è d’obbligo, ma poi IMHO siamo molto recettivi riguardo qualsiasi cambiamento. E’ sempre consigliabile però non fermarsi ad un confronto solo, ma riascoltare poi più volte lo switch, in quanto spesso il cambiamento è positivo per alcuni lati ma negativo per altri. Ad esempio nei test con l’HTS alimentato dalla Blacknoise Extreme vi erano miglioramenti su vari parametri, peccato la perdita di dinamica fosse evidente e tale da più che controbilanciare i pregi.
 
Spero di regalarvi qualche sorriso riportando quello che un costruttore di cavi (citato in qualche post precedente) ci regala sul suo sito internet:

"Can a power cable affect sound quality?
This is a good question. Still, we are not able to answer it to the satisfaction of all people as it’s just not possible to refer to proven statements. Several theories exist on this matter but they are nothing more than a glorified hypothesis. During the development of power cables the aim was not to prove a theoretic concept but rather to implement a simple yet very surprising finding: power cables built on the same design and selected materials of our analog signal cables had an audible effect. This was extremely surprising since power cables do not inherently transmit audio signals. It is not our intention to proof something with our power cords: we simply want to offer our customers the possibility to share a discovery and to participate to its advantage."

E ancora, parlando di power strips (e questa secondo me è ancora migliore):

"The internal wiring of xxxxx power strips are made of the high class xxxxx power conductors. To have an optimal effect, the power cord needs to have a certain minimum length. If the cable is shorter, the effect will be reduced. For xxxxx power cables this length is about 1.8 m (6 ft). Due to the special internal wiring of the xxxxx power distribution, also shorter power cables can be connected without loss of sound quality. The minimum length is reached by the addition of the power cable to the device plus the connecting cable to the power distribution."

Prima dicono che non ci sono prove, però vogliono far partecipe l'acquirente della loro "scoperta".
Poi dicono addirittura che il cavo da collegare alla power strip deve avere una lunghezza minima, altrimenti gli effetti non si sentono (ma non dovrebbe valere il principio che meno cavo si ha, meglio si sta?). Però, qualora il cavo sia un pochetto più corto, non ci sarà nessun problema perché la lunghezza minima sarà raggiunta grazie al cavo che connette la power strip alla presa di corrente. Qual è la logica di avere una super ciabatta la cui performance però dipende dal pezzo di cavo dopo (e prima)?

Dimenticavo l'ultima chicca: "to be used exclusively for audio applications" (un cavo di alimentazione...).
 
Per la mia modesta esperienza - e premettendo che partivo anni fa da posizioni molto cavoscettiche - i cavi fanno una certa differenza :) Parlo soprattutto di cavi di segnale, sia analogico che digitale. La mia esperienza è più limitata con i cavi di potenza.

Per quanto riguarda i cavi di alimentazione: pur avendo radicalmente mutato la mia opinione generale sull'argomento cavi, tuttavia con i cavi di alimentazione un mio blocco mentale di ordine logico, foraggiato dal noto argomento "un metro di cavo non può fare la differenza su km di rete", mi impedisce di "credere" alla loro influenza sulla qualità del suono e pertanto non ho mai sperimentato con questi ultimi. Inoltre sempre ragionando "a braccio" i cavi di alimentazione non trasportano un segnale audio ma è solo corrente alternata che entra nei trasformatori dei vari dispositivi. Mi riservo tuttavia di sperimentare in futuro.


Sull'influenza dei cavi di segnale. Lo racconto a livello aneddotico: ebbi la prima prima prova di ciò anni e anni fa sul mio primo "impiantino", forse è persino esagerato chiamarlo così, quando per curiosità cambiai il cavetto in dotazione al lettore dvd Lg (era quella la mia sorgente...) con un cavo stereo in rame OFC della G&bl in guaina trasparente... 5 euro di cavo per collegarlo al vecchio ampli Denon. Ripeto era la mia prima esperienza e non mi aspettavo nulla di che, ebbene fatto il cambio mi sembrò che il suono avesse preso vita... non vi dico lo stupore. A confronto con il cavetto base sembrava che il suono uscisse da una caverna.

Da lì in poi, ogni volta ebbi una riconferma dell'importanza basilare che i cavi ricoprivano nel mio impianto. E i cambiamenti in termini di suono ogni volta erano palesi, manifesti.

Sull'impianto che avevo tempo fa, andai avanti mesi a dannarmi per un problema di sibilanti tanto che mi ero quasi convinto che la problematica fosse in alcune registrazioni (casse Dynaudio, al di sopra di ogni sospetto). Poi un giorno per provare, cambiai i pur discreti Xlo di segnale tra sorgente / pre e tra pre / finale con altrettante identiche coppie di questi Audioquest (king cobra) di cui avevo letto bene: magia, le sibilanti erano scomparse, pur avendo il suono acquisito dettaglio maggiore. La posizione degli strumenti era più definita e il basso era molto più potente (differenza eclatante) ma al tempo stesso molto più controllato e contornato.

La cosa si è ripetuta nuovamente con un successivo upgrade con cavi che tuttora possiedo, che ha registrato questa volta un incremento notevolissimo nella dinamica (certi giri di batteria sono diventati delle fucilate...) ed un miglioramento su tutti i parametri (non mi dilungo ma ripeto, differenza netta). Non mi ritengo un visionario e la cosa curiosa è che non mi aspettavo un cambiamento tanto pronunciato... e tornando per prova ai cavi precedenti inevitabilmente si tornava al vecchio suono.

Sui cavi di segnale digitale. Fino a tempi recenti non possedevo un dac e non avevo mai avuto l'esigenza di collegare una sorgente audio digitale. Quando ne ho avuta la necessità, nonostante in posizioni ormai da anni non più cavoscettiche, un mio blocco di ordine logico mi suggeriva che comunque su di un segnale digitale non avrei rilevato alcuna differenza ("o va o non va", "sono solo 0 e 1"). Partii pertanto con un economico ma ben costruito spdif ottico amazonbasics. Funzionamento perfetto come atteso, nulla da dire. Lo cambiai in seguito, diciamo per estetica (!) con un pur economico Lindy Gold. Non vi dico la mia sorpresa quando, non aspettandomi proprio nulla, mi accorsi subito a cambio effettuato dell'incremento in dinamica e soprattutto, in questo caso, di definizione e brillantezza alle alte frequenze, che con il vecchio cavo anche dopo molte prove comparative apparivano inevitabilmente scure e attenuate.
Inutile dire che a quel punto, con un ulteriore upgrade, migliorai sensibilmente ancora su tutti i parametri.
Stessa cosa in seguito sperimentata con digitale coassiale e Usb da Macbook a Dac.

In seguito, documentandomi, ho appreso che esiste comunque ampia letteratura circa l'influenza sul suono da parte della qualità di trasmissione del segnale digitale, in particolare relativamente al problema del jitter ed alla conseguente correzione temporale. Non sono un tecnico e non ho la pretesa di esserlo, tuttavia di teoria mi sembra che ce ne sia a suffragio di ciò che "ad orecchio" si sente.

Mi scuso se mi sono dilungato; conscio di non avere apportato nulla di sostanziale o "tecnico" all'argomento, questa era la mia testimonianza.
 
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Lungi dal voler pretendere di soverchiare le leggi e la teoria della fisica

Mi ritrovai diversi post addietro a confutare nello stesso modo la qualità d’uscita audio digitale su HDMI da file su nas nella medesima rete di vari apparecchi.

Attenzione, che se anche non lo pretendi rischi di farlo ;-)

Non so cosa significa per te "vari apparecchi"; ci può stare che in determinate condizioni ci sia un error rate più alto del normale, ma in tal caso (qualora i meccanismi di correzione di errore non riuscissero nel loro intento) avresti probabilmente data corruption (sicuramente non modifiche coerenti tonalmente). I file che scarichi da youtube (per esempio), sono sempre uguali indipendentemente dalla root che segue il segnale (sai per quanti cavi ethernet e in fibra ottica passano quei bit). Lo scarichi 100 volte, fai un bel check-sum e vedrai che è sempre lo stesso. E lo scarichi da server a migliaia di km da casa tua!

Visto che la discussione è pacata, potresti studiare un po'come è strutturato un file (per esempio il data format di un FLAC), come funziona il protocollo di trasmissione dati (basato su TCP/IP o UDP) e ti renderesti conto da solo che la probabilità che un errore nel trasferimento dati comporti una modifica tonalmente coerente per tutta la durata di un brano è assolutamente nulla.
 
Attenzione, che se anche non lo pretendi rischi di farlo ;-)

Non so cosa significa per te "vari apparecchi"; ci può stare che in determinate condizioni ci sia un error rate più alto del normale, ma in tal caso (qualora i meccanismi di correzione di errore non riuscissero nel loro intento) avresti probabilmente data corruption (sicurament..........[CUT]

Come scritto sopra non sono un tecnico, ma circa l'influenza sul suono da parte del jitter nel dominio digitale c'è ampia letteratura. La problematica è attestata da pubblicazioni che coincidono in termini temporali con la messa in commercio dei primi lettori audio digitali (cd) in quanto la sperimentazione a livello industriale sullo storage audio digitale esisteva ovviamente già da anni. Vedi ad es. esmpio Digital Audio Technology di Nakajima, uno dei padri del lettore cd, che tratta ampiamente dell'error correction nel dominio digitale per quanto riguarda il suono.

Inoltre ricordiamo che la decodifica dello stream audio digitale avviene necessariamente in tempo reale, è molto diverso dallo scaricare un file sul Pc.
 
Come scritto sopra non sono un tecnico, ma circa l'influenza sul suono da parte del jitter nel dominio digitale c'è ampia letteratura.

Certo che il jitter esiste, ma non è un problema di dati, è un problema di implementazione (vedi S/PDIF). Non si deve fare confusione. I bit arrivano come sono, ma con timing diverso. Concordo anche sull'ampia letteratura: ricordo di un articolo AES dove si poneva il limite dell'udilbile ad un jitter maggiore di 20 ns.

Comunque oggi qualsiasi DAC moderno ha circuitazione per praticamente eliminare il problema (vedi buffering).

Inoltre ricordiamo che la decodifica dello stream audio digitale avviene necessariamente in tempo reale, è molto diverso dallo scaricare un file sul Pc.

Come detto prima, al giorno d'oggi il jitter non è un problema (se lo è, meglio cambiare componente). In particolare i DAC con interfaccia USB non manifestano il problema in toto perchè l'interfaccia è asincrona (come prima, vedi buffering).
 
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